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‘Articoli da regalo importati’ Category

  1. La nuova Piazza Valentino

    aprile 10, 2015 by Francesca

    Il negozio Valentino più grande del mondo è una moderna cattedrale di marmi e archi, un inno alla stupefacente bellezza delle collezioni della maison. È un grazie a Roma, da sempre culla della creatività della griffe. La boutique aperta da qualche giorno in piazza di Spagna è il naturale proseguimento del cinquecentesco Palazzo Mignanelli dove il brand “abita” da tanti anni, dove si trovano gli storici uffici, gli atelier e gli studi. È anche la consacrazione di due giovani romani, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, che sono alla guida del gruppo da quando il fondatore ha deciso di ritirarsi. Sono stati loro, direttori creativi di tutte le linee dal 2008, a rilanciare lo stile e renderlo più giovane. Loro a dare alle collezioni un senso di contemporaneità fatto di contrasti, di un emozionante melange di input visivi, artistici e letterari. LE CELEBRITIES È stato il duo, uscito dalla stessa scuola di moda e sin dall’inizio affiatato anche nelle prime esperienze da Fendi, a puntare sulla raffinatezza. Chiuri e Piccioli hanno deciso da subito di non dare ascolto ai trend minimalisti, ma hanno creduto nel proprio talento portandolo alle stelle, tanto che il gotha delle celebrities mondiali li premia fedelmente.

    È evidente il rispetto e la continuità con l’estetica della maison: grande è il feeling tra la nuova generazione e il grande Valentino che spesso applaude in prima fila. Fioccano da subito dichiarazioni di stima reciproca. «Lui è unico, noi due», dicono i “ragazzi”. «Loro come me rendono belle le donne», sottolinea Val. Sul fronte della liaison tra il brand e la Capitale, per solennizzare l’inaugurazione della boutique la prossima sfilata haute couture sarà qui. Un evento mondiale, che darà risalto ai successi degli ultimi anni. Possibili anche per via dell’acquisto della maggioranza delle azioni da parte dell’ Emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa al Thani, marito della Sheikha Mozah, una delle più fascinose cinquantenni che brillano nel firmamento dei multimilionari. Lei era pazza per i vestiti Valentino e, dice la leggenda, lui le ha comprato tutto il marchio. Una sparata di vetrine affacciate su una location tra le più belle del globo che qualcuno già chiama Piazza Valentino, tre piani, 1470 metri quadrati (1865 con il seminterrato): il nuovo concept store è stato progettato da David Chipperfield architetto londinese tra i più osannati.

    Adorato dagli stilisti, designer per Alessi di pezzi iconici. Nell’enorme atrio della boutique, quasi un palcoscenico, tra le pareti marmoree e i pavimenti in terrazzo Veneziano e Palladiano, ecco i primi abiti della collezione primavera 2015, uno spettacolo di invenzioni ed esecuzioni. Le gonne sono lievi come le piume che le arricchiscono. Colori e decori rendono omaggio al Grand Tour che nei secoli scorsi portava i giovani colti alla scoperta dell’Italia, ed ecco allora sui vestiti: stampe foulard, vedute, disegni, mosaici, rovine classiche, paesaggi marini. IRONIA PER LUI Il viaggio diventa un racconto magico, anche sugli accessori, già best seller. Colorati, floreali, borchiati. Sono esposti al piano terra, in un susseguirsi di stanze ciascuna con un aspetto diverso per far risaltare le varie collezioni. Al primo piano, in un rincorrersi di archi, il bianco regna sovrano e gli abiti sembrano opere d’arte. Si visita come una galleria, è un’architettura scultorea priva di arredi superflui.

