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‘Articoli da regalo per donna’ Category

  1. Sneakers puoi metterle con tutto

    marzo 17, 2015 by Francesca

    Dalla mattina alla sera. Con gonne, jeans e panta classici. Ecco le coppie vincenti che fanno andare d’accordo comfort e look easy zen

    Ecco il look proposto da Adidas by Stella McCartney . Alle sneakers climacool (130 €) puoi abbinare capi di tessuto tecnico (top, 50 €, body, 65 €, leggings al ginocchio, 60 €, leggings con tasche, 80 €), il parka di nylon e cotone (320 €) e la borsa da palestra (110 €). A stampe fluo etnico soft Sono multicolor le calzature sportive di rete: fresche e leggere, le porterai per tutta la primavera e l’estate ( CafèNoir , 49 €). Un accostamento di tendenza? Con la gonna stampata matelassé ( Nioi , da 104 €). fantasie Nero & argento neopop Sono bicolori le sneakers high tech senza lacci: le infili in un attimo e sei pronta a goderti la giornata ( Aldo , 99,90 €).

    Supereasy anche il pantalone blu dalla linea ampia con piega stirata ( Motivi , 69,95 €). In tinte esotiche I colori delle spezie orientali, ma anche del corallo e dei tramonti rosseggianti sull’oceano: li trovi sia nelle sneakers di tessuto intrecciato e camoscio ( Geox Respira , 99,90 €) sia nei pantaloni con coulisse di cupro stampato ( Pennyblack , 115 €).
    A fiori è di pelle stampata, crosta e rete in tono la scarpa running più femminile ( Patrizia Pepe , 188 €). Starà benissimo con l’abitino di cotone stampato a tanti mazzolini di rose rosa e con spalline quasi invisibili ( United Colors of Benetton , 59,95 €). stile romantico Con geometrie classiche A che cosa abbinare i jeans cinque tasche a vita alta di denim scuro ( Kiabi , 12,99 €)

    A uno degli oggetti di culto per le amanti delle calzature sportive: il modello N9000, lanciato nel 1990 che ora cambia look ed è disponibile in diversi colori ( Diadora , 120 €). casual urban In nuance delicate Bianco assoluto per le calzature comodissime che puoi indossare anche per fare window shopping ( Adidas Originals Superstar total white , 90 €). Abbinale al pantalone a sigaretta azzurro cielo: la combinazione di colori è perfetta per la primavera ( Sisley , 49,95 €).


  2. 7 sfumature di rosa

    marzo 13, 2015 by Francesca

    Dai red carpet alle passerelle, alle palette del maquillage: il rosa sarà il colore must della primavera-estate. E non solo: anche la New York Fashion Week e le sfilate di Milano, appena concluse, hanno visto trionfare questa tinta nelle sue svariate nuance. Il che vuol dire che il rosa sarà ultima moda anche il prossimo autunno-inverno. «È il colore della positività e del benessere. Un mix di rosso e bianco che dona una sensazione di calda tenerezza infantile. È femminile, rassicurante e pacato», dice Gianni Camattari, cromoterapeuta e direttore del “Centro Psicologia Integrata” di Milano. Secondo la medicina indiana, è associato al quarto chakra, quello del cuore, e utilizzare pietre, abiti, trucchi di questo colore può servire a riequilibrarlo. In pratica: a mettere più cuore in tutto quello che si fa. «È la tinta perfetta per cogliere la bellezza e la positività negli altri e in noi stessi», aggiunge il cromoterapeuta. E, allora, perché non osare un tocco di rosa wellness sulle labbra? «È un colore davvero trasversale», dice Mirko Tagliaferri, make up artist e personal looker di attrici e modelle. «Basta scegliere la sfumatura adatta a sé e usare piccoli accorgimenti». Che sveliamo in queste pagine. Insieme ai lipstick nelle 7 sfumature di rosa più trendy.
    “Infantile” e molto romantico, il rosa baby è perfetto, se sei bionda e hai la pelle chiara. Regala un effetto molto bello anche a more e castane e a chi ha la carnagione olivastra o la pelle abbronzata», dice Tagliaferri. «Consiglio però di evitare le formule opache e mat, perché risultano troppo piatte». Kiss Kiss, Excessive Rose n° 361, di Guerlain (35,90 e ), perché ha tenuta impeccabile, finitura satinata e vibrante, effetti rimpolpante e levigante. Merito delle microsfere di acido ialuronico e dell’olio di commiphora.

