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  1. Latin lover di primavera

    aprile 13, 2015 by Francesca

    Era uno di quei discorsi da salotto da farsi quando si aveva ben poco da dire. L’affermazione che non ci sono più gli uomini di una volta, e anche, va detto, le donne di una volta, viaggiava sul filo dell’ ironia e dello scherno per i tempi contemporanei messi a confronto con quelli andati. Una sorta di non ci sono più le mezze stagioni di carattere sentimentale, insomma. La chiacchiera qualche fondo di verità lo aveva. Il maschio, in poche parole, veniva additato dalle signore come mancante della più basilare galanteria. Poco interessava che tale dote fosse una naturale predisposizione o frutto di un comportamento messo in atto per il proprio tornaconto, l’importante era l’attenzione. Quella spesa per rendere più piacevole il proprio aspetto senza cadere nell’affettazione, quella adoperata per scegliere il giusto abbigliamento e i migliori abbinamenti e quella riservata alla conquista di una donna, che fosse l’amore di una sera o di tutta una vita.

    Insomma, il tempo dedicato e donato, quello necessario ad accendere la passione anche secondo Julian Kay/Richard Gere in un film come American Gigolò, che ha segnato (anche) la storia del costume maschile. SULLO SCHERMO La pellicola ha trentacinque anni, molti look sono tuttora attuali e la figura del Casanova, innamorato delle donne e dell’amore stesso, ritorna oggi sugli schermi con Latin Lover di Cristina Comencini. Segno che il gentleman, agli antipodi dal playboy narcisista e poco interessante, continua a mietere vittime grazie a sguardi magnetici e charme. E a guardare le passerelle della primavera/estate quest’uomo pare tornato. Non a caso, infatti, si sono imposti capi che sottolineano il fascino naturale, consapevole e colto. L’abbigliamento pratico e multitasking va a braccetto con la sartorialità, la raffinatezza con la leggerezza. Quest’ultima non s’infrange, ma rende fluttuanti le righe, che sono il leitmotiv di Emporio Armani, mentre nella prima linea dello stilista si sente ancora di più quell’aria tiepida e inafferrabile della primavera, tra giacche destrutturate e ridotte al minimo e pantaloni ampi dal piglio mascolino. Il confort continua a essere essenziale per l’uomo e Tombolini ne celebra l’apoteosi con il completo Zero Gravity: giacca e pantaloni adatti a ogni occasione, ma impalpabili grazie al peso minimo del tessuto e della struttura.

    SFUMATURE DI BLU Anche Paoloni pensa a sdoganare l’uomo dalla scarsa libertà a cui un capospalla può costringere, soprattutto col caldo. Propone così la giacca camicia, ma anche micro fantasie, jacquard e sfumature di blu per i completi in cotone mischiato a seta, tutti con vestibilità slim. Da Salvatore Ferragamo le stampe in miniatura danno consistenza alle stoffe di bluse, trench e blazer avvolgenti come kimono e dai colori di un’estate vissuta, come il ruggine, il cuoio e il sabbia. Esplosive e vivaci, invece, le cromie sfoderate da Harmont & Blaine, che nella giacca unisce l’informalità dei due bottoni a impunture raffinate e sceglie pantaloni dal taglio classico in gabardine tinto capo. Studiati i look proposti da Tagliatore. Le giacche leggermente lunghe sui fianchi, in lino e seta per dare freschezza, si abbinano a gilet mono o doppiopetto creando outfit da dandy ribelle dalla forte personalità. Quadri, righe e lino sono il leitmotiv della bella stagione per Angelo Nardelli, che si ispira ai panorami assolati e alle ceramiche della Sicilia.

    SLIPPER IN RAFIA Stile rilassato per Roy Roger’s, con pantaloni tinta unita o in fantasia floreale dal taglio comodo e col cavallo allungato, quindi più confortevole. Essenzialità e pochi artifici anche per le camicie, in pieno accordo con quell’aria rilassata tipica della bella stagione. Ai piedi i modelli classici delle calzature celano vezzi e dettagli che alleggeriscono le tomaie e di conseguenza i passi. La pelle è sottile e intrecciata e le fibbie creano giochi di pieno e vuoto da Santoni, che sperimenta anche le espadrillas in vitello sfumato di azzurro adatte persino in città in occasioni informali. a.testoni, invece, propone addirittura le slipper in rafia e cotone a motivi grafici in bianco e nero.


