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‘Articoli da regalo stravaganti’ Category

  1. Neoprene & co. i nuovi materiali formato unisex

    gennaio 29, 2015 by Francesca

    Uomo è unisex. È il più importante salone internazionale di abbigliamento maschile a livello internazionale ma sempre più sta aprendo le porte anchea una nicchia di moda femminile. Non solo le aziende dell’abbigliamento Uomo portano frequentemente nei loro stand, accanto alle intere collezioni maschili, anche alcuni capi donna. Perché i compratori possano scoprire le novità in anticipo sulle manifestazioni di moda femminile. Ma la fiera fiorentina affianca all’Uomo una sezione espressamente dedicata alla Donna. Pitti W, Pitti Woman.

    Sono una settantina di collezioni scelte tra quelle di nicchia più originali e innovative. Da cui si scopre la passione della moda femminile per i materiali tecnologici che tengono gonfie le gonne svasate o danno corpo a tubini o cappotti. Come il tessuto scuba che Es’Gieven usa per deliziosi spolverini, cappotti, abiti o gonne. O il neoprene di scarpe, abiti e borse di La Fille des Fleurs. La tecnologia seduce anche l’uomo e Peuterey inserisce interni tecnici staccabili, zip idrorepellenti e tasche nascoste nei capispalla della collezione dedicata al fotoreporter.

    Ma il gusto femminile è anche etnico e anni ’70. Manila Grace sfila ieri pomeriggio e propone capi che ricordano il Messico e ripesca i pantaloni a zampa d’elefante. Impazzisce, poi, per decori, colori, fiori, tessuti leggeri e trasparenti e tutto quanto luccica come gli strass o le paillettes con cui la linea “Shine Baby Shine” di Pinko ricopre le sneaker in neoprene. O i colori pop con cui Gherardini riedita la storica borsa “Bellina” per festeggiare i suoi 130 anni di vita.


  2. Il guardaroba può diventare «veg»

    dicembre 30, 2014 by Francesca

    La moda è per tutti, anche per i vegani e se c’è un bollino a segnalarti i capi adatti, tanto meglio, si evita di dover consultare tutte le etichette e si risparmia tempo. É il «Guardaroba veg’ì», l’iniziativa partita da Torino grazie alla vegan fashion blogger, Stefania Sergi che svela qualche piccolo trucco per rendere più semplice lo shopping per i vegani. L’idea, prima del blog e poi dell’iniziativa, «nasce dalla mia passione per la moda e dalla difficoltà, essendo vegana dal 2012, di dover leggere le etichette di tutti i capi di abbigliamento, per poi magari scoprire di non poterli indossare». L’adesione al progetto «Guardaroba veg» è gratuita e così ai negozianti viene fornito un cartellino che indica che il capo è «100% Vegan» e un adesivo da apporre all’esterno del negozio. Attualmente «sono una cinquantina i commercianti che hanno aderito». L’iniziativa sta prendendo piede anche in altre città: da Roma a Salerno fino a Palermo. «Sono partitadai piccoli artigiani, ma ci sono anche atelier e sartorie», racconta Stefania che, oltre a certificare i capi, «offrono la possibilità di richiedere la personalizzazione dei capi non vegan con il tessuto più adatto».

    Oltre a facilitare la vita di chi sceglie lo stile di vita vegano, l’iniziativa tenta di fare anche un po’ di chiarezza: «c’è ancora molta confusione. Si pensa che per essere veg un capo debba essere di qualche tessuto particolare ma non è così». Dalle fibre naturali, come cotone e kapok, a quelle artificiali e sintetiche: sono tanti i materiali alternativi a quelli di derivazione animale ‘amici dei vegani’. Per fare un po’ di chiarezza nasce l’opuscolo «Vestire vegan» realizzato dall’associazione AgireOra Edizioni in collaborazione con StilEtico, il primo sito italiano di recensioni e segnalazioni di moda cruelty free. Oltre a pelle, cuoio e pellicce, i materiali che possono trarre inganno e che invece vanno evitati accuratamente sono lana, seta, piume. É da valutare sempre anche l’ecopelle. Di solito si tratta di pelle sintetica ma è sempre necessario controllare la composizione, non basandosi solo su questo termine che spesso viene usato per indicare la pelle animale conciata con metodi ‘ecologici’. I tessuti «vegan friendly» invece si possono suddividere in fibre naturali, sintetiche e artificiali.

