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Arriva un gel che difende la pelle

16/05/2014 by Francesca

Note anche come macchie solari, le cheratosi attiniche sono piccole “lenticchie”, rossastre o marroni, ruvide al tatto: oltre a essere decisamente antiestetiche, in due casi su dieci possono trasformarsi in tumore. Perciò vanno sempre curate. Oggi arriva nelle farmacie italiane un nuovo gel che agisce in tre giorni. «Prescrivendolo siamo sicuri che il paziente non abbandoni la terapia, cosa che spesso avviene con le altre pomate, che richiedono una cura di un mese e una donna su cinque interrompe la terapia prima del tempo» spiega Giovanni Pellacani, direttore della Clinica dermatologica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Come si applica Il principio attivo del gel (il suo nome commerciale è Picato) è estratto dall’euforbia, pianta nota per la sua azione curativa nei confronti dei tumori cutanei. «L’effetto è duplice» spiega l’esperto. «Il farmaco penetra nella macchia e ne riduce gradualmente le dimensioni. Inoltre stimola nell’organismo la produzione di sostanze in grado di inattivare le cellule a rischio». L’efficacia è provata da più studi: a distanza di un anno, nella zona trattata non si sono sviluppati tumori. È importante, però, seguire scrupolosamente le indicazioni. «Il gel va applicato non solo sulla lesione ma anche sull’area circostante, su una superficie di circa sette centimetri di diametro» dice l’esperto.

«È un’area che non a caso si chiama campo di cancerizzazione: qui possono esserci cellule vaganti ad alto rischio». La cura non ha particolari controindicazioni, ma va rimandata se aspetti un bimbo o stai allattando. Piccole precauzioni Il gel, in tubetti monodose, si applica una volta al giorno per tre giorni. La macchia si ridurrà gradualmente nell’arco di qualche settimana, fino a svanire del tutto. Non ti preoccupare se l’area si arrossa e compaiono piccole pustole sulla pelle: significa che il farmaco sta agendo. Se avverti bruciore, fai un impacco con una garza imbibita di soluzione fisiologica. Infine, quando esci all’aria aperta, tieni la zona coperta per un paio di settimane. Così eviti che i raggi solari rallentino i processi di guarigione.


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