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‘Articoli da regalo per uomo’ Category

  1. L’ORDINE VA DI MODA TORNA IL REGIMENTAL

    gennaio 13, 2015 by Francesca

    In riga! Dopo un anno di scandali per corruzione, a Pitti Immagine Uomo (dal 13 al16 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze), si annuncia un richiamo all’ordine, quantomeno estetico. Lo rappresenta al meglio, il ritorno del regimental: motivo a bande traversali, tipico delle cravatte militari inglesi. «C’è voglia di un’eleganza pulita e curata come le barbe dei giovani – commenta Brunello Cucinelli -. Per i trentenni è tempo di scoprire il cappotto, il gilet e il girocollo con la cravatta. I pantaloni di flanella, sono la chiave di volta di questa compostezza. Anche se aggiornati con l’abbinamento a un paio di sneaker». Queste tendenze sarebbero per l’inverno 2015 /16. Ma è opportuno conoscerle subito: con internet gli stili si viralizzano in tempo reale. A regime(ntal) La inalberavano i militari britannici quale segno di appartenenza al loro reggimento rappresentato dalle righe diagonali. Ma la cravatta regimental divenne una moda civile dopo che il Principe di Galles la indossò nel 1919, durante una visita in Usa. Il resto è storia di un grande classico anglo americano che ritorna. Ora , spicca anche nelle fantasie dei capi di abbigliamento: dagli intarsi della maglieria di Annapurna alle giacche di Ernesto (tributo a «L’importanza di chiamarsi Ernesto» di Oscar Wilde), sino ai coordinati di Tagliatore.

    E’ comunque bene ricordare un paio di regole, su come s’indossa una cravatta regimental: le tinte diverse delle righe non devono essere mai più di tre. Pena: sembrare una cartella colori. Infine, mai una camicia a righe con la cravatta della stessa fantasia. Il gilet raddoppia (petto) Sembrava sepolto nelle memorie vecchio stile. Ma adesso gli uomini più cool riscoprono alla grande il gilet. Paradossalmente, nella sua versione più storica con i rever a lancia e il doppio petto. L’innovazione è coordinarlo alla giacca come nella collezione Manuel Ritz. Accessorio di questo complemento, la catena in perfetto stile Down Town Abbey. Gabriele Pasini, designer prodotto da Lardini, ne è un vero cultore: «Ma che sia in argento e artigianale – consiglia – per evitare le inflazionate cianfrusaglie di acciaio». In braghe di feltro Lana V/S Cachemire? «I pantaloni sono il focus della nuova eleganza- come sostiene Brunello Cucinelli-. Devono essere ben stirati: di lana o di feltro». Dichiarazione bomba per il re del cachemire. «Ma tant’è: – avverte Cucinelli – quando il corpo si abitua ad una morbidezza, è difficile tornare indietro. Occhio! Molti feltri sono del filato più morbido». Lo stile fa quadrato Check, pied de poule e lisca di pesce: le fantasie geometriche della sartoria caratterizzano ogni tipo d’indumento.

    Se i quadrotti del giaccone Woorlich sono un riferimento storico per i capi spalla, sulle giacche sartoriali del progetto Capri di Inghirami, riappare la spina di pesce. Le texture a zig zag improntano persino le impunture dei piumini Bomboogie. Tecnico con sapore sartoriale. Dal papillon alla cravatta Il papillon, nuovo classico dei giovani, sta riportando in auge il piacere della cravatta. La novità? Indossarla sotto i maglioncini a girocollo leggermente scollati. Come gli studenti universitari ante contestazione del ’68. Un modo e un nodo per essere composti anche nel free style (stile libero). Slow living Pipa e barbiere. Non è un invito a fumare, anzi: la pipa simbolo della collezione Tardia è un richiamo a ritmi più lenti e riflessivi: Lo slow living come lo slow food. Il calumet della pace evoca anche l’architetto Joe Colombo la cui icona come quelle dell’ispettore Maigret o di Sandro Pertini, è imprescindibile dalla pipa. Così, nelle stampe di Tardia si delineano elementi ispirati al genio del design Anni 70. Nel frattempo a Pitti, Paoloni vestirà i barbieri di Proraso, testimonial di un altro rito maschile, la rasatura, del tutto manuale e riflessivo. Questioni di atteggiamento più che di abbigliamento.