    Per le fibre naturali la scelta va dai più comuni cotone e lino fino alla kapok, fibra totalmente biologica, particolarmente indicata per chi soffre di allergie. Le fibre artificiali sono fibre sintetiche, ma realizzate a partire da materiali presenti in natura, come la cellulosa. Si va dalla viscosa al lyocell, tessuto resistente e traspirante che prevede un processo di produzione poco inquinante. Infine, ci sono le fibre sintetiche, ottenute da composti chimici derivati dal petrolio e sono: poliestere, poliammide, elestan, acrilico e modacrilica. Vestire veg, dunque, si può e a tutti i prezzi: «Vestire etico purtroppo costa ma è facile trovare capi adatti ai vegani anche nei grandi rivenditori o al mercato». E per chi proprio non ha un buon rapporto con la moda basta ricorrere ai consigli dell’esperta. Ma chi si rivolge alla vegan fashion blogger? «La fascia di età va dai 25 anni in su: donne, ma anche uomini».


  3. LE COVER PIÙ BELLE DEL REAME

    ottobre 31, 2014 by Francesca

    Perfetta per un autoscatto, ma anche per rifarsi il trucco. Non ha nulla da invidiare a uno specchio rubato alle principesse delle fiabe, ma altro non è che una cover per smartphone, griffata Moschino. Piace a Paris Hilton, che l’ha sfoggiata la settimana scorsa sulla passerella, tutta in rosa, della casa di moda milanese. Come da copione, la prima modella ha sfilato sulle note di «Barbie Girl» degli Aqua: tra tailleur fucsia, completi da casa con tanto di asciugamano in testa e outfit da viaggio zuccherosi la donna Barbie di Jeremy Scott popola il mondo fantastico di Moschino. Tra gli accessori, borse a forma di impianto stereo portatile e pochette a cuore, anche se l’oggetto del desiderio che ora tutti vogliono è lei, la nuova cover a forma di specchio. Diventerà più famosa di quella con le patatine? Presto per dirlo, anche perché Moschino ha già sfornato una serie di collezioni capaci di far innamorare ragazze di tutte le età, come quella dedicata a Oca Luisa, degna compagna di Gennarino l’orsetto e Agostino il Panda. Ancora una volta tra le prime fan della nuova cover ci sono Chiara Nasti e Chiara Ferragni, fashion blogger italianissime dal seguito internazionale.

    Saper vestire il proprio smartphone non è solo importante, ma irrinunciabile: che piaccia oppure no, è un accessario destinato a mettersi in mostra dappertutto, anche sul tavolo del ristorante. Se però la cover a forma di specchio vi pare troppo impegnativa, potete lasciarvi tentare dalla collezione dai toni e riflessi metallici di Marc Jacobs, dalle tigri iconiche e dai disegni floreali della casa di moda francese Kenzo oppure dalle fantasie delicate e dai toni pastello della designer newyorkese Kate Spade. Pazzi per il vintage? Non mancano neppure le proposte per nostalgici, come i per molti mitici mattoncini Lego di Urban Outfitters, che quest’anno lancia una collezione con cover effetto legno e stampe che ricordano le fantasie psichedeliche degli Anni Settanta.


  4. L’eleganza che nasce dal surf

    ottobre 21, 2014 by Francesca

    «SE qualcuno compra una tavola sicuramente comprerà anche una maglietta»: partendo da questa semplice intuizione Roberto Ricci, ex campione di windsurf, è finito sulla cresta del business. Il suo brand, RRD, Roberto Ricci Designs, nato per un target di sportivi esigenti, è oggi un marchio fashion. Tra i primi al mondo per tavole da surf, che vende anche agli americani e australiani considerati maestri in questi sport, ha sviluppato una linea di abbigliamento consacrata al Pitti Uomo di Firenze un paio di anni fa.

    Magliette, calzoncini, giacche e spolverini. Ora affronta l’inverno con un piumino che ha per testimonial Alessandro Benetton, grande amico di Roberto Ricci e grande appassionato di surf. Cinquant’anni, di Grosseto, Roberto Ricci fin da ragazzo ha assecondato la sua passione per il mare che l’ha portato in giro per il mondo. Grazie agli sport acquaticiè diventato un campione ma, soprattutto, un imprenditore. Ha iniziato facendo lo shaper, colui che progetta e realizza tavole. «Un lavoro che si fa a mano, prova dopo prova, col metroe la carta vetrata», racconta. Figlio di una sarta e di un carrozziere, ha ereditato dai genitori il sapere artigiano e poi alle Hawaii è andato a scuola dai guru del settore.

