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‘Articoli da regalo casalinghi’ Category

  1. In due sotto l’acqua

    gennaio 16, 2015 by Francesca

    Nonostante la concorrenza dei saponi liquidi, la tradizionale saponetta resta il detergente più venduto al mondo. E la novità, rivelano i dati Mintel, è rappresentata dalla sua evoluzione multisensoriale. «Nel 2008 rappresentavano solo il 2%, ma nei primi sette mesi dell’anno sono intorno al 5% delle novità», spiega Jamie Rosenburg, dell’istituto di ricerca britannico. In Spagna, per esempio, è arrivato un sapone al cioccolato per pelli secche, arricchito con le proprietà emollienti del burro di cacao. In Francia, Lush ha lanciato Le Fan d’Or, sapone modellabile che si può usare anche come shampoo. In Cina, dove il 92% delle persone compra saponette, il marchio Stenders pensa ai super ricchi: il suo Feel The Glamour! è un panetto esfoliante che contiene minuscole scaglie d’oro a 24 carati ed estratto antiossidante di melograno. Insomma, le declinazioni del sapone sono infnite, tanto che un team dell’Università di Bordeaux ha ipotizzato la possibilità di prevedere l’andamento di uragani e tifoni studiando le bolle di sapone. I fsici, infatti, hanno scoperto che il fusso di liquido sulla superfcie di una bolla si comporta allo stesso modo dei grandi sistemi meteorologici, dunque si può determinare con precisione la massima intensità del vortice e il tempo necessario per raggiungerla. Tornando all’uso tradizionale, gli esperti assicurano che la profumazione resta il driver principale dell’acquisto.

    Inconfondibile quello racchiuso in Savon N°5 di Chanel, dalla linea arrotondata, estremamente sensuale e femminile. Con la Collection Colognes & Parfums-Jardins, Hermès propone un kit di tre saponi con disegni e profumi ispirati al viaggio.
    Confezione di tre saponi. Collection Cologne & Parfum-Jardin d’ Hermès (nelle boutique, 47 euro). Sprigiona la fragranza dell’iconico profumo. Savon N° 5 di Chanel (25 euro). Con note orientali. Miss Dior Savon di Dior (24 euro). Con una fragranza speziata e floreale. Jasmin Rouge Bath Soap di Tom Ford (31 euro). Con estratti di fiori. Frutto della Passione Sapone Profumato di L’Erbolario (3,70 euro).


  2. 7 palette a effetto nudo

    dicembre 3, 2014 by Francesca

    Da Diane von Furstenberg a Michael Kors, da Phillip Lim a Ralph Lauren. Sono tanti gli stilisti che per l’inverno hanno proposto un trucco giocato sui toni naturali. Un make up “nudo” che valorizza al meglio pelle, occhi e labbra, ma senza farsi notare. Le sfumature giuste da inserire nel beautycase? Beige, biscotto, nocciola e cioccolato: tinte neutre facili da utilizzare, perfette per creare giochi di chiaroscuro, ma anche per scolpire e illuminare. I prodotti ad hoc non mancano. Le palette più aggiornate racchiudono ombretti tono su tono che permettono di realizzare dai trucchi più semplici a effetto acqua e sapone a quelli sofisticati e chic.

    1. Di sicuro Urban Decay di tinte naturali se ne intende. La sua paLette naked è tra i cosmetici più venduti. Qui sotto, la Naked 3 (48 euro), la best seller che racchiude le nuance di beige rosati: 12 sfumature in texture opache e iridescenti. La prossima novità? Un kit ancora più completo con tanto di blush, mascara e gloss. Le fan hanno già segnato la data in agenda: in Italia arriverà il 4 dicembre.
    2. Quattro polveri in colori complementari più un eyeliner. E poi i pennellini ad hoc: Hypnôse Palette brun Adoré di lancôme (56,50 euro).
    3. Si sfumano con facilità gli ombretti del trio luminizing Satin Eye Color nude di Shiseido (41 euro).
    4. Una fila è dedicata alle nuance luminose, l’altra a quelle opache: Full Exposure Palette di Smashbox Cosmetics (45 euro, da la Gardenia).
    5. Per chi desidera effetti stainati: Ecrin 4 Couleurs di Guerlain (52,54 euro).
    6. Ha sfumature che si adattano a tutti i colori di occhi la palette ombre Minérale Couleurs Skin tones di Clarins (42 euro).
    7. Formula ad alta tenuta per le polveri racchiuse in Pure Color Envy Sculpting Eyeshadow 5-Color Palette Fiery Saffron di Estée lauder (53,44 euro).