    Gli abiti maschili, inconsueti, ironici, decorati, sono al piano terra tra pareti in terrazzo, pavimenti in Palladiana, lampi di rovere e ottone. Lì per sedurre i più esigenti, c’è il servizio su misura Denim. I grandi momenti della griffe sono le sfilate di pret-a-porter e couture parigine e i red carpet che vedono al loro fianco celebrities glamour come Keira Knightley, Anne Hathaway, Nicole Kidman, Jennifer Lopez, Reese Witherspoon, Valeria Golino, Lady Gaga, Olivia Palermo, Bianca Brandolini d’Adda, ma anche Ben Stiller, Owen Wilson, Mika. Il crescendo di successi è dovuto anche alla capacità e alla tenacia dell’ad Stefano Sassi. Tutto è iniziato, si sa, con quel genio di Valentino Garavani e il suo socio Giancarlo Giammetti. Era il 1962 e il sarto, giovanissimo, sfilò alla Sala Bianca di Firenze. Una collezione del 1968 gli diede fama mondiale, era immacolata come quella che Chiuri e Piccioli hanno voluto ultimamente nella Grande Mela. Il rosso è poi diventato colore simbolo.


  2. Mai più senza

    marzo 20, 2015 by Francesca

    balocchi & profumi Gioca tutto il dì con la Playstation? Ogni tanto ricordagli che è “grande” regalandogli un jus davvero virile! Con pepe nero, incenso, legni e muschio: For Men, Michael Kors (da ¤ 45).

    Con ambra grigia, legno di oud, patchouli e bacche di vaniglia: Soul, Costume National (¤ 98).
    tHe new Red iS… Boicotta il solito rosso (oppure riservalo alle serate importanti). i sorrisi più malandrini e luminosi ora vestono toni aranciati. a patto che siano chicchissimi e vivaci come quelli qui in alto. eclat Minute Baume embellisseur lèvres n. 04, Clarins (¤ 20).
    Gloss design n. 29, by Collistar & Kartell (¤ 17, 70). Brilliant Jumbo Joues & lèvres vibrant Orange, Sephora (¤ 11, 90). Gelee d’interdit n. 23, Givenchy (¤ 28,50).
    Per finire: long last Glosswear n. 07, Clinique (¤ 21).

    proteggili Se il guaio è il colore, ripara i capelli con una miscela di oli ideale per rigenerare, nutrire ed esaltare il colore: Keramine H Olio Ristrutturante, Soco (¤ 9, 90).
    Se vai spesso in piscina, proteggili con una formula waterproof che non si disperde nell’acqua: Olio al Burro, Mango, Klorane (¤ 14,90). I
    l consiglio ome ottenere onde così morbide? Semplice: con la piastra piatta. Avvolgi nella carta stagnola ciocche di capelli umidi, larghe 4 cm e spesse un millimetro. poi, scalda tutto con la piastra per circa due minuti. lascia raffreddare e togli la stagnola. per finire, pettina i capelli utilizzando solo le dita.

    Se aSSiMili RinGiOvaniSCi associa l’erba cristallina (attivo antirughe naturalmente assimilabile dalla pelle) all’estratto di olivello spinoso (che riattiva l’elastina). Per dire addio a rughe e perdita di tono: Sérum végétal Rides & lifting Giorno, Yves Rocher (¤ 17,95).
    Sapone rétro La detersione più dolce torna alle origini. Triderm di BioNike (da € 10,50)
    contiene vero sapone di Marsiglia, ma in forma liquida: per lavare la pelle che “tira” con praticità e delicatezza. “aRanCiaMOCi” Ma COn Cautela! la lacca arancio è irresistibile. Purtroppo, però, mette in evidenza le dita “cicciottelle”. Per prudenza, meglio stenderla solo al centro dell’unghia. Sopra: Brushed Metallics Motivated, Formula X (¤ 14,90); Smalto Gloss effetto Gel n. 544, by Collistar & Kartell (¤ 6,60) e Smalto Gel Shine orange, bottega Verde (¤ 4,99). emilio pucci


  3. Il senso della vita

    gennaio 2, 2015 by Francesca

    Ci vuole fiuto Ce n’è per tutti i “nasi”: i lettori di Čechov e quelli di Dante Alighieri, della poetessa greca Saffo e di Guy de Maupassant, della magnifica Colette e di Lord Byron. Con questo libro Giovanna Zucconi riesce a creare quasi un catalogo di tutte le descrizioni di aromi e profumi a cui la grande letteratura ha dedicato pagine . Alcuni non sono facili da descrivere: come nel caso del Don Giovanni di Mozart che dice a Leporello “sento odor di femmina…”. Ma quello che sembra quasi impossibile, cioè raccontare un profumo a parole, diventa un viaggio appassionante. La sua voce è profumo, Giovanna Zucconi, Mondadori, pag. 214, € 12