  2. TUTTI SOTTO COPERTA MA CHE SIA DI LANA

    gennaio 8, 2015 by Francesca

    Come madre natura, la tecnologia sta lavorando per manipolare e trasformare il Dna della lana». Ad annunciarlo è Carlo Rivetti, mente del brand di ricerca Stone Island e non a caso bielleselaniero Doc. Nel frattempo la maglia è uno degli ingredienti principali del guardaroba maschile: un tessuto alternativo. Dunque, non parliamo di maglioni. Ormai, tricottati sono giacche, gilet e pantaloni. Persino, piumini e cappotti. Tanto che il cosiddetto «Knitwear» è uno dei pochi settori in crescita dell’abbigliamento: +1,8% (dato Smi). Armani fu tra i primi a estendere l’uso della maglia ai capi spalla: nel 2006 mise a punto la «Beckham Jacket», dedicata al calciatore David, e destrutturata come un pullover. Da allora è stato tutto uno sferruzzare al maschile. E mai come adesso, in questi giorni di vacanza, in montagna come in città, viene voglia di coccolarsi con pratici e confortevoli capi in maglia che seguano i movimenti del corpo. Il plaid addosso Angela Missoni firma abiti interi in microfantasie di lane smacchinate. Non è tutto. Per i momenti di relax casalinghi, come queste giornate di vacanza, lancia un iperplaid patchwork con un foromanica per poterlo avvolgere meglio intorno al corpo. Modello «sotto coperta»: in senso lato e reale, emblematico dell’uomo di oggi in difesa che si chiude a bozzolo.

    S’intende, sempre fra le pareti di casa, per non sembrare un esule. Per uscire, chi vuole sentirsi protetto, può cavalcare la moda del collo alto, alla quale ha prestato il volto Stefano Accorsi per la campagna di Falconeri. La maglia del presidente Al successo dei capi spalla di maglia ha certamente contribuito l’esigenza di trovare alternative visivamente più calde rispetto al piumino con una mano tecnica e un po’ fredda. Lo sa bene Brunello Cucinelli, che ha nascosto gli imbottiti nelle fodere di preziosi mini-montgomery di cachemire a coste inglesi. E se sotto i blouson di Stone Island – detti del «presidente» perché sono la seconda pelle di Carlo Rivetti, deus ex machina di Stone Island – si aprono rivestimenti di montone e fodere attrezzate e staccabili, sopra l’abito grigio a tre pezzi di Zegna il soprabito è sostituito da un grande cardigan con la cintura come un cappotto. Arriva lo yak Tanto gusto per la maglia nasce da un misto di funzionalità ed emozioni. Da un lato il tricot è comodo ed elastico, aderisce al corpo con morbidezza e si arrotola, si stipa in valigia e non si stropiccia. «E’ un po’ come una tuta», sintetizza Angela Missoni. La soluzione più elegante per l’uomo che non vuole vestirsi in felpa come i figli. Sul fronte emozionale, invece, l’effetto «coperta», avvolgente e calda, gratifica il bisogno di «cocooning»: «Voglia di calore e… naturale sottolinea Rivetti.

    Tanto che, alla ricerca di nuovi filati della Madre Terra, si sta scoprendo l’uso dello yak». La «cotta» per il walk Mentre avanza la sperimentazione, dal passato torna la lana cotta detta «walk». I giacconi a scacchi di Woolrich (since 1830) sembrano tagliati nei plaid tv, lanciati dal brand negli Anni 50. (E ci risiamo con le coperte). Alla lente d’ingrandimento, però, svelano la trama di un golf in shetland infeltrito. Per l’appunto di lana cotta: fibra sperimentata già dagli egizi, che battevano il manto della pecora con acqua, urina o sodio. In seguito le tecniche si sarebbero perfezionate e soprattutto igienizzate sino alle lavorazioni dei contadini tirolesi, ai quali è attribuito l’invenzione di questo materiale. «Il resto – prosegue Rivetti – è sperimentazione, giunta all’uso del micro-tricot, esteso anche gli sport più agonistici». Fanno testo le nuove Nike Flyknit, letteralmente «maglia volante», senza cuciture. Altro che il fuso, l’arcolaio e le matasse della nonna. «Stiamo lavorando sull’anima, o Dna, dei fili di lana», svela l’industriale .