  3. Piumini, parka e husky: passione senza brividi

    dicembre 2, 2014 by Francesca

    Elegante modello fashion di parka indossato da una top model russa Lasciamo stare polemiche, diatribe e via discorrendo che – anche recentemente- hanno coinvolto il magnifico praticissimo piumino. Desideriamo, invece, ricordare ancora una volta che questo indumento senza tempo così come parka e husky – venuto a sostituire con enorme successo la pelliccia, apprezzato da ecologisti e animalisti, ma anche stupenda insostituibile coperta- può essere imbottito non soltanto con piuma ma con ovatta termica e 100 per cento in poliestere. Eccolo, dunque, l’amico piumino -che viene suggerito anche fra gli utilissimi regali di Natale- ecologico, caldo, ultrasoffice, antipioggia e antivento, pieghevole, comodissimo, ideale per viaggio (sia indossato, sia in una borsa per un «cambio ad hoc» e per qualsiasi altra occasione). Con quanto mai utili taschini interni (come le giacche e i cappotti da uomo). Con o senza cappuccio (anche staccabile), non soltanto a giacca, a giaccone o a cappotto lungo alla caviglia e così ampio da far sembrare anche la donna più sottile una «femme Michelin». Ma a gilet, a giacchino, double-face, anche doppio petto, con taschini, maniche di lana (imbottite), zip, cerniere, bottoni d’ogni tipo, inserti di velluto o di lana, decorato, impreziosito tanto da poter essere indossato – in alternativa alla cappa- «up to date» per sera.

    COMPAGNO O RIVALE DEL PARKA: ovvero di quel capo esquimese che ci arriva dalle isole Aleutine, in tessuto impermeabile, imbottito, chiuso da zip, lungo al ginocchio, con cappuccio anche guarnito con pelliccia, creato per lo sci o comunque per vacanze in montagna oggi diventato «di tutt’ uso» casual proprio come il «fratello» anorak, in origine indumento degli esquimesi (anorak, nella loro lingua, è il vento) realizzato in tessuti ultra tecnologici, diventato popolarissimo quale indumento sportivo, si differenzia dagli altri capi per una grande tasca sul davanti; o come la «cugina husky» (il nome è quello del famoso cane polare) nata come giacca da caccia, creata dall’ ex aviatore americano Steve Gulyas e da sua moglie Edna. La copppia, trasferitasi in Inghilterra, si dedicò all’abbigliamento da caccia e pesca che vide in primo piano questo capo di nylon trapuntato con collo di velluto millerighe, e di gran successo quando lo si vide indossato dai reali inglesi, prediletto per andare a cavallo. Piumino, parka, husky, anorak: ultraleggeri, caldissimi, pratici, ideali per i prossimi mesi lasciano libertà di scelta -sia per donna quanto per uomo- portando conforto nei mesi più freddi e piovosi. E con il clima che da qualche tempo ci ritroviamo, siano i benvenuti.