    Fucsia
    Reese Witherspoon «Chi sceglie questa sfumatura “osa”, ma deve avere labbra e pelle del viso senza imperfezioni», suggerisce il make up artist. «Dona tanto a bionde e more con l’incarnato freddo. Consiglio di usarlo, lasciando il viso molto naturale e truccando gli occhi con eyeliner e mascara. Le Rouge, 209 Rosa perfetto, di Givenchy (30,90 e ), perché i pigmenti puri e densi regalano colore intenso, le microsfere di acido ialuronico idratano e la cera d’api dà comfort.

    malva
    Julianne Moore «È una sfumatura davvero trasversale: per bionde, brune, rosse. E per pelli diafane o ambrate. Questa tonalità illumina il viso e lo rende elegante», dice Tagliaferri. «Ed è perfetta anche con finitura perlata o glossy per un trucco da sera discreto e di grande effetto. Inoltre, si abbina bene a un trucco occhi più marcato». Rouge Coco, 428, di Chanel (32 e ), perché ha una texture scorrevole, vibrante e fondente grazie alle tre cere vegetali di jojoba, mimosa e girasole.

    Fragola
    Natalie Portman Non riesci a “tradire” il rossetto rosso? Il fragola è la soluzione alternativa. «È un mix di rosa e rosso acceso, pieno di pigmenti brillanti che danno alle labbra un tocco sexy e molto femminile», dice Tagliaferri. «Per indossarlo, valgono le stesse regole del rouge: labbra definite, meglio se non troppo sottili. E il trucco degli occhi deve essere appena accennato». Classic Cream Lipstick, 247 Bouganville, di D&G (31,50 e ), perché la pasta morbida e il profumo (una delicata essenza cipriata), si ispirano ai rossetti a base di cera degli anni ’50 mentre la formula, moderna, vanta il 50% di emollienti, che lo rendono confortevolissimo e impalpabile sulle labbra.

    Pesca
    Beyoncé Un jolly da tenere sempre in borsa. «Perfetto per i ritocchi last minute per dare al viso un aspetto curato e naturale. Si adatta a vari colori di capelli e a diversi incarnati, anche se raggiunge il top con la pelle dorata e le ciocche chiare. Occhio a un dettaglio: i denti devono essere bianchi. È una tonalità che mette in evidenza il giallo», conclude l’esperto.Lipstick See Sheer, linea Red Red Red, di MAC (19 e ), perché idrata e tiene a lungo il colore.

    Corallo
    «Una punta di arancio regala al rosa un effetto subito più caldo e luminoso. Che si sposa molto bene con la pelle chiara o dorata e i capelli castani o rossi. È la tonalità giusta per addolcire i lineamenti e per dare un pizzico di energia anche al maquillage più classico», spiega il make up artist. «Da evitare se la carnagione è diafana e la chioma biondissima». Veiled Rouge, Corallo PK 304, di Shiseido (27,50 e ), perché ha una formula idratante e a lunga durata, grazie a un olio non volatile che sigilla il colore sulle labbra rendendolo brillante.

    Cipria
    Il nude look è tornato di moda. E le tonalità rosate, come il cipria e il rosa carne, sono particolarmente indicate per ottenere subito un’aria fresca e naturale e un aspetto chic e bon ton. Specie se la texture è opaca. «Il cipria soprattuto è la nuance che dona a tutte, ma sulle labbra non ci devono essere imperfezioni, rughette e pellicine». Beautiful Color Mosturizing n° 27 di Elizabeth Arden (27 e ), perché ammorbidisce le labbra grazie ai pigmenti emollienti e ha anche un effetto volumizzante.


