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Alle amazzoni piacciono gli stivaletti

17/12/2014 by Francesca

SEMBRAVANO scomparsi, eclissati da Manolo’s e da leggiadre ballerine. Invece gli stivali alla caviglia sono tornati. Più che i Chelsea Boot, quelli per intenderci sfoggiati dai Beatles sulla cover di She loves you (1963), gli ultimi stivali tutti zip, borchie e suole a carro armato, hanno un’aria neo-grunge. Un po’ come quelli che indossavano, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, Courtney Love e Kathleen Hanna. Grazie a loro, come per magia, quello stile ibrido lanciato da gruppi musicali come i Nirvana e i Breeders, dove si fondevano punk, vintage e army look, conquistò milioni di adepte. E T-shirt sfilacciate accostate a sorpresa a lievi abiti a fiorellini e anfibi, divennero il massimo del cool. Dopo un primo momento in cui questo stile incarnava una sorta di antimoda, marchi e griffe del lusso se ne sono appropriati. Fu così che anfibi e sgraziati stivaletti a carro armato persero il loro lato ribelle per invadere la moda. Ad accorgersene, in anticipo sui tempi, fu l’edizione americana di Vogue . Era il 1988 e, in un articolo dal titolo Modern Style , si leggeva: “Con il loro stile duro, aggressivo e moderno le Dr Martens hanno dato una credibilità ‘street’ perfino alle fashion victims più sfrenate”.

A giudicare dalle amazzoni metropolitane del nuovo millennio sembra che ora stia accadendo qualcosa di simile. Infatti ad amarli ci sono le emule di Jennifer Lawrence, implacabile combattente nella saga cinematografica Hunger Games Il canto della rivolta – Parte I (in questi giorni nelle sale) con tanto di stivali rudi e stringati. E di Emma Watson, prossimamente al cinema nel fantasy Queen of Tearling .
Dell’importanza dello stivale nella ‘costruzione’ dell’appeal guerriero era convinto anche il generale Patton, quando diceva: “Un soldato con le scarpeè solo un soldato. Con gli stivali diventa un guerriero”. Ad avvalorare la sua affermazione Otto von Bismarck sosteneva: “La vistae il suono di un buono stivale prussiano sono una poderosa arma militare”.

E declinati al femminile? Secondo Valerie Steele, direttrice del museo del Fashion Institute of Technology di New York, sono ancora meglio perché “quell’aura di potere fallico li rende doppiamente sexy”. Via libera dunque ad anfibi e a stivaletti a carro armato, senza dimenticare però che difficilmente donano e che, per indossarli con successo, bisogna avere le physique du rôle (sottile e slanciato). Chi non ce l’ha non se ne faccia un cruccio. Tanto, come diceva Oscar Wilde, la moda “è una cosa così brutta che occorre cambiarla ogni sei mesi”.


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