    Prova, ritocca, perfeziona: a forza di scartavetrare ha sviluppato un’idea vincente, fare di una tavola un oggetto bello e fashion, ma in grado di garantire risultati. La perf-romance, come la chiama lui, il matrimonio tra la performance e lo stile: «Una forte attenzione per il dettaglio, la tecnologia, i nuovi materiali ma secondo un lifestyle improntato all’aria aperta, alla libertà», spiega. Design e manifattura sono indissolubili. Anche quando ci si tuffa nel mondo hi tech dei windsurf e dei kitesurf. Oggi ha preso il largo il Sup, Stand Up Paddle. Ecco il taglio dei pantaloncini per non sfregare, assecondare i movimenti e proteggere. La lycra per le maglie, le giacche. Onda su onda, sono nati capi colorati, agili nelle linee e confortevoli. Così il Made in Italy ha preso il largo.


  5. Con la legge della giungla l’eleganza vince

    ottobre 13, 2014 by Francesca

    No, non è il look da femme fatale che esibiva negli anni Cinquanta Ava Gardner, eletta dalla stampa il «più bell’animale del mondo». E neanche quello trash amato dalle star del glam rock. Il nuovo animal print prende le distanze da esplicite sensualità per diventare ironico e concettuale. A dimostrarlo ci sono grife emblematiche del less is more come Giorgio Armani e Céline, che lo hanno rivisitato in maniera elegante. Prima di loro, a rileggerlo in modo inusuale c’erano stati lo stilista austriaco Rudi Gernreich e Valentino. Il primo, dopo aver fatto scandalo presentando il primo monokini della storia della moda, lanciò (nel 1966) spiritosi total look maculati da capo a piedi (scarpe comprese). Valentino invece esplorò alla metà degli anni Sessanta l’elegantissima stampa girafa, dopodiché non si fermò più, al punto da venir soprannominato (dal Toronto Star , nel dicembre del 1987) «Re della giungla della moda». La strada tracciata dalle loro orme si ricongiunge idealmente (con un tocco di ironia in più) anche lo stile di Jacqueline Kennedy. Famosa per il suo gusto nitido e lineare, la first lady donò al leopardato una dimensione bon ton e al tempo stesso sopra le righe.
    In qualche modo simile a quella di Ken Scott, lo stilista americano (ma trapiantato in Italia) famoso per le sue fantasie floreali che si cimentò spesso con l’ animal print . Come quando nel ’68 organizzò Il circo di Ken, una collezionespettacolo dove nei panni del domatore ammansiva le sue mannequin vestite con abiti «felini». Tuttosommato non così diversi da quelli che ritornano in primo piano nella moda di oggi.

    1 Mocassino in cavallino con inserti in vernice di Fratelli Rossetti . 2 . Cappello maculato in feltro taupé di Catarzi . 3 Twiggy Bag : borsa in pelle e cavallino di Furla . 4 Abito a kimono in maglia jacquard di Angelo Marani . 5 Cappotto in alpaca jacquard di Salvatore Ferragamo . 6 Maglia in mohair e gonna in cavallino di Sportmax . 7 Cappotto in velour di lana stampato di Liu-Jo . 8 Cappotto in lana stampata di Twin-Set Simona Barbieri . 9 Piumino con zip e tasche a fletto di OVS . 10 Cappotto stampato di vitello efetto cavallino di Gucci . 11 Cappotto in lana jacquard di Céline