    Donne al bivio Mai come nelle questioni di salute e in quelle giuridiche il bianco non si distingue dal nero. Ian McEwan qui fa un doppio salto mortale e li innesta uno sull’altro. La storia, che pesca, come suo solito, nei sentimenti più profondi, quelli dell’infanzia e dell’inconscio, è tutta nelle mani di una giudice di famiglia. Una donna che in 35 anni, senza mai aver avuto un figlio, ha deciso le sorti di genitori e figli altrui. Ora le si pone davanti il caso del giovane Adam Henry, in pericolo di vita. Ma che per motivi religiosi non vuole ricevere una trasfusione che gli evita la morte. La baLLata di adam Henry, Ian McEwan, Einaudi, pag. 199, € 20

    Ritratto d’autore Tra i ritratti di donne celebri, la Vita breve di Katherine Mansfield è un libro imprescindibile. Per tre livelli di lettura: prima di tutto, perché è un esempio di quella che oggi viene definita “biopic”, ovvero la ricostruzione di una vita in maniera documentata e romanzata. In secondo luogo perché non è scritta da un biografo, ma da Pietro Citati, uno dei nostri autori più amati anche in Europa. E infine perché la Mansfield nella sua breve vita (morì di tubercolosi a 35 anni) è davvero riuscita a imporre la sua scrittura come una pietra miliare della letteratura. Vita breVe di Katherine Mansfield, Pietro Citati, Adelphi, pag. 111, € 10

    Battaglie del cuore Ricordate Revolutionary Road , il film con Leonardo Di Caprio e Kate Winslet? Come spesso accade, il libro era più bello. L’aveva scritto Richard Yates, considerato nell’ultimo decennio dai lettori un maestro del realismo americano. Sotto una buona stella è la storia di tre guerre parallele: una è la Seconda guerra mondiale, le altre due sono guerre private. Quella di Robert Prentice, che salpa dagli Stati Uniti verso l’Europa come soldato; e quella di sua madre Alice, che lo aspetta. Da leggere attentamente l’introduzione di Francesco Longo. sotto una buona stella, Richard Yates, minimum fax, pag. 411, € 14,50


  4. Ecco l’anti-piumino che sta in una tasca

    dicembre 19, 2014 by Francesca

    Il nome già dice tutto: «Save the duck». E l’immagine rincara la dose: una tenera papera che cammina fischiettando. Eccolo il piumino-antipiumino, resistente, caldo, ma anche ultraleggero, traspirante e soprattutto senza imbottitura di piuma vera. Realizzato con un nuovo materiale dalle elevate prestazioni termiche – il plumtech – «rubato» all’abbigliamento tecnico-sportivo, non solo si presenta animal friendly ma anche colorato e tascabile. «Save the duck» è pensato per i nuovi globetrotters col bagaglio a mano, agli esploratori 2.0 a tutta quella high mobility generation che su di un punto non transige: il rispetto per l’ambiente. Anno dopo anno cambiano i modelli, ma la filosofia resta sempre quella. Anche oggi che il brand si è rafforzato grazie all’alleanza strategica con «Altana», azienda leader in Europa nell’abbigliamento luxury per il bambino. Col freddo ormai alle porte Save the duck quest’anno rilancia il verde, in tutte lesuenuances,specieper l’uomonella tonalitàdella foresta d’inverno con qualche tocco di marrone cortecciae mattone. Perla donna si rischiara presentando toni raffinati che vanno dal bianco al rosa tenue, dal lavanda al corda. Ma per questo inverno l’attenzione è puntata sui capi Maxi» che concentrano in un unico capo due qualità: stile e prestazione. Sono capi pensati per difendersi dalle temperature più rigide, ma da indossare tutti i giorni. Le fantasie più trendy? Macro pied-de-poule e stampe tapestry per lei, classici tweed e black watch per lui.