    «Obiettivo: elevare le prestazioni del filato in termini di impermeabilità e traspirabilità, mantenendone invariato l’aspetto naturale che piace tanto in tempi di virtualità». Una vera operazione di transgenesi. Del resto il primo caso di clonazione non è stato quello di una pecora, in arte-biologica, Dolly? I gioielli Collier, orecchini, bracciali e spille completano il look Prada con un’allure vintage. La nuova collezione di gioielli per la primavera 2015, infatti, interpreta in chiave contemporanea le forme e l’eleganza dell’alta gioielleria. Si tratta di sottili strutture, realizzate con un processo di microfusione, sul quale incastonare cristalli e zirconi che ricalcano fedelmente i colori delle pietre preziose: zaffiri, rubini e smeraldi (già in boutique)


  3. «Gli occhiali per gli uomini sono la nuova cravatta»

    dicembre 16, 2014 by Francesca

    «Una volta era la cravatta, ma oggi che a portarla siamo rimasti in pochi, a darti stile (e notorietà) è l’occhiale». Gildo Zegna, amministratore delegato dell’azienda leader mondiale dell’abbigliamento di lusso maschile, commenta così il lancio della prima collezione Eyewear Emernegildo Zegna, prodotta e distribuita dal gruppo Marcolin. Occhiali da vista e da sole che subito fanno pensare a un uomo capace di far dell’eleganza uno stile di vita. Due le collezioni, una più commerciale, di gamma medio alta (da 160 a 270 euro) e una linea couture di modelli fatti quasi interamente a mano sotto la direzione creativa di Stefano Pilati (prezzi da 300 a 900 euro).

    La tendenza è chiara: vanno le linee classiche rinnovate da un mix di materiali e lavorazioni ardue. Il risultato è un’estetica contemporanea che però non può più sacrificare la performance. «Gli stranieri usano la parola wearable per descrivere i concetti base: leggerezza e funzionalità, che qui devono sposarsi con stile, tradizione e qualità», spiega Maurizio Marcolin, che nel gruppo acquisito dal Fondo Pai ricopre l’incarico di responsabile delle licenze.

    Rigore geometrico e pulizia delle forme dominano nei modelli prêt-à-porter.
    Quelli rettangolari, definiti «easy to wear» per il confort, restano i più venduti. Quelli da sole sono ritenuti unisex da ragazze di carattere alla Audrey Hepburn. Sono stati creati anche in versione asian fitting , con le alette più lunghe per adattarsi alla morfologia del naso di coreani e cinesi. Messi a punto al computer? «No, frutto di grande esperienza, misurazioni, calcolo di leggerezza e peso», spiega l’esperto. Quando si dice il valore dell’artigiano. «Avere l’opportunità di creare per una azienda simbolo d’eleganza internazionale è uno stimolo ad alzare l’asticella delle cose da fare», sottolinea Giovanni Zoppas, ceo di Marcolin.


  4. Lui di sartoria, lei fantasia lo shopping selettivo con capi senza tempo

    dicembre 15, 2014 by Francesca

    BELLI , utili ma anche sfiziosi, senza spendere follie. A causa della crisi, lo shopping natalizio è forzatamente più selettivo ed oculato. I grandi brand della moda conoscono bene questa tendenza, dettata da un bisogno concreto e per rendere più allettanti gli acquisti limano i prezzi, tenendo alta la qualità. Nella «top list» dei regali di Natale l’abbigliamento per lui, lei e i ragazzi occupa una posizione di rilievo. E quest’anno gli oggetti di culto sono più che mai focalizzati su prodotti di qualità classificati come «timeless», ovvero senza tempo, destinati a stare nei nostri guardaroba per diverse stagioni. Per l’uomo, i pezzi forti sono quelli che hanno a che fare con la tradizione sartoriale del «made in Italy», come, ad esempio, il completo tagliato su misura o il cappotto classico, nella doppia versione super sciancrato o over-size. Il tutto portato con accessori che danno una allure più moderna: dal berretto di lana alla sneaker colorata, dalla zainetto al guanto sportivo. Per l’uomo funziona bene il mix del capo classico sdrammatizzato da tocchi di colore e accenti «street style» mentre per la donna il ventaglio di proposte è molto più ampio e variegato. Alla donna, in vista del Natale, viene proposto il gioco della stratificazioni.