  6. H&M e Cartoon Network creano la t-shirt di “Adventure Time”

    ottobre 7, 2014 by Francesca

    Al via la partnership tra Cartoon Network (canale 607 di Sky e 353 di Mediaset Premium) e la multinazionale svedese di abbigliamento H&M per il lancio sul mercato di un’esclusiva linea di t-shirt ispirata alla serie “Adventure Time”, vincitrice come miglior serie d’animazione agli Emmy Awards e al Bafta (British Academy of Film and Television Arts). La collezione di magliette, disponibili nelle taglie maschili per bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni e adesso in vendita in esclusiva sullo store online di H&M e nei negozi di tutto il mondo, ripropone i protagonisti Finn e Jake e tutte le frasi più celebri della serie, che, come appena annunciato da Cartoon Network, proseguirà fino alla settima stagione, dopo il successo di audience che la serie tv ha registrato a livello mondiale. Adventure Time ruota attorno alla storia di Finn e Jake, due amici che attraversano la magica terra di Ooo e si imbattono nei suoi bizzarri abitanti. Creata da Pendleton Ward e prodotta da Cartoon Network Studios, la quinta stagione di “Adventure Time” è al momento trasmessa in Europa, nel Medio Oriente e in Africa, mentre la sesta stagione sarà disponibile nell’area Emea a inizio primavera 2015.


  7. La giacca? Fatta con i tappi di plastica

    settembre 26, 2014 by Francesca

    L’estate se ne sta andando, ma già si pensa (sperando che dal punto di vista meteo sia migliore di quella appena passata) a quella del prossimo anno. O meglio, come indica il glossario della moda, alla primavera-estate 2015. In questi giorni a Milano va infatti in scena il grande show delle passerelle sulle quali sfilano abitini leggeri, giubbini colorati, sandaletti, e colori solari: tutto quello che indosseremo a partire dalla fiune di marzo. Già da New York e Londrea sono arrivate le prime indicazioni sulla moda che verrà quando tornerà la bella stagione: come sempre ci saranno tocchi nautici, fra vele e mare (vedi i modelli Lacoste), colori vitamici ma anche il minimalismo del bianco e nero spezzo spezzato da lampi di colore (blu cobalto, rosso papavero, giallo luminoso e verde menta, come visto da Milly). In attesa di tirare le fila delle collezioni che sfilano sulle passerelle milanesi e delle presentazioni nei vari showroom, guardiamo cosa ha da dire per la primavera-estate la griffe Lardini che prosegue con attenzione (visto il Dna maschile presente nel marchio) lo studio della giacca, aggiungendo una capsule di pantaloni, gonne, abiti, camicie e T-shirt che esaltano il mood fresco e delicato della collezione.

    E inoltre la griffe guarda all’uso di materiali insoliti, come la plastica riciclata. Le giacche risultano costruite e molto sartoriali; hanno linee e volumi femminili che si alternano a capi classici destrutturati e d’ispirazione maschile. Per la bella stagione la collezione si arricchisce con nuovi modelli di giacca versatili sia per il giorno che per la sera, con dettagli preziosi fra rouches e tocchi (lievi) di lurex e paillettes. «La palette dei colori – dicono da Lardini – ricorda un tramonto estivo tra le dune in riva al mare, grazie ai delicati e cipriati colori pastello come il rosa e l’azzurro, ai caldi e naturali colori ecru e sabbia e al sempre elegante blu declinato nelle sue tonalità più sobrie e classiche fino ad arrivare a quelle più grintose e fresche degli indaco. Per concludere i colori gioiosi delle giacche tinte, come il rosa fragola, il verde brillante e il giallo luminoso». Per difendersi dal caldo, prima lieve della primavera e poi afoso dell’estate, la scelta della griffe cade su tessuti di lino e cotone dalle stampa esclusive, divertenti righe e lavorazioni jacquard multicolore.

    Ma c’è anche il progetto reversibile e sostenibile RVR Lardini donna che propone per la primavera estate 2015, sette capospalla dove il tessuto naturale, in cotone o lino, è abbinato al tecnico water repellent che è ottenuto dal riciclo di tappi di bottiglie di plastica, e con una delicata stampa a micro pois. Oltre allo spolverino, al parka, al trench doppiopetto e alla sahariana, ecco in collezione il capo che si converte in due modelli ovvero giacca dal lato del tessuto naturale e field jacket dal lato del tessuto tecnico. Quindi due nuovi modelli più sportivi: un bomber con cappuccio e bordi in maglia e un leggero piumino con le maniche corte.