  3. Soffia il vento anni ’70 E trionfa il made in Italy

    marzo 10, 2015 by Francesca

    L’OCCHIO delle donne nella moda fa fare sempre dei passi avanti. Ieri, con le grandi creatrici alla Jeanne Lanvin, alla quale il Museo Galliera dedica una stupenda esposizione ideata dal direttore Olivier Saillard e da Alber Elbaz che racconta della sua bravura e della sua capacità di precorrere i tempi della moda. Oggi, con la passerella di Stella McCartney che ha raccolto un meritato successo con il suo esercito pacifico di cappotti infeltriti e avvolgenti, tailleur pantalone con le giacche over che finiscono a punta, gonne di lana cotta a taglio vivo con maglie buttate addosso come sciarponi a maglia inglese. Tanto verde miliare, maniche lunghe e teatrali che coprono completamente le mani, stivaletti di broccato su tailleur di tweed grigio e spinato con vita alta e scampanatura anni Settanta. Ad applaudire Stella i suoi quattro biondissimi bambini e il padre, Paul McCartney sempre affettuoso e presente ad ogni defilè. ARIA anni Settanta ma a tutta contemporaneità da Giambattista Valli con una collezione lieve eppure piena di preziosità che fa fare un salto in avanti al Made in Italy.

    Il couturier romano, che vent’anni fa è venuto a Parigi per imparare i segreti della Moda, viene prodotto infatti dall’azienda bolognese BVM di Mario e Stefania Bandiera e in questa collezione per il prossimo inverno ha profuso tutto il suo know how e la sua maestria. Molto belli i completi di pizzo ricamato a fiori anche a rilievo composti e però anPaul McCartney assiste al defilé della figlia Stella con la moglie Nancy Shevel che scomponibili di pantaloni che finiscono con una zampa d’elefante molto aggraziata sotto l’abito corto (ma non cortissimo) che si può portare poi anche da solo con gli stivali stringati. Seducenti le camicie di organza a tralci di fiori e delicati volant sulle spalle, le pellicce di montone bianco o di visone color terracotta, i piccoli pull di cashmere color biscotto, i cappotti con bande di visone verde acqua, i fiori e le fantasie come le righe che si compongono e si inseguono in un gioco di eleganza assai sofisticata. A BORDO passerella tutti a parlare della bella sorpresa di Givenchy con Riccardo Tisci in stato di grazia per una collezione a tratti drammatica e solenne, ispirata alle atmosfere vittoriane, le stesse che lo hanno ispirato visitando la recente mostra sugli abiti da lutto realizzata dal Constume Institute di New York, mixate con l’enegia e il fascino intrigante e spiazzante delle ragazze da strada delle gang sudamericane, che si ciurmano capelli e trucco, tra riccioli tirabaci e piercing.

    E questo ha ispirato il trucco delle modelle che da solo valeva il defilè. Anche Tisci festeggia 10 anni come direttore creativo della maison Givenchy che ha saputo rilanciare con forza e prepotenza stilistica. Ad applaudire Riccardo ecco Kim e Kanye West, Katy Perry, Jessica Chastain. Pubblico scelto, da intenditori, per Sacai, marchio giapponese disegnato dalla bravissima Chitose Abe che ha presentato il libro dei suoi concetti d’eleganza. Fortissimi i capi spalla, uno più bello dell’altro, cappotti blu o verdi scuri con trapuntature piumino, giacconi di pelle con inserti di pelliccia spesso rudi, sul collo, sull’orlo, sulle spalle, ampia presenza della maglia a lavorazione norvegese, abiti dalla forma a scatola di plissè di cotone. A salutare Sacai anche Remo Ruffini, patron di Moncler. È TUTTO made in France, orgogliosamente made in France, la produzione di borse di Longchamp che ha deciso di far vibrare l’inverno 2015 coi colori del movimento Memphis, tra cenni grafici decisi e nuance pastello, per un pieno di vitalità che contagia anche la collezione di capispalla e camicette dedicate ad una donna che viaggia molto.