  4. Il grigio e il rosa «Organica» la palette firmata Armani

    ottobre 16, 2014 by Francesca

    Sguardo in primo piano. «Sulla passerella, Armani – spiega Linda Cantello, international make-up artist per il marchio milanese – è sempre ricco di mistero. Con la nuova collezione “Fade to grey” diventa profondo e magnetico. Il maquillage più bello è quello con un tocco leggero di vissuto: occhi dai colori smorzati nelle tonalità del grigio, sopracciglia intense e bocca morbida. È facilissimo da applicare e sta bene a tutte. Per realizzarlo è stata creata la palette Organica, in due tonalità: grigio brillante e un delicato nude rosato-dorato. Risultato discreto e smorzato o più intenso. Sempre trasparente, luminoso, che struttura e ingrandisce lo sguardo». Nei laboratori Armani spiegano la particolarità delle polveri molto leggere che permettono di ottenere intensità sovrapponibili: «Merito della tecnologia micro pearl che, con una fusione a freddo, mantiene inalterate le particelle micronizzate di perle e pigmenti».

    Gioco di sfumature per diversi tipi di maquillage come consiglia Donatella Ferrari, national make-up artist di Armani. «Prima di tutto crema idratante, primer e fondotinta Maestro per un incarnato perfetto. Di giorno, enfatizzare l’occhio applicando il grigio sulla palpebra mobile e la tonalità rosata sotto l’arcata sopraccigliare.
    Un effetto luminoso e fresco si ottiene sfumando il rosato anche come blush. Per la sera o le occasioni importanti dare profondità allo sguardo con il grigio su tutta la palpebra mobile, piega palpebrale e attaccatura delle ciglia inferiori. Sottolineare quella delle ciglia superiori con l’eyeliner n. 3 ametista o, per un risultato più magnetico, il n. 4 perla nera. Enfatizzare l’interno dell’occhio con matita grigia e sfumare il rosato sotto l’arcata sopraccigliare, all’angolo interno dell’occhio e sulla parte alta dello zigomo. Un segreto di sensualità? Applicare un tocco di rosato anche sul cuore di cupido delle labbra».


  5. Fasciati la testa

    agosto 19, 2014 by Francesca

    La fascia, che è stata un cult negli Anni 90, oggi ritorna alla grande, in testa alle celeb e alle modelle (vedi anche a pag. 101). Stretta o larga, a seconda della massa di capelli da bloccare. In raso, seta, nylon o lycra, ma rigorosamente nera e sobria, sta bene proprio a tutte: more, rosse o bionde. È pratica per avere subito i capelli in ordine in spiaggia, in alternativa al cappello. E di fasce ne vedremo tante anche quest’autunno in città. Ma va indossata con stile: ecco le regole per sceglierla e portarla in modo impeccabile. vera wang victoria Beckham nicHolas kirkwood ackermann IMAXTREE.COM, GETTY IMAGES Brigitte Bardot abbinava ai capelli lisci. Madonna la indossa con i capelli cotonati. Rihanna la annoda sulla frangia, con un raccolto spettinato. Bon ton, con la coda bassa. Per creare un effetto chic ispirato all’eleganza delle ballerine. Anche con lo chignon. Hippie da città. Sui capelli sciolti e naturali, non troppo stretta per un look easy e sbarazzino. Un cerchio alla testa La versione bombata, da appoggiare sulla fronte come una corona. Tagliuzzata. È così trendy che la vedremo anche in inverno. Qui la versione “geometrica”, con tagli grafici. Fai da te. Prendi un collant in nylon, taglia la parte centrale con le forbici e stringi un nodo.

    1. Pettine a dentatura larga di Tek (€ 10,40).
    2. Per un effetto bagnato, Style Finish Gloss di Furterer (€ 19,90, in farmacia).
    3. Fissaggio strong con la lacca Elnett di L’Oréal Paris (€ 5,49). 4. Gel modellante, Pantene Pro-V (€ 4,99)


  6. A tutta freschezza

    agosto 18, 2014 by Francesca

    Mani profumate In auto, in ufficio, in borsa o nello zaino: le salviettine profumate sono utilissime, soprattutto se l’acqua non c’è. In capsule monouso e facili da aprire, Mille Fresh di Millefiori detergono con delicatezza e lasciano la pelle delle mani profumata e morbida, grazie alla piccola quantità di glicerina (¤ 9.90).