  2. La nuova Piazza Valentino

    aprile 10, 2015 by Francesca

    Il negozio Valentino più grande del mondo è una moderna cattedrale di marmi e archi, un inno alla stupefacente bellezza delle collezioni della maison. È un grazie a Roma, da sempre culla della creatività della griffe. La boutique aperta da qualche giorno in piazza di Spagna è il naturale proseguimento del cinquecentesco Palazzo Mignanelli dove il brand “abita” da tanti anni, dove si trovano gli storici uffici, gli atelier e gli studi. È anche la consacrazione di due giovani romani, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, che sono alla guida del gruppo da quando il fondatore ha deciso di ritirarsi. Sono stati loro, direttori creativi di tutte le linee dal 2008, a rilanciare lo stile e renderlo più giovane. Loro a dare alle collezioni un senso di contemporaneità fatto di contrasti, di un emozionante melange di input visivi, artistici e letterari. LE CELEBRITIES È stato il duo, uscito dalla stessa scuola di moda e sin dall’inizio affiatato anche nelle prime esperienze da Fendi, a puntare sulla raffinatezza. Chiuri e Piccioli hanno deciso da subito di non dare ascolto ai trend minimalisti, ma hanno creduto nel proprio talento portandolo alle stelle, tanto che il gotha delle celebrities mondiali li premia fedelmente.

    È evidente il rispetto e la continuità con l’estetica della maison: grande è il feeling tra la nuova generazione e il grande Valentino che spesso applaude in prima fila. Fioccano da subito dichiarazioni di stima reciproca. «Lui è unico, noi due», dicono i “ragazzi”. «Loro come me rendono belle le donne», sottolinea Val. Sul fronte della liaison tra il brand e la Capitale, per solennizzare l’inaugurazione della boutique la prossima sfilata haute couture sarà qui. Un evento mondiale, che darà risalto ai successi degli ultimi anni. Possibili anche per via dell’acquisto della maggioranza delle azioni da parte dell’ Emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa al Thani, marito della Sheikha Mozah, una delle più fascinose cinquantenni che brillano nel firmamento dei multimilionari. Lei era pazza per i vestiti Valentino e, dice la leggenda, lui le ha comprato tutto il marchio. Una sparata di vetrine affacciate su una location tra le più belle del globo che qualcuno già chiama Piazza Valentino, tre piani, 1470 metri quadrati (1865 con il seminterrato): il nuovo concept store è stato progettato da David Chipperfield architetto londinese tra i più osannati.

    Adorato dagli stilisti, designer per Alessi di pezzi iconici. Nell’enorme atrio della boutique, quasi un palcoscenico, tra le pareti marmoree e i pavimenti in terrazzo Veneziano e Palladiano, ecco i primi abiti della collezione primavera 2015, uno spettacolo di invenzioni ed esecuzioni. Le gonne sono lievi come le piume che le arricchiscono. Colori e decori rendono omaggio al Grand Tour che nei secoli scorsi portava i giovani colti alla scoperta dell’Italia, ed ecco allora sui vestiti: stampe foulard, vedute, disegni, mosaici, rovine classiche, paesaggi marini. IRONIA PER LUI Il viaggio diventa un racconto magico, anche sugli accessori, già best seller. Colorati, floreali, borchiati. Sono esposti al piano terra, in un susseguirsi di stanze ciascuna con un aspetto diverso per far risaltare le varie collezioni. Al primo piano, in un rincorrersi di archi, il bianco regna sovrano e gli abiti sembrano opere d’arte. Si visita come una galleria, è un’architettura scultorea priva di arredi superflui.

    Gli abiti maschili, inconsueti, ironici, decorati, sono al piano terra tra pareti in terrazzo, pavimenti in Palladiana, lampi di rovere e ottone. Lì per sedurre i più esigenti, c’è il servizio su misura Denim. I grandi momenti della griffe sono le sfilate di pret-a-porter e couture parigine e i red carpet che vedono al loro fianco celebrities glamour come Keira Knightley, Anne Hathaway, Nicole Kidman, Jennifer Lopez, Reese Witherspoon, Valeria Golino, Lady Gaga, Olivia Palermo, Bianca Brandolini d’Adda, ma anche Ben Stiller, Owen Wilson, Mika. Il crescendo di successi è dovuto anche alla capacità e alla tenacia dell’ad Stefano Sassi. Tutto è iniziato, si sa, con quel genio di Valentino Garavani e il suo socio Giancarlo Giammetti. Era il 1962 e il sarto, giovanissimo, sfilò alla Sala Bianca di Firenze. Una collezione del 1968 gli diede fama mondiale, era immacolata come quella che Chiuri e Piccioli hanno voluto ultimamente nella Grande Mela. Il rosso è poi diventato colore simbolo.