  4. Quando le femmine si vestono da uomo

    febbraio 12, 2015 by Francesca

    Quando eravamo piccole donne ci piaceva quel femminile austero dal vezzo piccolo. Come trovarlo ancora nella moda? La camicetta senza mega pizzi ma con una coccinella ricamata solo sul colletto, oppure la giacca di velluto blu, velluto blu e stop. Al secondo piano della Rinascente il kilt, taglia 46, è un capolovoro di Alexander Mc Queen di questi ricordi in cui la bellezza era tradizione di nonna in nonna. E’ il sogno della gonna colleggiale indossata ai tempi dei piccoli grandi amori innevati da pudiche «Love Story»: chic, nei suoi quadri grigi, neri, di superba rifinitura nelle pieghe, british nelle stringhe in pelle e nelle fibie importanti. Peccato che sia da uomo, e peccato che lo siano la camicia bianca con colletto rotondo profilato di blu di Vivienne Westwood e una camicia di Etro azzurra con mini disegni cashmere lilla e prugna. Viaggiano consigli sui saldi sul web. Care donne, se dovete scegliere una scarpa che sia adatta alla primavera, non comperate zeppe o tacchi vertigo, optate per un decolltè con il mezzo tacco, di gran appeal nella prossima stagione. Bene, il nostro consiglio è un altro: se andate alla Rinascente cercate di fare spesa nel reparto dei signori, perché indumenti e accessori sono di gran lunga più appetibili di quelli dedicati alle donne.

    Lo sanno anche le commesse. «Non c’è paragone tra le cose che gli stilisti disegnano per gli uomini e quelle per le donne. Tante signore vengono a vestirsi qui, dai maschi. Basta guardare borse, sciarpe e scialli per rendersene conto: nel settore maschile c’è uno stile così raffinato e fantasioso che noi donne ce lo sogniamo!». Due sono gli oggetti del desiderio adocchiati dalle veterane in divisa da shopping: una cartella Serapian giallo paglierino e una Peekaboo Fendi giallo girasole che più oversize di così non potrebbe essere, nella sua tasca anteriore ci starebbe un piccolo canguro. «E’ stata pensata per l’uomo, viste le dimensioni – spiega il commesso -. Detto tra noi sono tante le signore che vengono a provarla, perché è davvero fashion in questa sua dimensione super ma pulita nellasua fattura a mano». Quella che potrebbe essere considerata la sorella easy della Kelly di Hermes è destinata al braccio di qualche signore un po’ dandy, alla Oscar Wilde per intenderci, che la potrebbe usare come una 24 ore dal gusto esotico.

    E chi non vorrebbe la t – shirt di Valentino che è un bosco di farfalle? Chiediamo dove sia possibile provare il kilt. «Là in fondo, nei camerini dei maschi». La sottana è perfetta, se non fosse per un dettaglio: è vertiginosamente mini. Davanti al camerino un ragazzo aspetta che usciamo. Scusa proveresti questo kilt, visto che è da uomo? Non serve insistere, il ragazzo è incuriosito. Quando esce non è proprio il principe Carlo visto che la gonnellina gli arriva poco poco sotto l’inguine. Sorride. Non lo metterebbe mai, e il kilt viene riappeso nell’appendino in mezzo ai pantaloni. A questo punto attendiamo l’evoluzione della biancheria intima per trovare quella spartana raffinatezza dell’adolescenza, quando non credavamo che un abito fosse bello perché fatto come una palla o come una carta da gioco. Ci salverà da tutto questo la moda maschile, sempre più nostra.


  5. Curiel veste i suoi sogni ispirandosi all’Oriente

    febbraio 10, 2015 by Francesca

    L’ haute couture come nutrimento estetico e tre stilisti protagonisti di Alta Roma s’ispirano all’Expo 2015 di Milano. C’è la maison Gattinoni, che nel ristorante dello chef Antonello Colonna fa salire le modelle su una lunga tavola apparecchiata e presenta i modelli come piatti di un menu del lusso, con corpetti di spighe di grano, lunghi abiti di rombi specchiati verde come l’olio d’oliva, ricami dolci come sulle cassate siciliane. C’è la storica griffe di Raffaella Curiel, che in una collezione tutta dedicata agli antichi tessuti, alle fantasie, ai colori e alle raffinate lavorazioni dell’Oriente, presenta l’abito con la canestra di frutta di un quadro di Caravaggio, dipinta in toni caldi sull’ampia gonna come sul bustino e la sciarpa fluttuante. E c’è la stilista-architetto Sabrina Persichino, che rievoca tre celebri padiglioni: rosa per le ingegnerie del Crystal Palace( prima esposizione di Londra 1851) le cui arcate bianche su fondo rosa ricordano un’orchidea; rombi neri di pelle per il reticolo di ferro della Tour Eiffel (Expo 1889) e verde scuro per la «foresta urbana» del milanese Palazzo Italia, pronto ad aprirsi il prossimo maggio. Tre interpretazioni diverse, la prima modernamente divertita, la seconda colta e classica, la terza sperimentalmente ardita.