    Eppoi stampe, felpa tromp-l’oeil per modelli meno seriosi. L’antipiumino è frutto di un’idea di un giovane imprenditore pisano di nascita ma milanese d’adozione: NicolasBargi. Giovane ma con una vita intensa. Trasferitosi a Milano in tenera età riceve una doppia educazione fino ai 14 anni: al mattino frequenta la Sir James Henderson School e al pomeriggio la scuola italiana. Maturità scientifica, laurea in Economia alla Cattolica. Giramondo, sempre alla scoperta di paesi e culture diverse, per lui fonti di ispirazione e di crescita personale, maanche sportivoalquantoeclettico: pratica da 20 anni pugilato, surf da onda, nuoto, bici e corsa. Dopo una tesi sul tessile in Cina, Nicolas ha il primo approcciocolmondodellamoda nel1994 aprendo il suo primo ufficio a Hangzhou che rappresenta ancora il suo fiore all’occhiello in quanto glipermettecreare collezioni di grande qualità, con costi adeguati. E peril 2015prevede per il 2015 ricavi per 20 milioni di euro.


  5. Tra i ghiacci estremi della Groenlandia

    ottobre 29, 2014 by Francesca

    FOTOGRAFARE gli iceberg di notte, allestendo, di volta in volta, set con illuminazioni studiate ad hoc per cogliere l’attimo fuggente. Non è stata una impresa facile quella di Fabien Baron, il direttore artistico francese, che ha accettato la sfida, affidatagli da Moncler di andare in Groenlandia e, “armato” di una speciale macchina fotografica Leica, fare un reportage artistico tra i ghiacci e il freddo assoluto di quella terra,a migliaia di chilometri di distanza dai luoghi dove nasce la moda dei celebri piumini. Il risultato di questa sfida è diventato uno degli eventi di punta della Frieze Art Fair , l’appuntamento londinese dedicato all’arte contemporanea. L’altra sera da Sotheby’s sono state esposte nove immagini degli iceberg visti con gli occhi di Fabien Baron. Le foto, stampate in formato colossal, due metri per tre e anche di più, avevano il fascino di veri e propri dipinti, raccolti sotto il titolo Monuments.

    Con questa iniziativa, Moncler continua il suo percorso culturale fatto di eventi che mettono in relazione la sua storia, dove la tecnologia produttiva e l’estetica formano un connubio perfetto, con personaggi e aziende che hanno la stessa filosofia imprenditoriale.
    «Il progetto Moncler, Leica e Fabien Baron è unito da un “fil rouge” – spiega Remo Ruffini, il presidente del marchio – l’alta tecnologia di Leica attraversa l’arte fotografica e la visione artistica di Fabien Barone approda in Groenlandia per catturare, attraverso lo splendore dei ghiacciai, il Dna di Moncler che crea capi fatti apposta per affrontare i freddi estremi». Dopo il debuttoa Londra, la mostra andrà a New York in occasione della prossima settimana della moda. E da novembre, sarà disponibile una “limited edition” del nuovo modello Leica X, lo stesso usato da Fabien Baron in Groenlandia, personalizzato con i colori blu-bianco-rosso che fanno parte del logo Moncler.


  6. iPad Air 2, la nuova era

    ottobre 8, 2014 by Francesca

    Per il nuovo iPad è previsto anche un utilizzo scolastico soprattutto nella versione Pro LO SCHERMO Arriverà anche il modello a 12,9 pollici Intanto migliora la definizione e il sistema touch Dopo il doppio iPhone e l’esordio del Watch è tempo di iPad. L’autunno caldo di Apple non conosce soste con Tim Cook che si appresta al secondo keynote in poco di un mese. Al centro dell’ evento le nuove tavolette che come riporta ReCode, sito statunitense sempre ben informato sulle mosse della Mela, dovrebbero essere presentare giovedì 16 ottobre. Stavolta, però, sembrano esclusi lustrini e colpi ad effetto per lasciar spazio a un tono più sobrio e una platea meno fashion. Niente U2 e nessun incrocio col passato come avvenuto con il ritorno al Flip Center, palcoscenico dell’ultimo smartphone e del primo Macintosh nel 1984, perché si gioca in casa alla Town Hall di Cupertino per svelare insieme all’ iPad le novità sulla carrozzeria pesante, cioè iMac e Os X Yosemite, nuova versione del sistema operativo desktop. Attesa e curiosità si intrecciano per scoprire quali saranno le migliorie dell’iPad Air 2, il tablet per eccellenza che punta a conquistare di nuovi mercati e rafforzare la leadership in Nord America e Europa occidentale. I primi allarmi sono già scattati, con il calo di vendite del 9% nelle ultime due trimestrali in confronto al 2013 e le stime di crescita dell’anno corrente dimezzate, ridotte dal 12,1% al 6,5% rispetto a dodici mesi fa (fonte Idc).

