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Camicia bianca vizi e virtù

28/10/2014 by Francesca

A prima vista l’abbigliamento maschile appare noioso. I capi fondamentali sono più o meno sempre quelli e i guizzi sono rari e guardati con sospetto, almeno che non provengano da qualcuno (e sono assai pochi) che genialmente sa fondere un’originale e mai troppo smaccata affettazione col senso pratico. Quest’ultimo, infatti, sembra essere la caratteristica portante del guardaroba di lui e non fa eccezione nemmeno la camicia, nata per proteggere dal corpo i vestiti costosi e più difficili da smacchiare. Per amore del contrasto, caratteristica che accumuna il basilare senso estetico degli uomini, si preferirono da subito bluse chiare, che spiccassero sotto l’abito scuro. Il bianco è stata la tinta prediletta, ma anche la più difficile, visto che richiede di essere sempre immacolata per richiamare una mistica investitura ultraterrena oltre che sottolineare che si compie un lavoro di testa e non di schiena.

LA CASACCA DI COLIN Sì, è vero, quella di James Bond non è sempre candida, ma rimane virilmente attaccata al corpo del suo proprietario senza sgualcirsi troppo. Altro caso a parte è quello di Darcy in “Orgoglio e Pregiudizio”. Il serial della BBC spinse Colin Firth con una casacca bagnata e stropicciata fuori da uno stagno e dentro il cuore di molte donne. I comuni mortali devono evitare tali estremi e avere cura di freschezza e collo. «Ormai è molto trasversale – ammette Mario Dell’Oglio, presidente della Camera Italiana Buyer Moda – e si indossa quando non si sa cosa mettere, perché non si sbaglia. Nel bene o nel male». Ma i dettagli sono importanti. Così, Dell’Oglio consiglia di puntare su un collo doppio, che sta bene con o privo di cravatta, rimanendo aperto senza rimpianti. Questa zona, poiché è una delle poche insieme ai polsini sempre in mostra pur con giacca o maglione, è sotto i riflettori anche per Brooks Brothers. «La camicia bianca è un classico immancabile – specifica Luca Gastaldi, amministratore delegato del brand – Per noi è intramontabile il collo button down, che ormai si usa anche con abiti da businessman. Fu proprio John Brooks a introdurlo nel XIX secolo, ispirandosi al gioco del polo, dove le ali del collo erano tenute ferme da bottoncini per evitare che sbattessero in faccia al giocatore».

TRAMA E ORDITO Anche le piccole pences tra manica e polsino, sei e non di più, sono un segno distintivo della griffe, che spazia dai fit più ampi a quelli più slim, da scegliere non solo in base alla corporatura ma anche per l’occasione. «Tessuti piatti – continua Gastaldi – sono adatti al formale da giorno. Gli operati sono per la sera, tranne l’Oxford, che può avere un effetto vagamente melange grazie a una tessitura con ordito bianco e trama colorata». Una tecnica molto usata anche da Jean-Claude Colban di Charvet, maison parigina famosa per le camicie dal 1838: «Se si nota la tonalità c’è un problema, ma l’effetto che si crea dà un diverso spessore al bianco glaciale». Con le tonalità stava per fare un grande errore da ragazzo Glen O’Brien, celebre censore dello stile maschile: «La camicia bianca fa parte di quei capi immancabili. Me la fece conoscere mia nonna, Flora McGinty, quando al primo appuntamento avevo intenzione di indossare una blusa rosa. Fortunatamente mi cambiai, perché il bianco ha un’aria corretta e rispettosa».

Proprio per questo è «fondamentale – secondo Ermanno Scervino – e da indossare con un blazer sartoriale». Al di là delle tonalità, un altro errore da evitare secondo il sarto d’alta gamma Angelo Inglese è utilizzare una casacca sportiva con abbigliamento formale e viceversa. «Non a caso abbiamo introdotto come tessuto anche lo chambray bianco, che deriva dal jeans». Con le stoffe gioca molto anche Canali: «Popeline e pregiata mischia di cotone e seta per la sera – specifica Elisabetta Canali, Group Communication Director – e per il giorno tela stretch o jacquard di piquet, con colli piccoli o da smoking, ma da indossare anche coi jeans». I colletti, invece, sono ampi, alla francese, da Angelo Nardelli, che li abbina a fit più o meno asciutti e a cotoni pregiati. Perché quando si indossa una camicia bianca cambia tutto. «Mi sento bene, ho la sensazione di affondare in lenzuola fresche e croccanti» afferma Tom Ford, uno che del capo in questione se ne intende e lo indossa frequentemente.


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