  8. Da SpongeBob a Woodstock è cartoon-mania

    settembre 19, 2014 by Francesca

    È stata un’intuizione geniale, quella della maison Moschino, di affidare la creatività del marchio a Jeremy Scott, designer americano votato alla cartoon-mania. La nuova collezione ha colpito nel segno: la fumetto-mania non è più un trend riservato esclusivamente ai teenagers ma ha contaminato anche i grandi. Moschino, questo autunno-inverno, è l’emblema della tendenza grazie al suo cartoon SpongeBob. Che con il suo giallo-nero e le sue grafiche pop diventa il portafortuna della stagione. Insieme a una miriade di personaggi da cartone animato, presi in prestito dalle confezioni di junk food per bambini. Si chiamano Mr Funtastik, Cheesy Bits, Froggy Loops e Dandy Candy. Si muovono sulla seta e sul cady delle costruzioni couture: sono gonnoni giganti gonfiati di crinolina, corsetti dalle maniche a sbuffo, cappe dalla fodera popcorn e abiti da ballo. SDRAMMATIZZARE Stesso feeling da Fay, il brand capitanato dal duo Aquilano e Rimondi che fa di Woodstock (l’uccellino giallo e maldestro amico di Snoopy) il suo nuovo marchio di fabbrica. Applicato e disegnato su cappotti e maglie dal sapore prettamente brit ha la capacita di sdrammatizzare anche i capi più rigorosi. Perfino Chanel subisce il fascino di scritte dal sapore manga o che ricordano i fumetti degli anni ’80.

    Per questa stagione, infatti, le borse, ideate da Karl Lagerfeld sono ricoperte di maxi scritte e numeri applicati su macro etichette dai colori sgargianti. La passione per personaggi dei cartoni, fumetti e affini non è una novità in casa Au jour le jour. Il marchio disegnato da Mirko Fontana e Diego Marquez moltiplica sagome dei puppy su cappottini dagli innesti in vinile glossy e mini dress effetto lapin, nelle maxi spille da appuntare su robe manteau e mini salopette o nei ricami sparkling di mini dress in duchesse di seta. Bretelle trompe l’oeil decorano abitini dalle linee sixties, da indossare con calze parigine e sleepers in cavallino dal tacco a stiletto. MAXI CIGLIA La maglieria è lavorata a punto pelliccia, i capispalla super pelosi nascondono bluse dalle ruches esplosive e t-shirt dalla stampa a bocca, marchio di fabbrica del marchio che i due designer reinterpretano applicando decori gioiello a mo’ di apparecchio. Sembrano uscite dal mondo dei fumetti giapponesi le donne immaginate da Yohji Yamamoto. Hanno capelli raccolti in ragnatele colorate e maxi ciglia disegnate ai lati degli occhi, amano indossare abiti over con stampe multicolor. I pattern sono i più stravaganti come le macro gemme colorate e i grossi draghi cinesi quando il designer non preferisce occhi e bocche che vengono stampate in 3d su macro capispalla da portare con abiti minimal.


  9. I dieci colori che faranno tendenza in autunno

    settembre 3, 2014 by Francesca

    L’estate è tutt’altro che finita, ma la moda guarda avanti. I negozi da tempo propongono le nuove tendenze dell’autunno e dell’inverno. Ecco le 1o tinte che andranno di moda la prossima stagione. 1. Sangria – Un rosso esotico che evoca un senso di elegante avventura e destinazioni lontane. Perfetto per abiti da giorno, gonne e anche magliette da mettere sotto la giacca. 2. Aurora Red – Una variazione di tonalità ancora più sofisticata ed elegante, che vi farà risaltare in mezzo alla folla. 3. Mauve Mist – Dalle note più sognanti, questo color lavanda sembra voler accostarsi al cielo autunnale. Questa tonalità sarà la prescelta dalle donne romantiche e raffinate. 4. Radiant Orchid – Il colore dell’anno continua a imperare anche il prossimo autunno. 5. Cypress – Un verde molto profondo, potente e intenso. Provate con delle gonne o dei pantaloni, questo colore è perfetto anche per i maglioni. 6. Bright Cobalt – Passando alle note del blu, questa tinta ridona luce e brillantezza ai vostri capi. È in grado di attirare l’attenzione e di distinguersi rispetto a tutte le altre tonalità. 7. Royal Blue – Il prossimo autunno inverno andrà di moda anche questo blu intenso che ricorda i colori utilizzati dai marinai sulle navi. È il colore giusto per i jeans o i cappotti.