  3. È ora della pappa. Scegli bene l’omogeneizzato

    marzo 24, 2015 by Francesca

    Meglio non giudicare le pappe secondo le proprie preferenze. Il sapore degli omogeneizzati si armonizza con il gusto dei bambini, che è molto diverso dal nostro. L’importante, come abbiamo visto, è controllare la percentuale di carne, meglio se non è inferiore al 40%. Verifica, poi, che i preparati siano adatti all’età del piccolo e che non contengano ingredienti ai quali è intollerante. Un vasetto è troppo? Preleva la quantità necessaria, poi conserva in frigorifero. Ma consumalo entro 24 ore.

    Cremoso Voto: 6 (nipiol, 1,29 ) La percentuale di carne è bassa, riguarda solo il 25% del prodotto (5,2 g di proteine per etto). Non è possibile, però, verificare questo dato al momento dell’acquisto, perché l’ etichetta nutrizionale si trova direttamente sul vasetto . Contiene anche amido di mais e farina di riso (3%), che servono per dare cremosità.

    Superpratico 1,79 plasmon, sapori di natura, . Questi omegeneizzati si trovano dentro un contenitore di plastica richiudibile , adatto sia al riscaldamento a bagnomaria sia a quello con il microonde. La carne è presente per il 40% (8 g di proteine su 100 g di prodotto). Il tutto a fronte di un costo decisamente interessante. Tutto bio Voto: 8,5

    (Hipp, 2,28 ) Anche qui la quantità di carne è del 40% (7,8 g di proteine per 100 g).
    La consistenza è morbida, grazie alla presenza di riso cotto. Il prezzo è elevato, ma corrisponde a un’effettiva qualità del prodotto: tutti gli ingredienti sono biologici . Voto: 7,5

    Di manzo italiano (alce . La carne, Voto: 7,5 nero, 2,79 e ) biologica , è solo di manzo italiano (40% del prodotto). Il contenuto di proteine però non è molto alto : dalla tabella nutrizionale si vede che corrisponde a 6,6 g per etto. C’è anche amido di riso, sempre bio. La qualità è paragonabile a quella di altri prodotti.

    Con farina di riso 1,19 mellin, . La percentuale di carne è del 30% (6,1 g di proteine per etto). Se non è almeno del 40%, per legge il prodotto non può essere definito “omogeneizzato di carne”, ma bisogna specificare subito anche gli altri ingredienti. E, infatti, sulla confezione c’è scritto: “omegenizzato con carne e farina di riso”. Nella ricetta è presente l’ olio di semi di girasole, ricco di grassi polinsaturi, utili nello svezzamento e nella crescita.


  4. Mai più senza

    marzo 20, 2015 by Francesca

    balocchi & profumi Gioca tutto il dì con la Playstation? Ogni tanto ricordagli che è “grande” regalandogli un jus davvero virile! Con pepe nero, incenso, legni e muschio: For Men, Michael Kors (da ¤ 45).

    Con ambra grigia, legno di oud, patchouli e bacche di vaniglia: Soul, Costume National (¤ 98).
    tHe new Red iS… Boicotta il solito rosso (oppure riservalo alle serate importanti). i sorrisi più malandrini e luminosi ora vestono toni aranciati. a patto che siano chicchissimi e vivaci come quelli qui in alto. eclat Minute Baume embellisseur lèvres n. 04, Clarins (¤ 20).
    Gloss design n. 29, by Collistar & Kartell (¤ 17, 70). Brilliant Jumbo Joues & lèvres vibrant Orange, Sephora (¤ 11, 90). Gelee d’interdit n. 23, Givenchy (¤ 28,50).
    Per finire: long last Glosswear n. 07, Clinique (¤ 21).

    proteggili Se il guaio è il colore, ripara i capelli con una miscela di oli ideale per rigenerare, nutrire ed esaltare il colore: Keramine H Olio Ristrutturante, Soco (¤ 9, 90).
    Se vai spesso in piscina, proteggili con una formula waterproof che non si disperde nell’acqua: Olio al Burro, Mango, Klorane (¤ 14,90). I
    l consiglio ome ottenere onde così morbide? Semplice: con la piastra piatta. Avvolgi nella carta stagnola ciocche di capelli umidi, larghe 4 cm e spesse un millimetro. poi, scalda tutto con la piastra per circa due minuti. lascia raffreddare e togli la stagnola. per finire, pettina i capelli utilizzando solo le dita.