    Fedele alla filosofia di mantenere il design per almeno due generazioni, Apple non rivoluzionerà l’iPad incrementando le specifiche di una base già molto valida. Certo è l’arrivo del Touch ID, lettore di impronte digitali utile per lo sblocco del dispositivo e per velocizzare accesso e acquisti su iTunes e App Store, e quello del chip A8 già integrato nell’iPhone. Probabile un ritocco alla fotocamera posteriore e all’anti-riflesso dello schermo per offrire migliore visibilità in ambienti esterni. Altra certezza è poi la colorazione in oro, richiesta dai fan che hanno apprezzato l’esperimento sull’ iPhone. Ritocchi che saranno condivisi quasi in toto con l’iPad Mini, il cui imminente arrivo porterà al taglio prezzo del tablet mignon col primo modello che scenderà sotto i 200 dollari. Bisognerà invece prolungare l’attesa per l’iPad Pro, denominazione più diffusa della versione con schermo XL da 12,9 pollici destinato ai professionisti e al mondo scolastico, dove il tablet Apple è sempre più utilizzato. Non arriverà prima della prossima primavera, a differenza dei nuovi Air e Mini che saranno subito disponibili ai consueti prezzi, non proprio popolari.

    Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli per OS X Yosemite, versione rinnovata del sistema operativo per i Mac che sarà rilasciata a metà mese e che nella fase beta ha riscosso grandi consensi tra sviluppatori e utenti. Preinstallata sui nuovi dispositivi desktop e disponibile come aggiornamento gratuito sui più vecchi (quelli compatibili), rivoluziona la grafica nel segno del minimalismo e agirà in simbiosi con iOS 8 grazie a funzioni come Continuity e Handoff (inizi un’attività su iPhone e la continui su Mac o viceversa), condivise tra i due ambienti per stringere ulteriormente legami e usi dei vari strumenti Apple. Oltre al software, in rampa di lancio anche le nuove versioni di molti programmi come iMovie e Final Cut Pro, nel pentolone Apple ci sono anche novità hardware con la doppietta Mac e iMac, sui quali però i dettagli latitano. Processore più potente e display Retina con una poderosa risoluzione 5K sembrano le modifiche più probabili dei primi, mentre l’iMac potrebbe sfoderare un case esterno inedito. Meno certezze, invece, sul MacBook Air con schermo Retina da 12 pollici, alternativa alle linee Air e Book concepito con un’architettura mirata a ridurre il consumo energetico, atteso da tempo ma ancora nel cassetto. Con questa carrellata di novità che segue il recente debutto del Watch – primo prodotto inedito dopo tre anni di stasi – e il consueto record di vendite di iPhone (i modelli 6 e 6 Plus hanno superato quota dieci milioni nel solo weekend di lancio, confinato per altro a otto paesi), Apple entra ufficialmente nella nuova era.


  7. La felpa diventa chic

    agosto 26, 2014 by Francesca

    Felpa mon amour . Negli anni ’60 era di moda la versione college, la felpa torna prepotentemente alla ribalta dopo essere stata rilanciata da quasi tutti gli stilisti sulle passerelle delle collezioni autunno-inverno 2015. È il momento di riprendere i suggerimenti di Alexander Wang che l’abbina a shorts e a scarpe con tacco; Sportmax che la propone rigida e black con maxi pois tono su tono da portare con long skirt e sandali bon ton. E se è sportiva per Jacquemus, da sfoggiare con pantaloni alla caviglia e sneakers, gioca con le ruches da Dries Van Noten.