    Fashion & Food anche per la presentazione del Fnm Magazine di Barbara Molinario, tra i tavoli rigorosamente vegetariani del Margutta RistorArte. Dopo tante polemiche per i fondi che mancano e le idee che scarseggiano, la capitale ospita una manifestazione che comunque regala novità nate dalla maestria sempre capace di rinnovarsi delle griffe storiche e dalla voglia di affermarsi con stile diverso delle ultime generazioni. Lunga carriera alle spalle per Renato Balestra, ma lui è sempre capace di inventare creando con il tulle la spuma del mare in piccole rouches e le alghe in tubicini di organza, da cui nasce una Venere avvolta di tulle oro e platino, con giochi di trasparenze e venature di foglie tracciate con gli strass. E il maestro pensa alle leve del domani, presentando la vincitrice dell’edizione 2 del concorso Be Blu Be Balestra che coinvolge l’Accademia di Costume e Moda : Giulia Geria (già collabora con Ferragamo) imparerà le tecniche di ricamo in uno stage di 2 settimane nella famosa maison Lesage di Parigi.

    Camillo Bona, che festeggia 20 anni di sfilate a Roma, all’Acquario Romano presenta modelli di eleganza essenziale ispirati ai macchiaioli. E il giovane Salvatore Piccione, vincitore a luglio del concorso di AltaRoma e Vogue «Who is on Next?», convince con le sue stampe di rosse coccinelle e geometrie mimetiche, presentate al muse Maxxi. Le creazioni di Ettore Bilotta mostrano un raro rigore di tagli e una sapiente creatività; affascinanti le fanciulle botticelliane di Antonio Grimaldi, che sfilano nel giardino incantato creato con petali colorati dagli artigiani dell’ Infiorata di Genzano; sofisticati e intriganti i modelli di Nino Lettieri. E per ogni nome affermato, c’è un giovane che si affaccia alla scena. Vento di nuovo nella modalingerie al tempo stesso romantica e sexy di Antonella Rossi, portato dalla figlia ventiquattrenne Giulia Mori. «Ma Roma non può essere il kinderheim dei giovani- ammonisce Stefano Dominella, ad di Gattinoni- , dopo averli scoperti bisogna aiutarli a rimanere qui».


  6. Dee e regine show

    febbraio 9, 2015 by Francesca

    LE SFILATE Esce dalle onde del mare la eterea Venere di Balestra, viaggia in Paesi esotici la preziosa Orientale di Lella Curiel. C’è chi dà uno sguardo a Venezia e piazza sugli abiti gondole e lagune e chi si ispira alle architetture delle Esposizioni Universali. Ultima giornata di sfilate. Gli atelier celebri sfornano super collezioni. Molte griffe di pret-a-couture crescono, migliorano, si sprovincializzano, mentre i giovanissimi attirano l’attenzione. I tendoni reggono, c’è perfino l’arte del tatuaggio a coronare una giornata fittissima in cui il presidente di AltaRoma, Silvia Venturini Fendi sorride. AltaRoma ha portato a termine la sua mission quasi “impossible”, e ora guarda all’incerto futuro con più grinta. «L’alta moda non morirà mai, perchè nel mondo ci sono molti ricchi e noi portiamo loro arte, cultura, bellezza. Un mio vestito è stato venduto ad un’asta charity per 45mila dollari», dichiara Renato Balestra nel suo palazzo.

