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Adolescenti e altri precari

12/02/2013 by Francesca

È la storia di formazione di Wok, che è un ragazzo di 15 anni e non una padella (lo dice lui, all’inizio del romanzo), e deve il suo strano nome al diminutivo di una tribù indiana. Wok è troppo piccolo per guidare, ma lo sa fare: così, restato orfano perché il papà è scappato via e la mamma è morta, nelle poche ore che lo separano dai servizi sociali, mette in moto e va. L’on the road si intreccia ai ricordi dolcissimi e disperati della madre depressa, che si “allenava” alla morte ogni giorno. Tanto è vero che Wok sembra essere il meno sorpreso di tutti. Francesco Carofiglio , Wok, Piemme, pag. 125, € 10

Margot ha un fidanzato che chiama tormento, fa la giornalista precaria per un quotidiano locale, è vessata da una caporedattrice che, più che essere ignorante, è a corto di idee: nel periodo di Natale le chiede di chiudere pezzi sul Carnevale, e che sia un Carnevale di trent’anni fa, quelli con mascherina da principessa e spada da Zorro. Il gatto, unica sua consolazione, sta morendo e gli va fatta l’eutanasia, fuori piove in una Genova strana, che vorrebbe dirsi moderna ma non può. Eppure è proprio per la città che l’autrice dimostra il maggiore affetto: Caterina, che ha una ricevitoria del lotto, è la donna che dispensa i numeri, che legge i sogni, che suggerisce la cabala, e le storie delle due donne si intrecceranno. Per cui il titolo, Buona fortuna , è un invito alla protagonista, ma anche a tutti gli altri. Molto ironico. Barbara Fiorio, Buona fortuna, mondadori, pag. 204, € 14,90

Mary, contadina dell’Ottocento inglese, analfabeta, destinata alla servitù, comprende che imparare a leggere e scrivere è la sua unica possibilità. Ma la cosa interessante, più che quello che racconta, è per chi lo racconta e per come lo fa. Lo fa con la lingua incerta di chi la pratica poco, se non per affari quotidiani e casalinghi, eppure sa dove vuole arrivare; con il passo incerto di chi si offre al giudizio sapendo di aver ragione. Quella determinazione che la porta a imparare a scrivere per scrivere è la stessa che dimostra nel fare. Il libro è l’omaggio che si tributa alle pioniere del genere, alle suffragette: Mary è un personaggio che si “fonda” scrivendo la propria autobiografia, sa che esisterà solo a condizione di trovare una lingua per raccontarsi. Per l’autrice (unica donna drammaturga ad aver avuto accesso alle scene del Globe Theatre, quello fondato da Shakespeare) è una formidabile lezione di stile. nell Leyshon, Il colore del latte, Corbaccio, pag. 171, € 14,50


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