    Capo must della stagione, la felpa non è nata fashion; furono le ragazze degli sportivi liceali a portarle fuori dall’ambito tecnico, cominciando a indossare le felpone dei loro fidanzati in giro per il campus. Ora i nuovi modelli abbandonano la morbidezza, tipica di quelle che entrano in palestra, diventando infatti rigide, con maniche curve dagli ampi volumi. Effetto ottenuto con l’utilizzo di materiali come il neoprene, che prende il posto del più classico cotone. Così sono quelle di Costume National e di Gabriele Colangelo. È over la felpa di Jacquemus, che diventa minidress, con la cucitura della spalla che scende a metà del braccio allungando la manica. Quella più leggera di Costume National è in feltro.

    Motivi geometrici per la “corta” con balza elastica sportiva di Fay. Incursioni di lana e rete su quella di Fendi. Non mancano proposte più tradizionali che, però, ci sorprenderanno con abbinamenti inusuali. Da non sottovalutare, quindi, la felpa con gonna a sigaretta e décolleté, se portata con disinvoltura potrete andarci anche in ufficio. Sarà il primo acquisto da fare di ritorno dalle vacanze: simpatica quella in vellutino di Tommy Hilfiger. Prenderà il posto del maglioncino in cachemire da tenere sempre in borsa. Ma sarà perfetta da infilare last minute su un vestito lungo di lino, se siete ancora al mare, o su top e skinny jeans se siete già rientrate in città.


  8. Belli e funzionali: orologi al tempo delle immersioni

    agosto 11, 2014 by Francesca

    Una cosa è certa: senza il mare e la volontà di scoprirlo sopra e sotto il livello dell’acqua, quasi sicuramente non esisterebbe l’orologeria moderna e sportiva. Alla stessa maniera, senza l’evoluzione nella misurazione precisa del tempo che ha determinato il calcolo esatto della longitudine, non avremmo la marineria moderna. Merita di essere evidenziata la grande e continua volontà, da parte dei nomi più belli dell’orologeria contemporanea, di vivere il mare in perfetta sintonia con lo stesso. Lo fa Rolex con le sue ormai epiche regate, Officine Panerai con le gare tra imbarcazioni d’epoca, lo fa IWC con il suo nuovo progetto di raccolta fondi congiunto assieme alla Charles Darwin Foundation (CDF). Un programma di membership a tre livelli (www.iwc.com) consente ai partecipanti di fare donazioni e ricevere vantaggi esclusivi della CDF e IWC. Tutte le donazioni andranno a favore della scienza e della conservazione delle Galapagos

    VITALITÀ Ma soprattutto lo fanno i tanti appassionati che, il più delle volte con una sana e meritata punta di autocompiacimento, scelgono con cura quale segnatempo indossare al polso, magari anche durante un’ immersione subacquea. A dire il vero, guardando alle novità e alle tendenze del mercato attuale, è impossibile non notare una grande vitalità. Si è finalmente usciti, specie nella modellistica sportiva, dallo stereotipo del cronografo, dell’icona identificabile da tutti, dell’ostentazione del conosciuto a ogni costo.
    Oggi è indispensabile la funzione, che nei subacquei si trasforma in particolari ineludibili come la lunetta girevole, la corona serrata a vite, il vetro di alto spessore, o ancora il fondo nero per massimizzare la visibilità degli indici luminescenti. Oggi il lavoro maggiore viene fatto soprattutto sui particolari, specie se parliamo di modelli subacquei.

    I MATERIALI Nulla è lasciato al caso oppure sottovalutato. Maniacale il lavoro che i più svolgono della scelta dei materiali e delle finiture della cassa e dei bracciali, che vivono nel classico acciaio, ma anche in materiali tecnologici come il titanio, il caucciù, la fibra di carbonio. Abbandonate le misure extra-large, per ritornare ai più consoni 40/42 millimetri di diametro, oggi il trend vero è quello della personalizzazione, della qualità prima di tutto, della ricerca del non visto a tutti i costi, dell’innovazione tecnologica solamente quando non è fine a se stessa. Il risultato sono dei modelli sempre più originali e interessanti, in grado di muovere la passione e l’interesse anche di quelli che non hanno mai preso seriamente in considerazione l’orologeria oppure l’avevano abbandonata da tempo. E si può scegliere tra tante fasce di prezzo diverse, che partono da poco più di 50 euro, per arrivare a cifre anche con cinque o sei zeri. Per tutti il solo input è quello di seguire le proprie passioni e il proprio stile, cercando proprio in un segnatempo dell’ultima generazione, un compagno fedele in grado di rendere le giornate meno complicate e monotone.