    Drink solare Hai la pelle molto chiara e temi che la crema non sia sufficiente? allora aumenta la protezione bevendo una tazza di tè: non uno qualsiasi, bensì Uv tea di Shiseido, che difende la pelle dai danni provocati dal sole. si tratta di una miscela gradevole, composta da foglie di tè oolong, ricchissime di un polifenolo dalla preziosa azione antiossidante. Info: www.shiseido.com D&R Ho un paio di tatuaggi sul corpo e non vorrei che sbiadissero al sole. Posso stendere la protezione direttamente sul disegno? risponde la redazione beauty: «sì, ma conviene applicare solari appositamente formulati per i tatuaggi: in commercio ne esistono alcuni specifici e hi-tech, che proteggono al massimo il tatuaggio e nello stesso tempo lo rendono ancora più brillante, soprattutto se con il tempo è sbiadito. Puoi scegliere un prodotto senza parabeni e a qualità controllata come tattoo Defender, crema solare spf 50. Info: www.tattoodefender.com .

    Anteprima maschile Vuoi scegliere un regalo profumato per lui? A Milano, allo store Rinascente di Piazza Duomo, presso il desk Bulgari, mentre sorseggi un cocktail aromatico, puoi provare Man in Black, la nuova fragranza maschile di Bulgari (da ¤ 52). E se ne acquisti una confezione, ricevi anche un bracciale in cuoio firmato. bocca mat È il trend di stagione: labbra coloratissime e intense, ma rigorosamente opache. Per non sbagliare, c’è glam Matte della collezione Miss rebel di L’Oréal Paris. Puoi scegliere la tonalità giusta tra quattro nuance molto estive: corallo, arancio, rosso e fucsia (¤ 17,38).


  7. Domotica e prezzi bassi Ecco la cucina del futuro

    agosto 6, 2014 by Francesca

    La reazione alla crisi ha delineato le strategie, e in casa Snaidero c’è stata una doppia rivoluzione: di processo e di prodotto. Tutto parte a ottobre 2013 con la ristrutturazione del debito per 114 milioni e il rilancio dell’azienda di Maiano, alle porte di Udine. La qualità del design italiano sicuro e coperto da dieci anni di garanzia, non basta più. Ma nel panorama del nuovo mondo allargato, nei confini e nella tipologia di clienti, si apre una forbice: da una parte un mercato di nicchia, ben pagante, dove vince il «made in Italy esclusivo e portato all’estremo», dall’altra il grande pubblico, dove funziona la cucina trendy e giovane ma dal prezzo «aggressivo». Tra i due estremi c’è la tecnologia: la «touch kitchen». Presentata nella versione «industriale» a Eurocucina 2014 sarà la cucina domotica del futuro, dove interfaccia e digitale saranno il must per rimanere sempre collegati nell’ambiente più abitato della casa. Così, racconta oggi la sua azienda Edi Snaidero, presidente e ad del Gruppo che ha chiuso il 2013 a 182 milioni di euro di ricavi con una quota del 78% di export che è più che altro «presenza internazionale». Sono 84 i Paesi dove Snaidero è presente con 1470 punti vendita per otto marchi-prodotto. Oltre a quello italiano, il Gruppo ha infatti acquisito i brand francesi Arthur Bonnet, Comera Cuisines, il tedesco Rational, l’austriaco Regina.