    Se aSSiMili RinGiOvaniSCi associa l’erba cristallina (attivo antirughe naturalmente assimilabile dalla pelle) all’estratto di olivello spinoso (che riattiva l’elastina). Per dire addio a rughe e perdita di tono: Sérum végétal Rides & lifting Giorno, Yves Rocher (¤ 17,95).
    Sapone rétro La detersione più dolce torna alle origini. Triderm di BioNike (da € 10,50)
    contiene vero sapone di Marsiglia, ma in forma liquida: per lavare la pelle che “tira” con praticità e delicatezza. “aRanCiaMOCi” Ma COn Cautela! la lacca arancio è irresistibile. Purtroppo, però, mette in evidenza le dita “cicciottelle”. Per prudenza, meglio stenderla solo al centro dell’unghia. Sopra: Brushed Metallics Motivated, Formula X (¤ 14,90); Smalto Gloss effetto Gel n. 544, by Collistar & Kartell (¤ 6,60) e Smalto Gel Shine orange, bottega Verde (¤ 4,99). emilio pucci


  5. Sneakers puoi metterle con tutto

    marzo 17, 2015 by Francesca

    Dalla mattina alla sera. Con gonne, jeans e panta classici. Ecco le coppie vincenti che fanno andare d’accordo comfort e look easy zen

    Ecco il look proposto da Adidas by Stella McCartney . Alle sneakers climacool (130 €) puoi abbinare capi di tessuto tecnico (top, 50 €, body, 65 €, leggings al ginocchio, 60 €, leggings con tasche, 80 €), il parka di nylon e cotone (320 €) e la borsa da palestra (110 €). A stampe fluo etnico soft Sono multicolor le calzature sportive di rete: fresche e leggere, le porterai per tutta la primavera e l’estate ( CafèNoir , 49 €). Un accostamento di tendenza? Con la gonna stampata matelassé ( Nioi , da 104 €). fantasie Nero & argento neopop Sono bicolori le sneakers high tech senza lacci: le infili in un attimo e sei pronta a goderti la giornata ( Aldo , 99,90 €).

    Supereasy anche il pantalone blu dalla linea ampia con piega stirata ( Motivi , 69,95 €). In tinte esotiche I colori delle spezie orientali, ma anche del corallo e dei tramonti rosseggianti sull’oceano: li trovi sia nelle sneakers di tessuto intrecciato e camoscio ( Geox Respira , 99,90 €) sia nei pantaloni con coulisse di cupro stampato ( Pennyblack , 115 €).
    A fiori è di pelle stampata, crosta e rete in tono la scarpa running più femminile ( Patrizia Pepe , 188 €). Starà benissimo con l’abitino di cotone stampato a tanti mazzolini di rose rosa e con spalline quasi invisibili ( United Colors of Benetton , 59,95 €). stile romantico Con geometrie classiche A che cosa abbinare i jeans cinque tasche a vita alta di denim scuro ( Kiabi , 12,99 €)

    A uno degli oggetti di culto per le amanti delle calzature sportive: il modello N9000, lanciato nel 1990 che ora cambia look ed è disponibile in diversi colori ( Diadora , 120 €). casual urban In nuance delicate Bianco assoluto per le calzature comodissime che puoi indossare anche per fare window shopping ( Adidas Originals Superstar total white , 90 €). Abbinale al pantalone a sigaretta azzurro cielo: la combinazione di colori è perfetta per la primavera ( Sisley , 49,95 €).


  6. 7 sfumature di rosa

    marzo 13, 2015 by Francesca

    Dai red carpet alle passerelle, alle palette del maquillage: il rosa sarà il colore must della primavera-estate. E non solo: anche la New York Fashion Week e le sfilate di Milano, appena concluse, hanno visto trionfare questa tinta nelle sue svariate nuance. Il che vuol dire che il rosa sarà ultima moda anche il prossimo autunno-inverno. «È il colore della positività e del benessere. Un mix di rosso e bianco che dona una sensazione di calda tenerezza infantile. È femminile, rassicurante e pacato», dice Gianni Camattari, cromoterapeuta e direttore del “Centro Psicologia Integrata” di Milano. Secondo la medicina indiana, è associato al quarto chakra, quello del cuore, e utilizzare pietre, abiti, trucchi di questo colore può servire a riequilibrarlo. In pratica: a mettere più cuore in tutto quello che si fa. «È la tinta perfetta per cogliere la bellezza e la positività negli altri e in noi stessi», aggiunge il cromoterapeuta. E, allora, perché non osare un tocco di rosa wellness sulle labbra? «È un colore davvero trasversale», dice Mirko Tagliaferri, make up artist e personal looker di attrici e modelle. «Basta scegliere la sfumatura adatta a sé e usare piccoli accorgimenti». Che sveliamo in queste pagine. Insieme ai lipstick nelle 7 sfumature di rosa più trendy.
    “Infantile” e molto romantico, il rosa baby è perfetto, se sei bionda e hai la pelle chiara. Regala un effetto molto bello anche a more e castane e a chi ha la carnagione olivastra o la pelle abbronzata», dice Tagliaferri. «Consiglio però di evitare le formule opache e mat, perché risultano troppo piatte». Kiss Kiss, Excessive Rose n° 361, di Guerlain (35,90 e ), perché ha tenuta impeccabile, finitura satinata e vibrante, effetti rimpolpante e levigante. Merito delle microsfere di acido ialuronico e dell’olio di commiphora.