    L’ISPIRAZIONE «Ho guardato a Venere, al mare, alle onde, per costruire questi abiti che sono un impazzimento di lavorazioni. Anche cinque giorni per fare una voluta che corre sulla mise beige chiaro.
    Per ottenere la sfumatura calda sull’organza crema, abbiamo tinto a mano il tessuto. Ho fatto quello che mi piaceva, l’atelier è il mio laboratorio di creatività». Ecco la lievità fatta vestito, corrono milioni di minuscoli volant. Come la spuma del mare, le ruches si rincorrono. Raffinati budellini formano cascate di alghe sulle maniche. Ci sono effetti goccia, ruscello, spuma, nuvola. Trasparenze, leggerezza, esecuzioni perfette. Come alta moda deve essere. Balestra annuncia la vincitrice del concorso per giovani con l’Accademia: Giulia Geria. Nuove generazioni si alternano a maestri di eleganza. Da 30 anni sulle passerelle, Lella Curiel dichiara: «Ho guardato alla bellezza della Thailandia e del Vietnam. Mi sono spinta con l’immaginazione verso le Filippine, la Malesia, Giava».

    IL LAVORO La mamma della sarta era la celebre Gigliola fondatrice della maison, porta lo stesso nome la figlia di Lella autrice di straordinari accessori. «Abbiamo ricamato tessuti antichi e introvabili. Ci sono volute ottocento ore per ottenere le nervature e la griglia sublime di un apparentemente semplicissimo abito bianco. Quattrocento le ore per la giacca bianco-nera con incontri geometrici di spigature», racconta la creatrice che ha rivisitato i costumi d’Oriente, ha coperto di miniperle di legno, scaglie d’oro, conchiglie, coralli, madreperla, stoffe già preziosissime. Una “vintage couture” quella Curiel, tra sete, organze, lini, broccati e fibre povere. Alla fine trionfo per il vestito omaggio a Caravaggio sulle note del “Va pensiero”. L’orgoglio di atelier si respira da Vittorio Camaiani, che interpreta Venezia e piazza gondole sulle gonne, decora gli abiti con maschere, le tasche con occhi. Più concreta, Sabrina Persechino, architetta romana, guarda nel bell’abito lieve, rosa, al Crystal Palace di Londra, ma anche all’Expo 2105 È pazzo della sua Pompei, Nino Lettieri, ed eccolo suggerire abiti ampi che rievocano gli Anni 50 e 60. Rani Zakhem colto dal Mal d’Africa ritrova il sapore della savana nel maculato, il colore della bouganville diventa abito, e il bianco neve del Kilimangiaro veste la sposa.


  7. Unisex Stessi vestiti, anime diverse il gioco sottile di Armani

    febbraio 3, 2015 by Francesca

    MILANO LUI e lei avanzano in passerella, indossano gli stessi pantaloni e la stessa giacca.
    Sono eleganti, perfetti e rappresentano il nuovo modo di concepire l’unisex secondo Giorgio Armani che chiude le quattro giornate della moda milanese mostrando completi che, anche se indossati da una donna, sono adatti anche a un uomo e non ridicolizzano mai la mascolinità. Merito del savoir faire di un grande maestro come Armani che sa quali limiti un uomo non deve mai oltrepassare. «Una donna può essere superfemminile anche con una giacca – spiega – ma un uomo non può vestirsi come una donna se non in piccole cose, come un foulard. Chi va oltre, diventa ridicolo». E per raccontare questo nuovo capitolo della sua storia dedicato all’unisex, Armani sceglie la sensuale morbidezza del jersey con il quale crea giacche doppiopetto da indossare con pantaloni dalla vita alta, il cavallo basso e stretti sulla gamba. Un modello ideale per maschi giovani e con un bel fisico scaldato da giacconi e cappotti in lana mohair.
    Giorgio Armani mette al bando le maglie girocollo (che lui ha sempre amato) e al posto delle t-shirt consiglia di adottare “la camicia bianca, anche senza cravatta, che crea mistero”.