    Un esempio? Il tubino in pizzo, si porta con un piccolo golf in lana e il gilet di piumino dai colori accesi, che a sua volta va indossato con un bel cappotto di taglio maschile o un parka militare, ingentilito da una spilla di cristalli che disegnano un fiore. Ma tra i regali più gettonati per lei non può mancare il gioiello griffato, dall’orologio al bracciale, dall’anello al pendente, collane comprese. Se acquistati per tempo possono essere personalizzati con le iniziali di lei, un servizio questo che ormai viene offerto da quasi tutte le gioiellerie, senza grosse spese aggiuntive. Nella cesta di Babbo Natale destinata ai figli, i regali dai «piccoli prezzi» abbondano per quanto riguarda l’abbigliamento mentre per i cadeau tecnologici si tende a spendere di più anche perché iPad e telecamerine vengono utilizzate anche nei programmi scolastici e quindi hanno una doppia utilità: ludica e formativa. Per i ragazzi come per gli adolescenti, sia maschi che femmine, il guardaroba unisex è ormai una realtà consolidata. E così t-shirt, felpe, sciarpe giganti, jeans (da quelli skinny ai boyfriend), giacconi e pantaloni mimetici, k-Way e piumini, insieme a sneaker e anfibi sono destinati ad essere super gettonati. Ma attenzione, i ragazzi sono esigenti, sia in fatto di marche che di capi di abbigliamento. Mai comprare alla cieca. Per azzeccare il regalo, è sempre bene informarsi in anticipo sul capo preferito.

    PER LEI
    IL SOGNO Bracciali linea T disegnati dalla Amfitheatrof da 940 euro LA GIACCA In pelliccia sintetica foderata, dettagli in finta pelle, H&M 79,99 euro

    PER LORO
    I SELFIE Cavo bastone allungabile, MiniInTheBox 20,15 euro L’ACTION CAM Piccola, gira video in full Hd, anche in acqua Htc Re 249 euro LA SCARPA Con punta bombata e stampe effetto tattoo su pelle, suola carrarmato a prova di pioggia e freddo per le Dr Martens 161 euro LA MANTELLA Giacca in pelo che crea l’effetto pelliccia low cost, Zara 45 euro

    PER LUI
    IL CAPPOTTO Di taglio sartoriale, un capo classico di Emporio Armani 840 euro LO SMOKING Eleganza low cost: giacca, camicia, papillon Ovs 119,97 euro LANA COTTA Giacca in fantasia Tartan, interno tecnico, K-Way 340 euro CAMOUFLAGE Pantaloni per jogging e tempo libero, Adidas 39,95 euro


  5. Dal gioiello al design mille idee per un dono

    dicembre 12, 2014 by Francesca

    A Natale brillano le vetrine dei negozi, le vie e le piazze delle città, gli addobbi sui balconi e nelle case; brillano anche i regali sotto l’albero, se si tratta di gioielli che, al di là del loro valore, acquistano anche un significato simbolico nel dichiarare un profondo amore o una grande amicizia. I doni preziosi sono dedicati alle persone che occupano un posto speciale nella nostra vita: si scelgono per festeggiare ricorrenze importanti, e il Natale lo è a pieno titolo.

    Anelli, braccialetti, orecchini o ciondoli, con diamanti o pietre colorate, dal design classico o minimale, sono gli oggetti del desiderio di tante donne. Per l’uomo ci si orienta di più verso gli orologi, sempre più tecnologici e sportivi seppure dal gusto raffinato, o sui gemelli. Sono regali che, volendo, si possono personalizzare con iniziali, nomi o, nel caso di bracciali rigidi o di anelli a fascia, anche con veri e propri messaggi d’amore.

    Classiche, ma sempre molto gradite sono le penne stilografiche o a sfera: alcune sono un vero e proprio status symbol, nonché oggetti da collezionare e, in qualche caso, si possono personalizzare con le iniziali. Ad esse si possono abbinare altri oggetti da scrivania: agende con la copertina in pelle, tagliacarte o portapenne.