  9. Sì, viaggiare. Con bagaglio a mano

    giugno 17, 2014 by Francesca

    Possono contenere il cambio per una notte, il nécessaire per un fine settimana fuori porta o i documenti pù importanti (compresi laptop e tablet). La funzione non è importante. Quello che conta è che siano eleganti. Sono i borsoni da weekend, morbide sacche che all’occorrenza si trasformano in borse da palestra e cartelle da lavoro che possono però contenere anche camicia e cravatta per un appuntamento imprevisto. Quelle di questa estate sono morbide, hanno linee pulite, tracolle removibili e sistemi di aggancio per il trolley, pensate anche per chi viaggia in aereo. Fil rouge nella lavorazione è l’artigianalità.

    Le pelli sono martellate, dal vitello in grana naturale, che dona alla borsa un aspetto vissuto, al camoscio spazzolato e rinforzato con bordi in cuoio. Fino alla vacchetta pieno fiore con un trattamento manuale, chiamato «distressed», che mette alla prova appositamente la pelle durante la fase di concia per renderla naturalmente imperfetta. Hanno costruzioni «a orecchie», studiate per aumentare la capacità, e scomparti interni pensati per accogliere i capi più delicati (in seta oppure in cotone) e gli accessori più fragili. I toni, infine, variano dal nero china con profili a contrasto al cuoio tinteggiato, con tamponi di lana passati a mano sulla pelle per esaltarne la naturalezza. Per i borsoni più sportivi, sfumature blu e verdi.


  10. Convivio, griffe in campo per la ricerca sull’Hiv

    giugno 13, 2014 by Francesca

    L’etereo abito di chiffon firmato Genny con cui l’étoile Eleonora Abbagnato ha danzato al Concerto di Capodanno 2014 della Fenice di Venezia brilla di rosso e di Swarovski. Un sogno impalpabile alla portata di (quasi) tutte: sarà infatti in vendita a Convivio, la mostra mercato che si apre la prossima settimana per aiutare i malati di Aids. Torna a Fiera Milano City dal 13 al 17 giugno lo shopping a fin di bene. A Convivio sono in vendita a prezzi scontati del 50% i capi delle griffe più quotate per una buona causa: sovvenzionare Anlaids, associazione che si occupa di ricerca sull’Hiv. La fiera è biennale, l’idea balenò nel 1992 a Gianni Versace che da Los Angeles telefonò al professor Mauro Moroni, presidente Anlaids, spiegandogli: «L’Aids qui fa strage, in Italia la moda non può fare qualcosa?». «L’avrei abbracciato», racconta Moroni, che scoprì così il lato meno effimero del fashion.

    CENA FANTASY «Convivio unisce il mondo della moda – sottolinea la direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani, nel comitato promotore dal 1998 – che si impegna nella ricerca di cure. Non è facile in tempo di crisi, e dalle maison ce lo fanno sapere, ma la moda è generosa».
    Obiettivo 2014 raccogliere 2 milioni e 500 mila euro, cioè superare l’incasso di 2 milioni e 129 euro del 2012. Le griffe ci sono tutte: da Armani a Cucinelli, da Gucci a Prada, da Valentino a Fendi, da Versace a Hogan. Spazio anche al design, al beauty, al vintage (dove si trova l’abito di Genny Abbagnato) e all’arte (da Maurizio Cattelan a Francesco Vezzoli, a Gabriele Picco e Marco Lodola). L’evento viene anticipato il 12 giugno dal dinner placé inaugurale a inviti (tema il fantasy) con stilisti, artisti e personaggi dello spettacolo.