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Bentornata eleganza! Inchinatevi arrivano le dee

03/10/2013 by Francesca

Parola d’ordine: raffinatezza. Dopo anni di anarchia dello stile in cui andava tutto e il contrario di tutto, sulle passerelle milanesi per la prossima estate gli stilisti impongono l’eleganza come baluardo contro crisi e incertezza. A ognuno di loro abbiamo chiesto quali sono le nuove regole del gusto e quale sia la loro icona chic. La donna che vorrebbero vestire, che incarna al meglio lo spirito di questa “Restaurazione dello stile”. Così da Simonetta Ravizza va in scena una ragazza con la grinta di una bulla, ma dall’aspetto upper class. Il giubbino di jeans ha i bordi in visone e cavallino, il chiodo è in camoscio soft. I capi must have di questa collezione? «Lo spolverino in cachemire blu notte e il mini gilet in zibellino portato a nudo», ci dice la stilista. «Vedrei benissimo vestita così Vittoria Puccini. Adoro il suo look mai sopra le righe».

Da Max Mara invece sfila una signorina cosmopolita, che adora le tinte uniche, dal beige all’arancio, per meglio abbinarle quando è a zonzo per lavoro. Mantelle over si intervallano ad abiti sciancrati e pantaloni alla caviglia. «Ma c’è anche la giacca abbinata a tunica e pantalone dello stesso tessuto e colore, come fosse un twin set», dice Laura Lusuardi, mente creativa del brand. «E l’abito sottoveste con lo spolverino in cachemire». Chi è chic per lei? «Jennifer Garner, modernissima: ha saputo combinare vita lavorativa e vita privata». Una regola per essere eleganti? «Rispettare il proprio corpo, le proprie abitudini, a seconda del proprio stile di vita e dei luoghi che si frequentano». Frequenta cocktail party la lady anni 50 di Dolce & Gabbana, che sul loro paradigma di donna non hanno dubbi. Era, è e sarà: «Monica Bellucci». Femminile di una femminilità antica, ancestrale, la loro moglie del medico di campagna è una che esalta le sue forme in tubini strizzati a pois e abiti in chiffon a vita alta. Ma sulla loro passerella sono comparse anche giovani debuttanti al loro primo ballo coperte d’oro.

Anche Ermanno Scervino dice la sua: «Oggi Audrey Hepburn non esiste più. Le “Audrey Hepburn” di ieri vivevano distaccate dalla normalità, oggi sono donne che incontriamo nelle grandi capitali e che seguiamo attraverso giornali e social network. La più chic per me? Mozah Bint Nasser, moglie dell’emiro del Qatar». Moschino non si smentisce e celeMAx MARA bra l’ironia con le sue suore e le sue infermiere, le giacche corte e le catene, le orecchie da coniglio e il cerchietto, il rosso fuoco e il bianco e nero, la collana a brioches e il cappello a orsetto di peluche. Ma anche nell’irriverenza c’è la regola. «Io dico no alle scarpe bianche, alla biancheria intima spaiata, allo smalto rosa shocking», spiega Rossella Jardini, direttore creativo del marchio. «In generale per essere eleganti non bisogna mai travestirsi perché l’importante è sentirsi a proprio agio. La mia donna-feticcio? L’attrice Tilda Swinton».

Per Gucci invece la scelta cade sulla futura mamma Charlotte Casiraghi, testimonial del marchio ormai da due stagioni. E se la collezione è molto manageriale, riflettori puntati sulla femminilità degli accessori, dalle borse in bamboo scuro, che hanno lunghe frange in grado di dare movimento alle silhouette, alle scarpe alte che più alte non si può. La romantica Laura Biagiotti, che elegge Virna Lisi come «simbolo di personalità e femminilità che ha portato il made in Italy con eleganza in tutto il mondo», ci dà alcuni consigli per essere chic. «Da avere: il nostro abito “bambola”, rivisitato quest’anno in una versione con il bustier ricamato e le balze in tulle, o con la sovrapposizione della maglia al tessuto. E a proposito della maglia, tessuto raffinatissimo e signature della griffe, ora viene interpretata in pesi e lavorazioni inedite. Lo jacquard riproduce maxi fiori nella tuta e nei top dalle maniche alate, per capi che avvolgono la silhouette ridisegnando forme armoniose. Trame effetto pizzo su un’impalpabile ragnatela diventano un tatuaggio sofisticato».

Iper ricercata anche la donna di Armani, che mescola chiffon e organza in abiti che accarezzano le forme, lasciando soJen nifer lo intuire le curve attraverso trasparenze ad hoc . La fisicità è minuta, alla Cate Blanchett. Mentre Fausto Puglisi veste corpi più voluttuosi, alla Ilary Blasi. E infatti lo stilista ha premuto l’acceleratore sulla sensualità con una collezione ricca di paillettes e cristalli, che decorano gonne dalla linea ad A, long dress dallo spacco vertiginoso e chiodi alla Fonzie appoggiati con grazia sull’ outfit più spericolato.


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