    Fucsia
    Reese Witherspoon «Chi sceglie questa sfumatura “osa”, ma deve avere labbra e pelle del viso senza imperfezioni», suggerisce il make up artist. «Dona tanto a bionde e more con l’incarnato freddo. Consiglio di usarlo, lasciando il viso molto naturale e truccando gli occhi con eyeliner e mascara. Le Rouge, 209 Rosa perfetto, di Givenchy (30,90 e ), perché i pigmenti puri e densi regalano colore intenso, le microsfere di acido ialuronico idratano e la cera d’api dà comfort.

    malva
    Julianne Moore «È una sfumatura davvero trasversale: per bionde, brune, rosse. E per pelli diafane o ambrate. Questa tonalità illumina il viso e lo rende elegante», dice Tagliaferri. «Ed è perfetta anche con finitura perlata o glossy per un trucco da sera discreto e di grande effetto. Inoltre, si abbina bene a un trucco occhi più marcato». Rouge Coco, 428, di Chanel (32 e ), perché ha una texture scorrevole, vibrante e fondente grazie alle tre cere vegetali di jojoba, mimosa e girasole.

    Fragola
    Natalie Portman Non riesci a “tradire” il rossetto rosso? Il fragola è la soluzione alternativa. «È un mix di rosa e rosso acceso, pieno di pigmenti brillanti che danno alle labbra un tocco sexy e molto femminile», dice Tagliaferri. «Per indossarlo, valgono le stesse regole del rouge: labbra definite, meglio se non troppo sottili. E il trucco degli occhi deve essere appena accennato». Classic Cream Lipstick, 247 Bouganville, di D&G (31,50 e ), perché la pasta morbida e il profumo (una delicata essenza cipriata), si ispirano ai rossetti a base di cera degli anni ’50 mentre la formula, moderna, vanta il 50% di emollienti, che lo rendono confortevolissimo e impalpabile sulle labbra.

    Pesca
    Beyoncé Un jolly da tenere sempre in borsa. «Perfetto per i ritocchi last minute per dare al viso un aspetto curato e naturale. Si adatta a vari colori di capelli e a diversi incarnati, anche se raggiunge il top con la pelle dorata e le ciocche chiare. Occhio a un dettaglio: i denti devono essere bianchi. È una tonalità che mette in evidenza il giallo», conclude l’esperto.Lipstick See Sheer, linea Red Red Red, di MAC (19 e ), perché idrata e tiene a lungo il colore.

    Corallo
    «Una punta di arancio regala al rosa un effetto subito più caldo e luminoso. Che si sposa molto bene con la pelle chiara o dorata e i capelli castani o rossi. È la tonalità giusta per addolcire i lineamenti e per dare un pizzico di energia anche al maquillage più classico», spiega il make up artist. «Da evitare se la carnagione è diafana e la chioma biondissima». Veiled Rouge, Corallo PK 304, di Shiseido (27,50 e ), perché ha una formula idratante e a lunga durata, grazie a un olio non volatile che sigilla il colore sulle labbra rendendolo brillante.

    Cipria
    Il nude look è tornato di moda. E le tonalità rosate, come il cipria e il rosa carne, sono particolarmente indicate per ottenere subito un’aria fresca e naturale e un aspetto chic e bon ton. Specie se la texture è opaca. «Il cipria soprattuto è la nuance che dona a tutte, ma sulle labbra non ci devono essere imperfezioni, rughette e pellicine». Beautiful Color Mosturizing n° 27 di Elizabeth Arden (27 e ), perché ammorbidisce le labbra grazie ai pigmenti emollienti e ha anche un effetto volumizzante.


  7. Soffia il vento anni ’70 E trionfa il made in Italy

    marzo 10, 2015 by Francesca

    L’OCCHIO delle donne nella moda fa fare sempre dei passi avanti. Ieri, con le grandi creatrici alla Jeanne Lanvin, alla quale il Museo Galliera dedica una stupenda esposizione ideata dal direttore Olivier Saillard e da Alber Elbaz che racconta della sua bravura e della sua capacità di precorrere i tempi della moda. Oggi, con la passerella di Stella McCartney che ha raccolto un meritato successo con il suo esercito pacifico di cappotti infeltriti e avvolgenti, tailleur pantalone con le giacche over che finiscono a punta, gonne di lana cotta a taglio vivo con maglie buttate addosso come sciarponi a maglia inglese. Tanto verde miliare, maniche lunghe e teatrali che coprono completamente le mani, stivaletti di broccato su tailleur di tweed grigio e spinato con vita alta e scampanatura anni Settanta. Ad applaudire Stella i suoi quattro biondissimi bambini e il padre, Paul McCartney sempre affettuoso e presente ad ogni defilè. ARIA anni Settanta ma a tutta contemporaneità da Giambattista Valli con una collezione lieve eppure piena di preziosità che fa fare un salto in avanti al Made in Italy.