    E distribuisce in 300 franchising i marchi Ixina, Cuisines Plus e Cuisines Références. Mille gli addetti in Europa nelle sedi in Italia, Francia, Austria e Germania: di questi 400 sono a Maiano. La svolta è vicina: l’ultima commessa, in ordine di tempo, pesa 450 mila dollari e porta il nome di un miliardario di Miami che ha appena scelto Snaidero per la sua nuova cucina da mille e una notte: marmi di Carrara, legni pregiati ed elettrodomestici all’avanguardia. Un colpo che racchiude il senso di 68 anni di storia di un’impresa nata da zero nel 1946 per mano del padre Rino Snaidero. Presidente, partiamo dalla nuova Snaidero risultato di una rivoluzione in pochi mesi. Da dove siete partiti? È cambiato il mondo e sono cambiati i mercati, non potevamo non cambiare anche noi. Oggi il cliente ha una forte attenzione alla qualità e all’innovazione visibile e percepita ma quello che è determinante è il rapporto qualità/ prezzo. Per questo abbiamo modificato la struttura organizzativa e produttiva con un posizionamento forte di pricing soprattutto nel Sud Europa, l’area più colpita dai consumi. Una virata che ci ha fatto bene anche sui mercati emergenti». Di quanto avete ridotto i prezzi sul mercato? Nei prodotti di fascia alta siamo scesi di un 25-30% ma abbiamo riposizionato anche la fascia economica, con limature anche più 30%». E come avete sopperito alle minori entrate dopo i tagli ai prezzi? «Abbiamo cambiato le piattaforme in tutte le sedi produttive, standardizzando i processi e creando economie di scala. Abbiamo tagliato gli sprechi e aumentato l’efficienza in tutta la catena del valore.

    Ovviamente all’inizio abbiamo intaccato anche i margini ma non abbiamo mai cambiato il Dna aziendale fatto di: innovazione, design, stile accattivante e standard di qualità elevati in tutto il processo. Anzi: quest’ultimi oggi sono superiori a prima». Quanto ai prodotti? «Abbiamo allargato l’offerta strutturandola per fasce di clienti. Lavoriamo su privati e grandi contract con developer e importanti studi di architettura». Come va il segmento contract ? «In Italia non esiste, parte dalla Svizzera in su, e si sviluppa verso Est ed Ovest. In queste aree funziona, ed è tutto fuorché in crisi soprattutto nei mercati emergenti. Nelle nuove economie si sta costruendo molto e con qualità, quindi ci chiedono prodotti con marchio e livello». Dove siete presenti nel mondo? «Il primo Paese per vendite è la Francia a quota 34%, segue l’Italia al 22% e la Germania al 18%. I mercati dove siamo forti sono quelli dove abbiamo fatto le acquisizioni dei marchi. Ma si stanno affermando nuove aree con risultati anche più elevati rispetto alla media: Russia e America, dove vendiamo prodotti esclusivi». Le quote nei Paesi emergenti? «In Cina stiamo facendo parecchi progetti a marchio Snaidero e Rational con un’ottima presenza. Qui siamo ancora con un 3% nelle vendite ma in salita. L’India è un altro mercato dove stiamo investendo da 4-5 anni per aprire nostri punti vendita. Abbiamo già in casa un progetto per il 2014 per 450 cucine e altri contract nei prossimi due anni. Infine l’Africa: abbiamo appena aperto ad Algeri il primo di cinque show-room con un partner developer che ci sta portando nuove commesse.

    L’Africa è un mercato dove ci stiamo muovendo con iniziative che porteranno risultati». Dal punto di vista economico, qualche anticipazione sul 2014? «Lo sviluppo internazionale quest’anno ha fatto un passo in avanti importante, ho visto il portafoglio ordini e stiamo avanzando. I risultati si vedranno nell’arco di un biennio perché molti progetti oggi sono sulla carta e diventeranno fatturato tra mesi. Per l’Italia invece credo dovremo aspettare il 2016, ma per ora non va indietro». Quanto a innovazione, qual è la cucina Snaidero del futuro? «La vera innovazione è la capacità di individuare fabbisogni e soluzioni al giusto prezzo per diversi mercati. A Eurocucina abbiamo presentato 6 progetti già in vendita: cucine che vanno dalla Limited edition disegnata da Pininfarina per mercati esclusivi fino a prodotti giovani attenti al prezzo. Di norma ne presentavamo 2 ma quest’anno lo sforzo è stato importante». E la domotica? «La voglia di andare, oltre intercettando i trend futuri, è tanta: abbiamo creato una Fondazione che studia la qualità della vita in casa. Da qui è nato il progetto «Touch kitchen» dove una parte delle funzioni, già studiate in un esperimento pilota dell’anno scorso chiamato Lak, si evolve sul fronte della domotica e dei contenuti innovativi». Quando la vedremo sul mercato? «Non è ancora pronta per il mercato seppur le funzionalità tecniche e le applicazioni per smartphone/android siano operative. L’obiettivo è collegare l’ambiente cucina con l’esterno ma dobbiamo individuare dei partner tecnici affidabili e sono in corso i colloqui. Si sta aprendo un business interessante e profittevole sul tema ambiente-servizi. E di certo la cucina è la stanza più vissuta della casa, quella dove si consuma di più e dove c’è più rischio per la sicurezza».


