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Buona fortuna con la clemantide

29/07/2010 by Francesca

La Clematide è un fiore nota comunemente con molti nomi diversi. In Inghilterra veniva chiamata gioia del viandante, perchè allieta le passeggiate in campagna. In Italia la Clematide è conosciuta con il nome di Laccio d’amore, in riferimento all’abbraccio delle sue foglie sui sostegni, stretto come quello di due innamorati. In campagna viene chiamata Barbagrigia, o vite falsa o erba dei cenciosi.

La Clemantide ha un potere revulsivo, è usata nella farmacopea per la cura esterna di nevralgie e ulcerazioni, dolori muscolari, contusioni e distorsioni, mialgie e reumatismi. Non è usata per medicine ad uso interno perchè può provocare infiammazioni all’apparato digerente e alle vie urinarie.

Sono usate però nella cucina popolare le cime giovanissime per insaporire le frittate, previa lessatura del fiore.

Una leggenda narra che Maria e Giuseppe, in fuga verso l’Egitto, si ripararono con dei rami di Clematide selvatica.

La Clemantide assume diversi significati nel linguaggio dei fiori. Può essere segno di fortuna e di buon auspicio, ma anche di bellezza interiore. In riferimento all’uso che ne veniva fatto dai mendicanti, che si servivano del succo della pianta per provocarsi ferite e ulcerazioni allo scopo di impietosire i passanti, ha anche assunto il significato di finzione.


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