    Il couturier romano, che vent’anni fa è venuto a Parigi per imparare i segreti della Moda, viene prodotto infatti dall’azienda bolognese BVM di Mario e Stefania Bandiera e in questa collezione per il prossimo inverno ha profuso tutto il suo know how e la sua maestria. Molto belli i completi di pizzo ricamato a fiori anche a rilievo composti e però anPaul McCartney assiste al defilé della figlia Stella con la moglie Nancy Shevel che scomponibili di pantaloni che finiscono con una zampa d’elefante molto aggraziata sotto l’abito corto (ma non cortissimo) che si può portare poi anche da solo con gli stivali stringati. Seducenti le camicie di organza a tralci di fiori e delicati volant sulle spalle, le pellicce di montone bianco o di visone color terracotta, i piccoli pull di cashmere color biscotto, i cappotti con bande di visone verde acqua, i fiori e le fantasie come le righe che si compongono e si inseguono in un gioco di eleganza assai sofisticata. A BORDO passerella tutti a parlare della bella sorpresa di Givenchy con Riccardo Tisci in stato di grazia per una collezione a tratti drammatica e solenne, ispirata alle atmosfere vittoriane, le stesse che lo hanno ispirato visitando la recente mostra sugli abiti da lutto realizzata dal Constume Institute di New York, mixate con l’enegia e il fascino intrigante e spiazzante delle ragazze da strada delle gang sudamericane, che si ciurmano capelli e trucco, tra riccioli tirabaci e piercing.

    E questo ha ispirato il trucco delle modelle che da solo valeva il defilè. Anche Tisci festeggia 10 anni come direttore creativo della maison Givenchy che ha saputo rilanciare con forza e prepotenza stilistica. Ad applaudire Riccardo ecco Kim e Kanye West, Katy Perry, Jessica Chastain. Pubblico scelto, da intenditori, per Sacai, marchio giapponese disegnato dalla bravissima Chitose Abe che ha presentato il libro dei suoi concetti d’eleganza. Fortissimi i capi spalla, uno più bello dell’altro, cappotti blu o verdi scuri con trapuntature piumino, giacconi di pelle con inserti di pelliccia spesso rudi, sul collo, sull’orlo, sulle spalle, ampia presenza della maglia a lavorazione norvegese, abiti dalla forma a scatola di plissè di cotone. A salutare Sacai anche Remo Ruffini, patron di Moncler. È TUTTO made in France, orgogliosamente made in France, la produzione di borse di Longchamp che ha deciso di far vibrare l’inverno 2015 coi colori del movimento Memphis, tra cenni grafici decisi e nuance pastello, per un pieno di vitalità che contagia anche la collezione di capispalla e camicette dedicate ad una donna che viaggia molto.


  8. Quando le femmine si vestono da uomo

    febbraio 12, 2015 by Francesca

    Quando eravamo piccole donne ci piaceva quel femminile austero dal vezzo piccolo. Come trovarlo ancora nella moda? La camicetta senza mega pizzi ma con una coccinella ricamata solo sul colletto, oppure la giacca di velluto blu, velluto blu e stop. Al secondo piano della Rinascente il kilt, taglia 46, è un capolovoro di Alexander Mc Queen di questi ricordi in cui la bellezza era tradizione di nonna in nonna. E’ il sogno della gonna colleggiale indossata ai tempi dei piccoli grandi amori innevati da pudiche «Love Story»: chic, nei suoi quadri grigi, neri, di superba rifinitura nelle pieghe, british nelle stringhe in pelle e nelle fibie importanti. Peccato che sia da uomo, e peccato che lo siano la camicia bianca con colletto rotondo profilato di blu di Vivienne Westwood e una camicia di Etro azzurra con mini disegni cashmere lilla e prugna. Viaggiano consigli sui saldi sul web. Care donne, se dovete scegliere una scarpa che sia adatta alla primavera, non comperate zeppe o tacchi vertigo, optate per un decolltè con il mezzo tacco, di gran appeal nella prossima stagione. Bene, il nostro consiglio è un altro: se andate alla Rinascente cercate di fare spesa nel reparto dei signori, perché indumenti e accessori sono di gran lunga più appetibili di quelli dedicati alle donne.