  8. Se il tempo fa i capricci ecco il piano «B» per un’estate chic

    luglio 31, 2014 by Francesca

    Un’estate compromessa dai capricci di un tempo che alterna il caldo afoso a improvvisi e violenti temporali. Un clima che costringe a scegliere look di mezza stagione e che rilancia il jeans come capo principe del momento. Complici i brand specializzati che si sbizzarriscono nel trattare la tela denim rendendola leggera, elasticizzata (Roy Roger’s), modellante (Freddy), cimosata, addirittura consumata per un effetto vintage (Levi’s). Sopra. La scelta è ampia si va dalla T-shirt stampata, alla camicia in seta o in lino bianco. Bellissima la mise di Dsquared2 (nella foto). La camicia in denim, must dell’estate, va abbinata ai pantaloni in cotone color panna o blu. Rispunta il K-way, capo perfetto per affrontare le pioggerelline pomeridiane. Intanto si piega e si chiude nel cappuccio con una zip. Perfetto in città e indispensabile in vacanza soprattutto per le gite in barca.

    In continua evoluzione, con performance sempre più tecniche, K-Way presenta tra l’altro in questi giorni il nuovo Le Vrai 3.0 , la terza evoluzione del classico e storico K-Way, la giacca antipioggia leggera, impermeabile e impacchettabile creata nel 1965 a Parigi da Lèon-Claude Duhamel, mantiene inalterate le caratteristiche di sempre, ma si presenta rinnovato nelle funzioni e nel design: tessuto tecnico Nylon Ripstop, materiale utilizzato anche per i palloni aerostatici per la sua resistenza e leggerezza: antistrappo, impermeabile, antivento e traspirante.

    La collezione Le Vrai 3.0 comprende sei capi antipioggia: oltre allo storico Claude da uomo in 14 colori, la versione femminile Claudette, l’impermeabile Eiffel, la giacca mezza zip Leon, il pantalone Duhamel e il cappellino modello pescatore Pascal. Anche il parka si rivela un passepartout. Attraversando epoche e territori, dai Mod degli anni ’50 a Londra, al grunge di Cobain e colleghi, il parka è arrivato dritto sulle passerelle e dentro gli armadi, evergreen trasversale alle stagioni: sfoderato per l’estate (con fantasia a fiori: Moncler) o imbottito per l’inverno. Ai piedi non possono mancare le sneakers: le Rucoline sono sportive ma con un leggero tacco che slancia, bellssime in pelle nera. Nero è anche il colore delle ultime Nike x R.T. AF1 Black Collection (sneakers e anfibi), con dettagli flou, firmati da Riccardo Tisci. «Questa collaborazione – dice lo stilista – rappresenta il mio modo di vedere e interpretare il mondo urbano».


  9. Il mobile da esterno adatto pure in salotto

    luglio 11, 2014 by Francesca

    Il divano citazione di un modello da salotto, piatti dalla superficie vellutata, la poltrona intrecciata, cuscini capitonné rivestiti in tessuto. Forme studiate, belle da toccare. Colori ricercati. Solo guardandoli è impossibile capire che si tratti di arredi da esterno. I mobili dentro-fuori – ovvero da portare in casa a fine estate, senza che sfigurino, oppure da usare ovunque secondo i dettami della casa destrutturata contemporanea – non sono più una tendenza ma un concetto consolidato. Il che ha comportato, per i marchi specializzati, l’obbligo di puntare sul design e per tutti gli altri la voglia di trovare un linguaggio diverso e personale. Il filo conduttore del processo che ha eliminato il vecchio stereotipo del mobile da esterni (chi non ricorda il salottino in vimini di certe verande o il tavolo da giardino con le sedie in ferro battuto?) passa dallo studio della materia. Rivisitata, nuova o futuribile.