    Tra i regali di lusso rientrano anche i capi d’abbigliamento: in lana, in cashmere, in mohair o in vigogna, ma pur sempre soffici e caldi. Una sciarpa colorata o stampata, un morbido maglione, un cappotto raffinato con un taglio alla moda e, perché no, un caldissimo plaid in cashmere da usare sul divano nelle fredde sere d’inverno o in montagna dopo una giornata trascorsa sulle piste da sci. Per l’uomo si può scegliere un giaccone dal gusto sportivo o qualcosa di meno impegnativo come una cintura in pelle, una cravatta o un portafoglio. Gli accessori, infatti, sono molto richiesti a Natale, anche dai giovani: borse, pochette e scarpe «griffate», così come le custodie per gli smartphone e i tablet in nappa e tessuto, oltre alle valigie e ai borsoni per chi viaggia molto sia per lavoro sia nel tempo libero.

    Lussuosi sono anche gli oggetti di design o i quadri per la casa e le bottiglie di vino. Nel primo caso si può spaziare dai vasi alle lampade di designer famosi, dalle riproduzioni alle stampe delle opere degli artisti preferiti . Nel vino la scelta ricade in genere su etichette importanti, magari di annate che ricordano a chi le riceve eventi come matrimoni, nascite o promozioni di lavoro.


  6. Righe,quadri efiori: l’arte dell’apparire

    dicembre 10, 2014 by Francesca

    Un modello a quadri di Céline; il tema «opltical» non tramonta mai|Le righe dello stilista Gian … «Ma chi indossa questa roba»? Nei perenni corsi e ricorsi di moda e mode la domanda si riaffaccia prepotente. E se una ventina d’anni fa, da contraltare alla parola d’ordine «sobrietà» che dominava nelle sfilate dei grandi stilisti, si facevano rivivere gli anni settanta (ma guarda) mentre era in ribasso il grunge («…quello stile che ti fa entrare in una boutique e uscire col portafoglio vuoto, agghindato da straccione») e si univano righe e fiori a scozzese, ecco ora il tutto rilanciato: accentuato, in un miscuglio in netto contrasto con la superba eleganza e attualità dei pantaloni ampi di velluto nero con giacchino doppio petto e piccola cintura o con la blusa morbida, ampia, grigio perla accompagnata da pantaloni neri alla caviglia di Armani. Oppure del classico tailleur nero con giacca a bottoni oro di Versace così come del completo pantaloni – pure questo nero- con originale giacca ad arabeschi dorati di Genny per donne che vogliono «vestire».

    Per chi, invece, vuole apparire nella hit parade dello stravagante ed eccessivo – con la morte non indolore di ciò che un tempo era definito eleganza e buon gusto, netta antitesi di quelle che ancor oggi sono ritenute «icone» di stile quali Jacqueline Kennedy, Audrey Hepburn, Grace Kelly, Consuelo Crespi – torna il grunge (non sembra siano trascorsi venti anni!) fra miniabiti finti straccioni, bomber e tronchetti. E poi ecco le righe: quelle righe che dal tempo degli egizi (col pano e il kalatis femminile), dei greci (col kitone e il raffinatissimo peplo) e poi via via su calze e pantaloni, gonne e copricapo, se non a fili d’oro su damaschi a fondo scuro (ma anche per l’abbigliamento di mongolfiere, tendoni e sedie a sdraio…) si rincorrono, inseguono, siglano l’abbigliamento. Righe sottili, a materasso, zebrate, alla marinara, gessate, regimental, bajadera (tanto in auge negli anni ’30!), optical, «spaziali» ora vogliono imporsi non su abiti per lo più estivi, ma in «veste invernale» su maglioni, abiti, giacconi, cappotti, cappe, mantelli e plaid a mantella (che sembrano presi da pellerossa, rancheros, campesinos) nei quali ecco le signore righe unite a quadri, fiori o pois d’ogni dimensione in quel filone-moda che si vuol definire etno-chic.