    Lo sanno anche le commesse. «Non c’è paragone tra le cose che gli stilisti disegnano per gli uomini e quelle per le donne. Tante signore vengono a vestirsi qui, dai maschi. Basta guardare borse, sciarpe e scialli per rendersene conto: nel settore maschile c’è uno stile così raffinato e fantasioso che noi donne ce lo sogniamo!». Due sono gli oggetti del desiderio adocchiati dalle veterane in divisa da shopping: una cartella Serapian giallo paglierino e una Peekaboo Fendi giallo girasole che più oversize di così non potrebbe essere, nella sua tasca anteriore ci starebbe un piccolo canguro. «E’ stata pensata per l’uomo, viste le dimensioni – spiega il commesso -. Detto tra noi sono tante le signore che vengono a provarla, perché è davvero fashion in questa sua dimensione super ma pulita nellasua fattura a mano». Quella che potrebbe essere considerata la sorella easy della Kelly di Hermes è destinata al braccio di qualche signore un po’ dandy, alla Oscar Wilde per intenderci, che la potrebbe usare come una 24 ore dal gusto esotico.

    E chi non vorrebbe la t – shirt di Valentino che è un bosco di farfalle? Chiediamo dove sia possibile provare il kilt. «Là in fondo, nei camerini dei maschi». La sottana è perfetta, se non fosse per un dettaglio: è vertiginosamente mini. Davanti al camerino un ragazzo aspetta che usciamo. Scusa proveresti questo kilt, visto che è da uomo? Non serve insistere, il ragazzo è incuriosito. Quando esce non è proprio il principe Carlo visto che la gonnellina gli arriva poco poco sotto l’inguine. Sorride. Non lo metterebbe mai, e il kilt viene riappeso nell’appendino in mezzo ai pantaloni. A questo punto attendiamo l’evoluzione della biancheria intima per trovare quella spartana raffinatezza dell’adolescenza, quando non credavamo che un abito fosse bello perché fatto come una palla o come una carta da gioco. Ci salverà da tutto questo la moda maschile, sempre più nostra.


  9. Curiel veste i suoi sogni ispirandosi all’Oriente

    febbraio 10, 2015 by Francesca

    L’ haute couture come nutrimento estetico e tre stilisti protagonisti di Alta Roma s’ispirano all’Expo 2015 di Milano. C’è la maison Gattinoni, che nel ristorante dello chef Antonello Colonna fa salire le modelle su una lunga tavola apparecchiata e presenta i modelli come piatti di un menu del lusso, con corpetti di spighe di grano, lunghi abiti di rombi specchiati verde come l’olio d’oliva, ricami dolci come sulle cassate siciliane. C’è la storica griffe di Raffaella Curiel, che in una collezione tutta dedicata agli antichi tessuti, alle fantasie, ai colori e alle raffinate lavorazioni dell’Oriente, presenta l’abito con la canestra di frutta di un quadro di Caravaggio, dipinta in toni caldi sull’ampia gonna come sul bustino e la sciarpa fluttuante. E c’è la stilista-architetto Sabrina Persichino, che rievoca tre celebri padiglioni: rosa per le ingegnerie del Crystal Palace( prima esposizione di Londra 1851) le cui arcate bianche su fondo rosa ricordano un’orchidea; rombi neri di pelle per il reticolo di ferro della Tour Eiffel (Expo 1889) e verde scuro per la «foresta urbana» del milanese Palazzo Italia, pronto ad aprirsi il prossimo maggio. Tre interpretazioni diverse, la prima modernamente divertita, la seconda colta e classica, la terza sperimentalmente ardita.

    Fashion & Food anche per la presentazione del Fnm Magazine di Barbara Molinario, tra i tavoli rigorosamente vegetariani del Margutta RistorArte. Dopo tante polemiche per i fondi che mancano e le idee che scarseggiano, la capitale ospita una manifestazione che comunque regala novità nate dalla maestria sempre capace di rinnovarsi delle griffe storiche e dalla voglia di affermarsi con stile diverso delle ultime generazioni. Lunga carriera alle spalle per Renato Balestra, ma lui è sempre capace di inventare creando con il tulle la spuma del mare in piccole rouches e le alghe in tubicini di organza, da cui nasce una Venere avvolta di tulle oro e platino, con giochi di trasparenze e venature di foglie tracciate con gli strass. E il maestro pensa alle leve del domani, presentando la vincitrice dell’edizione 2 del concorso Be Blu Be Balestra che coinvolge l’Accademia di Costume e Moda : Giulia Geria (già collabora con Ferragamo) imparerà le tecniche di ricamo in uno stage di 2 settimane nella famosa maison Lesage di Parigi.