    Armani dà un nuovo volto all’unisex, mentre Roberto Cavalli resta fedele al suo maschio playboy che, sotto grandi pellicce in marmotta e giacche chiodo in cavallino, sfoggia maglie con motivi barocchi e pantaloni attillati.
    «Il mio è un playboy dai pensieri giusti» precisa lo stilista che, per non dimenticare la strage di Parigi, ha fatto cucire su alcuni capi una fascia nera, in segno di lutto, con la scritta “No bounds”, un invito a superare le barriere tra religioni e dire basta alle guerre. Da sempre pacifista è il dandy di Ermanno Scervino che usa camicie con micro cristalli bruniti e cappotti dai colli e revers ricamati con Swarovsky. In questo guardaroba dominano i grandi maglioni che sbucano dai cappotti e dai montgomery sartoriali. Inno alla bellezza degli scalatori per Bikkembergs. I modelli sfilano con gilet chiusi da imbragature, giubbini in pelle e pantaloni da jogging. Per la serai cappotti sono percorsi da cinghie nere. Ma ai veri gentleman lo stilista Brendan Mullane, per Brioni il marchio di alta sartoria del gruppo Kering, ha dedicato un guardaroba ispirato al mondo dell’equitazione, con silhouette molto asciutte. È esotica la moda di Stella Jean che rende omaggio a Gandhi e si rifà alle stampe dell’India per completi di taglio british. Per i biker più raffinati Matchless ha proposto nuovi giubbini in pelle cerata e giacche militari che riprendono dettagli delle uniformi della seconda guerra mondiale. Tra i giovani, Christian Pellizzari abbina completi formali con bomber da rock star, Au jour le jour rispolvera i simboli del Monopoli e Giampiero Colombo fa sue le cuciture degli abiti delle Madonne di Piero della Francesca.


  8. Come la vuoi? La borsa che si assembla in negozio

    gennaio 27, 2015 by Francesca

    Decolla dalla Leopolda di Firenze il nuovo corso di Furla. «È un anno decisivo – racconta l’ad Eraldo Poletto (+45% di fatturato negli ultimi 3 anni) – con il lancio della collezione uomo, un prodotto di fascia “alta” che, nel made in Italy, soprattutto per il cliente straniero, è andato a colmare un vuoto importante. A febbraio presenteremo la prima linea di calzature mentre a giugno trasferiremo il nostro quartier generale in un palazzo ottocentesco di cinque piani (ex Palazzo Ricordi) accanto alla Galleria Vittorio Emanuele a Milano oltre all’ampliamento e il restyling del nostro flagship in piazza Duomo». Entro qualche mese anche una boutique sulla Fifth avenue a New York e nuove aperture a Madrid e Vienna. L’uomo Furla è un ragazzo a cui piace giocare con i colori, le forme e il design. A lui è dedicata una linea di zaini, borse da viaggio, modelli cross-body, cui si aggiungono custodie per smartphone, agende, porta computer, portafogli. A interpretare la collezione, una Modular bag ( foto ) che può essere assemblata in negozio e personalizzata con elementi di diversi colori e materiali, dalle pelli gommate al più classico motivo tartan.


  9. Step by step

    gennaio 21, 2015 by Francesca

    1 Siero antiossidante… La tua beauty-routine pre-sole inizia con questo prodotto. «Stendere un siero antietà aiuta a proteggere la pelle dall’invecchiamento provocato dai raggi Uv» dice Simone Belli, make up artist di L’oréal Paris. Stimola la produzione di collagene riducendo le rughe, C E Ferulic di Skin Ceuticals (187 euro). o fluido antimacchia Se hai la pelle chiara, molte lentiggini o stai prendendo qualche farmaco particolare, puoi alternare il siero antiossidante con uno antimacchia. evita,però, di sovrapporre i due prodotti. Previene la formazione di macchie sul volto Pigmentclar Serum di La Roche-Posay (35 euro).

    2 Crema idratante È fondamentale per mantenere morbida e idratata la pelle del viso, anche sotto il sole. Scegli una texture fluida e fresca, preferibilmente non troppo ricca e con una formula senza retinolo o vitamina c. Nutre e rassoda viso e il collo Premier Cru La Crème Riche di Caudalie (95,80 euro).

    3 Pre solare Ti serve per abbronzarti in modo uniforme, evitando le scottature e gli eritemi. «Se hai un fototipo chiaro, applicalo prima della crema: ti aiuterà a guadagnare una tintarella luminosa e a farla durare nel tempo», dice Simone Belli. Stimola la produzione di melanina Healthy Tan Secret di Bakel (47 euro, 15 bustine).