    «In generale vale la suddivisione tra materiali impermeabili, resistenti all’acqua e allo sporco, e permeabili, cioè con una struttura aperta che fa penetrare e scivolare via l’acqua», spiega Claudia Reder, ricercatrice per Material ConneXion sui materiali e processi innovativi e sostenibili. Stoffe e imbottiture da esterni: oggi del tutto identiche a quelle di casa ma capaci di resistere perfettamente al sole e alle intemperie. «Tessuti sintetici, con spalmature che li rendono impermeabili ma anche antibatterici.
    Per gli interni di cuscini e arredi, materiali a celle aperte in poliestere con struttura reticolata, oppure tetradimensionali di derivazione sportiva, cioè due strati accoppiati, uno esterno e un distanziatore che crea uno spazio e permette un’asciugatura veloce», dice Reder sottolineando come moda e automotive – con l’impiego nelle calzature e per i sedili delle auto – siano stati i precorritori e oggi siano loro a indicare nuovi utilizzi nel settore dell’arredamento .

    Permeabili-impermeabili, così sono gli intrecci che hanno sostituito vimini e midollino: dall’uso di materiali specifici – come le fibre di poliestere e il polietilene e altri derivati dal mondo delle plastiche oppure le corde nautiche – all’adozione di motivi «forati» che permettono all’acqua di filtrare. Ma sono allo studio anche soluzioni con tessuti a maglie fitte da far indossare su una struttura rigida alla stregua di un collant: «Autoportanti e avvolgenti, derivano dalle calzature sportive. Stabili e, grazie all’uso di filati specifici, idrorepellenti». Come alternativa alle maglie metalliche (usate per lettini e chaise longue) oggi ci sono invece materiali che sembrano usciti da un film di fantascienza: «Sono le fibre aramidiche: intrecci fini di carbonio, basalto oppure fibra di vetro, usate nella nautica (per esempio nelle vele) ma anche in architettura per proteggere le facciate dal calore e dal sole».

    Parlando di legni, se teak o iroko resistono naturalmente all’esterno, la ricerca oggi punta sui compositi «ecologici»: «Scarti di legno o fibre di legno (ma persino il sughero o la paglia) mischiati a un legante naturale e poi stampati in sottovuoto: si creano strutture tridimensionali biodegradabili». Mentre per le essenze sono allo studio finiture particolari in grado di migliorare la loro resistenza: «Trattamenti termici che agiscono sulla struttura molecolare modificandola: i legni diventano più duri, simili a quelli tropicali. Oppure, con l’uso delle nanotecnologie, si possono migliorare le prestazioni esterne: la superficie è più liscia, resiste meglio all’aggressione dello sporco e, nel caso di piccoli graffi, riesce persino ad autoripararsi».

    Plastiche, difficile studiare un’alternativa. Se oggi le più ricercate permettono di spaziare da trasparenze e fluorescenze fino alle nuance più particolari e agli effetti metallici, tra superfici satinate, opache o vellutate e giochi di spessori minimi, l’ultima frontiera – sostengono i ricercatori di Material ConneXion – sono i compositi plastica-legno: «Percentuali dal 50 all’80 per cento di polietilene o polipropilene, il resto particelle di legno. Si lavorano come la plastica, i colori sono più limitati, è vero, ma il vantaggio è la maggiore sostenibilità». Per ora c’è chi, con coscienza ecologica, per una collezione di sedute da esterni usa un materiale plastico proveniente dal riciclo di scarti industriali. A confermare la futura tendenza degli arredi dentro-fuori di essere anche green .