    Dimenticando che i «pezzi» autentici sono splendidi, le pseudo imitazioni un guazzabuglio. Come d’ogni dimensione e tipo sono i fiori che vorrebbero portare nell’abbigliamento un tono di allegra freschezza mentre in molti casi sono su copri-corpo informi,, tristanzuoli se non deprimenti. Esempio: tronchetti,gonne fiorate alla caviglia, blusa di maglia a rigone orizzontali e pois, pseudo poncho a quadri e scozzese multicolori: e molto coraggio ad indossarli, uno sull’altro. Sono rock, dice qualcuno; sono crack, dicono altri. Ma ecco pure i quadri che, netti o sfumati, dai più microscopici piede-de-poule ai damier per arrivare ai motivi scozzesi, lasciato l’ aspetto piacevole vogliono imporsi nei modi più stravaganti, pure loro accostandosi, unendosi, fondendosi con mille altri motivi e in mille colori. Quei colori che dominano negli abiti-quadro, amando riprendere geometrie, grafismi, motivi ispirati a quadri di Frida Kahlo, Sonia Delaunay, Mondrian, Balla: anche mescolati fra loro. Intanto vi è chi, sospirando -per risollevare lo spirito, riposare la vista- corre ad aprire il guardaroba togliendovi e indossando l’amato intramontabile e sicuro tubino nero, o l’altrettanto sicuro tailleur pantaloni, che banali non sono se rinnovati di volta in volta con interessanti accessori. Definiti «di sottile fascino» in quel tutto-nero amata da Chanel addirittura esaltato in una mostra al Metropolitan Museum di New York. Che sollievo!


  7. 10 must della settimana

    novembre 20, 2014 by Francesca

    caldo La maglia a collo alto fa parte della collezione Pin Up , una linea di pullover che esalta la femminilità ( United Colors of Benetton , € 69,95).

    minimale Sofisticata, pratica e metropolitana: è la nuova it bag in pelle martellata, con tracolla in catena regolabile (Calvin Klein Platinum, € 234,90).

    edizione limitata Sulla montatura sbocciano fiori di cristalli Swarovsky: dalla collezione Enchanted Beauties ( Dolce & Gabbana Eyewear , € 2.017).

    femminile In vendita online e da 10 Corso Como, a Milano, la collezione della stilista vincitrice dell’ Emerging Designer Award 2013 ( J Brand/Simone Rocha , € 320).

    rock Tacco a stiletto e un gioco a incastro di fibbie per gli stivaletti in nappa dallo stile grintoso ( Ash , € 299).

    RétRo contempoRaneo Gli orecchini Tribale in palladio, impreziositi da cristalli grigi e una perla in resina rosa, sono iper chic ( Dior , € 440).

    RitoRni È la riedizione dello storico modello Dodicidodici , creato nel 1959: chiusura a molla, in vitello colorato e dettagli in cavallino ( gherardini , € 1.416).

    10 metRopolitani I jeans da avere sono i cinque tasche dalla vestibilità comoda, sdruciti ad arte ( Jacob Cohën , € 320).

    stile college Sembra rubato al guardaroba maschile il cardigan, in misto lana, con toppe e righe. Perfetto su una gonna a pieghe ( oVs , € 26,99).

    bon ton La ballerina con cinturino alla caviglia e piccole borchie sceglie una fantasia animalier (Tod’s, € 590).


  8. E venne ancora il turno del piumino

    novembre 4, 2014 by Francesca

    In Toscana il freddo vero, quello che “taglia” la faccia, arriva quando soffiano i venti da nord. E allora un bel piumino è quello che ci vuole, per stare al calduccio e ripararsi nel caso cada anche qualche goccia di pioggia. E visto che il nostro territorio esprime grandi griffe e laboratori dove la moda si fa dall’A alla Z, nel senso che al percorso creativo segue anche la manifattura, ecco sbocciare i piumini couture che sfilano sulle passerelle. Fra questi troviamo quelli del marchio Peuterey, azienda che ha sede ad Altopascio dove il direttore creativo Riccardo Coppola, livornese doc, ma carrarese di adozione, disegna e realizza i piumini multitasking e confortevoli che hanno conquistato i mercati di mezzo mondo. Innovazione e creatività, tecnologie all’avanguardia per tessuti e imbottiture, ed ecco che il piumino si destreggia alla grande fra inverno e primavera-estate, grazie allo studio delle diverse pesantezze, calibrate sia per il grande freddo sia per difendersi dall’umidità delle sere d’estate quando diventa piacevole avere le spalle coperte in maniera leggera.