    4 Protezione solare «Scegli una protezione almeno spf 30, mai più bassa, e stendila sempre, anche quando sei già abbronzata» suggerisce l’esperto.
    Usala insieme a uno stick solare da stendere più volte su contorno occhi e labbra. Si assorbe subito Crème Solaire Anti-Âge Spf 30 di Biotherm (20,80 euro).

    5 BB cream Dopo avere preparato la pelle all’abbronzatura, puoi perfezionare l’incarnato e creare la base per un trucco leggero. Se ti piace l’effetto nude, applica una BB cream: garantisce idratazione perfetta, minimizza i pori e illumina il viso. Ha una texture ultra leggera Professional BB Cream di Pupa (16 euro).

    6 CC cream Puoi usarla insieme o al posto della BB cream. Leggermente pigmentata, nasconde le imperfezioni e aiuta correggere le discromie. «Se hai la pelle spenta usane una tendente all’arancio. Se ti sei arrossata al sole, applicane una sul verde» dice il make up artist. Uniforma l’incarnato City Miracle CC Cream di Lancôme (42,50 euro).

    7 Compatto solare «È indicato soprattutto per chi ha la pelle oleosa e acneica perché tende ad asciugare la cute. Lo puoi comunque usare come correttore e per avere una protezione extra sulle macchie» spiega Belli. Dà un effetto coprente Uv Protective Compact Foundation Spf 30 di Shiseido (33 euro).

    8 Mascara Sceglilo waterproof, così resiste anche se fai il bagno. «Nero è perfetto per castane e bionde, blu se hai gli occhi scuri. Puoi anche usarli insieme: applica prima il nero poi il blu solo sulle punte delle ciglia». The Volume Waterproof Extra Black di Astra (4 euro) e Diorshow Iconic Overcurl Bleu Crosière di Dior (33,41 euro).

    9 Acqua termale È l’ultimo passaggio, ma lo puoi ripetere ogni volta che senti la pelle tirare. «È lenitiva e serve a fissare il trucco. Occhio però a come la applichi: nebulizza l’acqua con un movimento circolare senza puntare il getto dritto sul viso». Rende omogeneo il make up Brumisateur Facial Spray di Evian (4,90 euro).


  10. Olfatto con scia

    gennaio 20, 2015 by Francesca

    La fragranza la maison Giorgio armani si è spinta oltre i limiti della sensualità (olfattiva). È questo il senso della concentrazione Intense di Sì Eau de Parfum Intense. la nuova creazione sintetizza infatti, come suggerisce la griffe, «un abbraccio carnale avvolto in un iconico nero, che incuriosce e attrae». l’effetto laccato tridimensionale del facone si ispira a un vetro di Murano soffato a mano. a renderlo oggetto da collezione è il tappo sinuoso di onice. Il bouquet 4Passionale e potente, la composizione si apre con la sensualità del ribes nero, la delicatezza della fresia e la verve di bergamotto e mandarino. Poi, il cuore forito: rosa di maggio, neroli, artemisia, osmanto. Per fnire con le note sontuose di vaniglia, legni scuri, patchouli. La testimonial cate Blanchett è il volto del nuovo profumo frmato Giorgio armani. «adoro il modo in cui il profumo indugia sulla pelle. lo indossi di giorno e si diffonde fno a sera» afferma l’attrice premio oscar. Cosa c’era prima semplicemente Sì Eau de Parfum, lanciata nel 2013. Una fragranza chypre (quindi sempre avvolgente, come la famiglia olfattiva di appartenenza vuole) “reinventata” però in alcuni suoi ingredienti per lasciare sulla pelle una traccia olfattiva non acuta, ma elegante, voluttuosa e dolce al tempo stesso. I “nasi” la svizzera christine Nagel e Julie Massé (nel disegno), francese cresciuta in Giappone sono le autrici del jus, che accentua le sfaccettature della donna contemporanea: indipendente, coraggiosa e sempre capace di emozionarsi. con una sensibilità tutta femminile, i due nasi hanno pensato (e creato) il bouquet come una dichiarazione d’eleganza: si può essere sicure di sé e seducenti con stile