  10. Gli arredi sono sempre più «griffati»

    giugno 19, 2014 by Francesca

    Il debutto più recente è avvenuto al Salone del Mobile, nella boutique di piazza della Scala, dove Tomaso Trussardi ha accolto vip e ospiti per presentare la nuova collezione Trussardi Casa: realizzata con Luxury Living Group di Alberto Vignatelli, la collezione va ad aggiungersi alle già numerose proposte che i marchi della moda offrono agli appassionati delle griffe. L’espansione al settore del progetto domestico, infatti, ha già attirato diversi celebri marchi della moda – da Armani a Fendi, da Kenzo a Cavalli, da Missoni a Bottega Veneta, a Hermès – ideatori di collezioni che rispecchiano l’identità dei vari brand: le proposte coinvolgono tutti gli ambienti della casa, sono accomunate dall’assoluta eccellenza dei materiali e delle manifatture e mirano a quel target di fascia premium che ama lo stile internazionale e la riconoscibilità del marchio.
    In questo tipo di operazioni giocano un ruolo decisivo sia la capacità produttiva italiana, sia il contributo dei protagonisti del design: nel caso di Trussardi Casa quello dell’architetto Carlo Colombo, prolifico fautore di uno stile composto e contemporaneo, che non disdegna gli echi del passato, reinterpretandoli con ironia. Ne ha dato prova anche nella collezione Trussardi, con la poltroncina A-round, dalla struttura in elementi tubolari dalle linee sinuose, che si intrecciano per sostenere schienale e sedili tondi in pelle o tessuto. O con la poltrona Cipcip, che presenta una la seduta monoscocca dalle forme stondate, rivestita in pelle pregiata e con cuciture a vista.

    Fendi Casa, collezione da anni presente sul mercato e molto articolata, anch’essa prodotta da Luxury Living Group, ha presentato quest’anno nuovi divani caratterizzati dal segno pulito e raffinato di Toan Nguyen, come i modelli Hampton e Diagonal, e ha avviato una nuova collaborazione con il designer bretone Thierry Lemaire, che opera nell’ambito del lusso internazionale e dell’hotellerie: Lemaire ha firmato la collezione Star, caratterizzata dal segno della stella in ottone sul piano del grande tavolo in ebano Macassar, e che si estende alle sedie, ma anche alle credenze e alla consolle. Ugualmente lunga e importante la storia di Missoni Home, collezione per la casa di imbottiti e complementi tessili curata da Rosita Missoni, che vi trasferisce la sua ormai leggendaria sapienza nell’ambito dei tessuti e dei colori: nella nuova collezione 2014 i divani dalle forme essenziali e squadrate Nap sono rivestiti dal tessuto matelassé Pittsburgh a scacchi colorati grandi e piccoli su fondo bianco, mentre i tondeggianti imbottiti Tiamat (divano e poltrona) sfoggiano le cascate di fiori dei tessuti stampati e ricamati Paraiba e Palmeira.

    Mirano all’assoluta eccellenza delle lavorazioni e dei materiali le proposte per l’illuminazione delle nuove collezioni Armani/Casa ed Hermès. Per Armani l’ispirazione è venuta dal cielo: le tre nuove serie di luci, infatti, si chiamano Hack, come la scienziata Margherita, Halley, come la cometa, e Hyades, come l’ammasso di stelle più vicino al sistema solare; da tavolo o da sospensione, sono realizzate in vetro secondo antiche tecniche muranesi, che sovrappongono strati di vetro di diversi colori e foglie d’oro, generando effetti marmorei e poetiche luminescenze. Hermés, invece, si è rivolto al suo materiale d’elezione, il cuoio (la maison è nata come selleria), con cui Michele De Lucchi ha rivestito le due collezioni di lampade di cui è autore: le Pantographe, caratterizzate dal braccio che richiama la forma e il movimento dei pantografi, e le Harnais (bardatura, in francese), con lo stelo che ricorda le finiture delle briglie dei cavalli.