    Per questo autunno-inverno, i piumini Peuterey lunghi e corti, sia da uomo che da donna, presentano tagli puliti e impunture capaci di modellare il capo sul corpo di chi lo indossa, come fossero tagliati su misura. Particolare e molto contemporanea, poi, la stampa Duane (nelle varianti in rosso e in blu), che caratterizza i piumini corti e avvitati con allacciatura posteriore, che si ritrova anche su camicie e altri capi di abbigliamento della griffe. Sfogliando il book della collezione troveremo poi modelli in tinta unita che al classico nero oppongono ad esempio una bellissima tonalità di rosso, per piumini che spesso hanno il cappuccio ornato di pelliccia. Le fantasie, poi, le ritroviamo anche nei modelli per la prossima primavera-estate presentata a Milano durante l’ultima settimana della moda. Piumini leggerissimi che traggono ispirazione dai colori pieni e dai sapori piccanti del Nepal.

    Un’esplosione di stampe e motivi caratterizzati da scelte cromatiche decise (giallo, fucsia, blu, verde…) per trovare stampe floreali che sembrano rubate alla tradizione della pianura del Gange mentre lo spolverino peso piuma mescola il blu marino dell’esterno con fodere che fanno risplendere tinte come il giallo zafferano, il verde cardamomo e il rosso paprika. Non mancano poi il parka e la mantella con cappuccio waterproof per difendersi dagli acquazzoni improvvisi di mezza estate. Le linee per la bella stagione ricordano quelle a trapezio e per i capi più leggeri sposano anche la fantasia a quadrettini Vichy. «Abbiamo pensato ad una collezione confortevole, ma con una suggestione esotica ispirata, come accennato, ad un viaggio in Nepal – spiega il direttore creativo Riccardo Coppola – Per questo abbiamo pensato a dettagli inediti, giusto compromesso fra creatività, tecnologia e praticità quotidiana»


  9. Camicia bianca vizi e virtù

    ottobre 28, 2014 by Francesca

    A prima vista l’abbigliamento maschile appare noioso. I capi fondamentali sono più o meno sempre quelli e i guizzi sono rari e guardati con sospetto, almeno che non provengano da qualcuno (e sono assai pochi) che genialmente sa fondere un’originale e mai troppo smaccata affettazione col senso pratico. Quest’ultimo, infatti, sembra essere la caratteristica portante del guardaroba di lui e non fa eccezione nemmeno la camicia, nata per proteggere dal corpo i vestiti costosi e più difficili da smacchiare. Per amore del contrasto, caratteristica che accumuna il basilare senso estetico degli uomini, si preferirono da subito bluse chiare, che spiccassero sotto l’abito scuro. Il bianco è stata la tinta prediletta, ma anche la più difficile, visto che richiede di essere sempre immacolata per richiamare una mistica investitura ultraterrena oltre che sottolineare che si compie un lavoro di testa e non di schiena.

    LA CASACCA DI COLIN Sì, è vero, quella di James Bond non è sempre candida, ma rimane virilmente attaccata al corpo del suo proprietario senza sgualcirsi troppo. Altro caso a parte è quello di Darcy in “Orgoglio e Pregiudizio”. Il serial della BBC spinse Colin Firth con una casacca bagnata e stropicciata fuori da uno stagno e dentro il cuore di molte donne. I comuni mortali devono evitare tali estremi e avere cura di freschezza e collo. «Ormai è molto trasversale – ammette Mario Dell’Oglio, presidente della Camera Italiana Buyer Moda – e si indossa quando non si sa cosa mettere, perché non si sbaglia. Nel bene o nel male». Ma i dettagli sono importanti. Così, Dell’Oglio consiglia di puntare su un collo doppio, che sta bene con o privo di cravatta, rimanendo aperto senza rimpianti. Questa zona, poiché è una delle poche insieme ai polsini sempre in mostra pur con giacca o maglione, è sotto i riflettori anche per Brooks Brothers. «La camicia bianca è un classico immancabile – specifica Luca Gastaldi, amministratore delegato del brand – Per noi è intramontabile il collo button down, che ormai si usa anche con abiti da businessman. Fu proprio John Brooks a introdurlo nel XIX secolo, ispirandosi al gioco del polo, dove le ali del collo erano tenute ferme da bottoncini per evitare che sbattessero in faccia al giocatore».