    Camillo Bona, che festeggia 20 anni di sfilate a Roma, all’Acquario Romano presenta modelli di eleganza essenziale ispirati ai macchiaioli. E il giovane Salvatore Piccione, vincitore a luglio del concorso di AltaRoma e Vogue «Who is on Next?», convince con le sue stampe di rosse coccinelle e geometrie mimetiche, presentate al muse Maxxi. Le creazioni di Ettore Bilotta mostrano un raro rigore di tagli e una sapiente creatività; affascinanti le fanciulle botticelliane di Antonio Grimaldi, che sfilano nel giardino incantato creato con petali colorati dagli artigiani dell’ Infiorata di Genzano; sofisticati e intriganti i modelli di Nino Lettieri. E per ogni nome affermato, c’è un giovane che si affaccia alla scena. Vento di nuovo nella modalingerie al tempo stesso romantica e sexy di Antonella Rossi, portato dalla figlia ventiquattrenne Giulia Mori. «Ma Roma non può essere il kinderheim dei giovani- ammonisce Stefano Dominella, ad di Gattinoni- , dopo averli scoperti bisogna aiutarli a rimanere qui».


  10. Dee e regine show

    febbraio 9, 2015 by Francesca

    LE SFILATE Esce dalle onde del mare la eterea Venere di Balestra, viaggia in Paesi esotici la preziosa Orientale di Lella Curiel. C’è chi dà uno sguardo a Venezia e piazza sugli abiti gondole e lagune e chi si ispira alle architetture delle Esposizioni Universali. Ultima giornata di sfilate. Gli atelier celebri sfornano super collezioni. Molte griffe di pret-a-couture crescono, migliorano, si sprovincializzano, mentre i giovanissimi attirano l’attenzione. I tendoni reggono, c’è perfino l’arte del tatuaggio a coronare una giornata fittissima in cui il presidente di AltaRoma, Silvia Venturini Fendi sorride. AltaRoma ha portato a termine la sua mission quasi “impossible”, e ora guarda all’incerto futuro con più grinta. «L’alta moda non morirà mai, perchè nel mondo ci sono molti ricchi e noi portiamo loro arte, cultura, bellezza. Un mio vestito è stato venduto ad un’asta charity per 45mila dollari», dichiara Renato Balestra nel suo palazzo.

    L’ISPIRAZIONE «Ho guardato a Venere, al mare, alle onde, per costruire questi abiti che sono un impazzimento di lavorazioni. Anche cinque giorni per fare una voluta che corre sulla mise beige chiaro.
    Per ottenere la sfumatura calda sull’organza crema, abbiamo tinto a mano il tessuto. Ho fatto quello che mi piaceva, l’atelier è il mio laboratorio di creatività». Ecco la lievità fatta vestito, corrono milioni di minuscoli volant. Come la spuma del mare, le ruches si rincorrono. Raffinati budellini formano cascate di alghe sulle maniche. Ci sono effetti goccia, ruscello, spuma, nuvola. Trasparenze, leggerezza, esecuzioni perfette. Come alta moda deve essere. Balestra annuncia la vincitrice del concorso per giovani con l’Accademia: Giulia Geria. Nuove generazioni si alternano a maestri di eleganza. Da 30 anni sulle passerelle, Lella Curiel dichiara: «Ho guardato alla bellezza della Thailandia e del Vietnam. Mi sono spinta con l’immaginazione verso le Filippine, la Malesia, Giava».

    IL LAVORO La mamma della sarta era la celebre Gigliola fondatrice della maison, porta lo stesso nome la figlia di Lella autrice di straordinari accessori. «Abbiamo ricamato tessuti antichi e introvabili. Ci sono volute ottocento ore per ottenere le nervature e la griglia sublime di un apparentemente semplicissimo abito bianco. Quattrocento le ore per la giacca bianco-nera con incontri geometrici di spigature», racconta la creatrice che ha rivisitato i costumi d’Oriente, ha coperto di miniperle di legno, scaglie d’oro, conchiglie, coralli, madreperla, stoffe già preziosissime. Una “vintage couture” quella Curiel, tra sete, organze, lini, broccati e fibre povere. Alla fine trionfo per il vestito omaggio a Caravaggio sulle note del “Va pensiero”. L’orgoglio di atelier si respira da Vittorio Camaiani, che interpreta Venezia e piazza gondole sulle gonne, decora gli abiti con maschere, le tasche con occhi. Più concreta, Sabrina Persechino, architetta romana, guarda nel bell’abito lieve, rosa, al Crystal Palace di Londra, ma anche all’Expo 2105 È pazzo della sua Pompei, Nino Lettieri, ed eccolo suggerire abiti ampi che rievocano gli Anni 50 e 60. Rani Zakhem colto dal Mal d’Africa ritrova il sapore della savana nel maculato, il colore della bouganville diventa abito, e il bianco neve del Kilimangiaro veste la sposa.