    TRAMA E ORDITO Anche le piccole pences tra manica e polsino, sei e non di più, sono un segno distintivo della griffe, che spazia dai fit più ampi a quelli più slim, da scegliere non solo in base alla corporatura ma anche per l’occasione. «Tessuti piatti – continua Gastaldi – sono adatti al formale da giorno. Gli operati sono per la sera, tranne l’Oxford, che può avere un effetto vagamente melange grazie a una tessitura con ordito bianco e trama colorata». Una tecnica molto usata anche da Jean-Claude Colban di Charvet, maison parigina famosa per le camicie dal 1838: «Se si nota la tonalità c’è un problema, ma l’effetto che si crea dà un diverso spessore al bianco glaciale». Con le tonalità stava per fare un grande errore da ragazzo Glen O’Brien, celebre censore dello stile maschile: «La camicia bianca fa parte di quei capi immancabili. Me la fece conoscere mia nonna, Flora McGinty, quando al primo appuntamento avevo intenzione di indossare una blusa rosa. Fortunatamente mi cambiai, perché il bianco ha un’aria corretta e rispettosa».

    Proprio per questo è «fondamentale – secondo Ermanno Scervino – e da indossare con un blazer sartoriale». Al di là delle tonalità, un altro errore da evitare secondo il sarto d’alta gamma Angelo Inglese è utilizzare una casacca sportiva con abbigliamento formale e viceversa. «Non a caso abbiamo introdotto come tessuto anche lo chambray bianco, che deriva dal jeans». Con le stoffe gioca molto anche Canali: «Popeline e pregiata mischia di cotone e seta per la sera – specifica Elisabetta Canali, Group Communication Director – e per il giorno tela stretch o jacquard di piquet, con colli piccoli o da smoking, ma da indossare anche coi jeans». I colletti, invece, sono ampi, alla francese, da Angelo Nardelli, che li abbina a fit più o meno asciutti e a cotoni pregiati. Perché quando si indossa una camicia bianca cambia tutto. «Mi sento bene, ho la sensazione di affondare in lenzuola fresche e croccanti» afferma Tom Ford, uno che del capo in questione se ne intende e lo indossa frequentemente.


  10. Rosa dei Venti sul quadrante l’orologio è un’opera d’arte

    ottobre 23, 2014 by Francesca

    SEMPRE COLLEGATO Ultima versione nella collezione Edifice di Casio. Il nuovo modello si segnala sia per essere compatibile con gli smartphonepiùevoluti,siaperessere a carica solare e quindi non ha bisogno di pile. La cassa (48 mm), in acciaio come il bracciale, è impermeabile fino a 100 metri e il movimento al quarzo, a piena carica, è in grado di funzionare per 33 mesi anche sel’orologio è al buio.Si collega e dialoga con lo smartphone tramite Bluetooth (in genere in un raggio di due metri ) ed è in grado di offrire diverse funzioni, come il calendario completo, data e ora, ora legale e ora mondiale, cronometro, allarme, verifica nuovi messaggi email e altro ancora. La precisione della misurazione del tempo viene assicurata in un range di 15 secondi mensili e il prezzo indicativo è di 299 euro.

    ULTRACLASSICO Tutta giocata sui dettagli e sui colori neon la collezione Classic Round Pop diTimex,unnome che ai meno giovani evocherà i famosi orologi degli anni ’60, economici e indistruttibilioquasi.Anche questimodelli sono molto minimalisti e con un design estremamente semplice. Azionati da movimenti al quarzo e con la cassa (40 mm) in acciaio, sono disponibili in tre versioni che differiscono per dettagli, come il colore del quadrante e dei cinturini, sempre con profili neon. Resistente all’acqua fino a 30 metri, il modello costa poco comegli antenati: 69 euro.

    ROSA DEI VENTI Un altro grande esempio dell’arte artigianale di Zannetti è costituito dalla collezione Compass Rose: una serie di modelli con cassa (47mm) realizzata in acciaio lucido o nero e caratterizzata dal quadrante, con incisa la Rosa deiventi, realizzato in bronzo inciso a mano, oppure ricavato da una zanna fossile di mammut. In questo caso, l’avorio, dopo l’incisione,viene ricoperto di smalto con diversicolori. Un orologio molto particolare, con ogni esemplare in edizione limitata o unica proprio per la manualità che comporta, e con la grande cassa anch’essa di ottimo design. Il movimento è un calibro svizzero automatico .