    8. Aluminum – Sia per il Bright Cobalt, il Sangria, il Cypress e il Royal Blue, andranno di moda le sfumature metalliche. 9. Cognac – Una sfumatura calda tipica dell’autunno, che ricorda il legno, il colore delle cortecce degli alberi e delle foglie che cadono. Scarpe, berretti, sciarpe e maglioni di questo colore sono sempre di moda. 10. Misted Yellow – Simile al colore di un raggio di luce caldo che filtra dalle nuvole, questa tinta brillante porta un po’ di ottimismo e allude a una primavera che arriverà. Da abbinare, se possibile, al Cognac, questa sarà la vera tinta di tendenza dell’autunno inverno 2014-2015. La moda inverno 2015 fa un salto nel passato e prende ispirazione dai mitici anni 60. Mini abiti con tagli lisci e semplicissimi sono arricchiti da fantasie coloratissime fatte di piccole forme geometriche che giocano tra di loro. Le parole chiave? Minigonna, colore e fantasie retrò. Lo stile preppy detterà le regole in fatto di abbigliamento per tutto l’inverno. Via libera a felpe, abiti con tessuti sportivi, felpe e sneakers. Il tailleur trova il suo spazio tra le tendenze per l’inverno 2015: rigorosamente con i pantaloni, il completo deve ispirarsi ai modelli da uomo ed essere rigorosamente tinta unita. Sotto la giacca potrete restare senza niente per un’uscita sera in cui essere particolarmente sexy, oppure optate per un maglioncino a dolcevita. Tra le tendenze spicca il ritorno della maglia. Maglioni in lana, ma anche i completi: gonne e pantaloni in maglia e dovranno essere indossati con maglia in lana coordinata


  10. La possibilità di vestire normale

    agosto 27, 2014 by Francesca

    INDIVIDUARE le linee guida di una stagione, quelle che condizioneranno gli acquisti e il modo di vestire dei consumatori, non è poi così difficile: basta identificare l’elemento comune tra le diverse collezioni, e partire da lì.
    C’è sempre un punto d’incontro tra le miriadi di proposte in passerella, su questo non c’è dubbio, e non è una questione di interpretazioni o di trend, perché la cosa nasce “a monte”: le sensibilità creative sono spesso simili, e l’esposizione alle stesse sollecitazioni mediatiche non fa che rafforzare i tratti comuni.

    Stavolta poi ci si mette davvero poco a notare come i designer abbiano lavorato con un chiaro, e a tratti inaspettato, pragmatismo: è la vita di tutti i giorni ad avere guidato le loro scelte, e la conseguente consapevolezza che la maggioranza dei vestiti dovrà reggere i frenetici ritmi contemporanei. Finito una volta per tutte il tempo delle bamboline perfette e impeccabili, fa piacere notare quanto abbiano lavorato per avvicinare certi estremi stilistici alla realtà con cui ci si trova a fare i conti; non si tratta di uniformare o diluire i messaggi creativi, idee e azzardi sono rimasti, solo filtrati attraverso un sano realismo. Poco o niente così è risultato scollegato dal quotidiano come spesso accadeva in passato, ed è questo il cardine della stagione.

    Perfetta espressione è senz’altro la prima collezione di Nicolas Ghesquière per Louis Vuitton, arrivata a chiusura del mese di sfilate: un’infilata di pull, gonne al ginocchio e accessori “universalmente” portabili, che hanno avuto l’effetto di far apparire quasi antica la moda futuribile che aveva portato lo stilista alla fama quando era da Balenciaga; e se Phoebe Philo, teorizzatrice della donna contemporanea, ha arricchito la severità dei suoi completi con mono-orecchini di ciondoli e cristalli (decori insoliti per lei), è stato Karl Lagerfeld che ha reso il concetto al meglio e senza giri di parole. La società vuole abiti “normali”? E lui da Chanel fa allestire un supermercato, con le modelle in tuta e pullover bucati; simbolo della collezione sono le sneakers, da lui già utilizzate nella haute couture: e cosa c’è di più quotidiano di un paio di scarpe da ginnastica?

    Ma gli esempi sono tanti, dall’umile shearling che si sostituisce alle pellicce più pregiate ai giacconi da escursione trasformati in capispalla da città. I più nostalgici guardano agli anni ’60, svelti e asciutti, e se persino in un tempio del glamour come Dior la collezione ruota attorno ai tailleur da lavoro, il messaggio diventa chiaro: la moda vuole concretezza. Non si tratta solo di esigenze commerciali, ma di un modo per avvicinarsi al pubblico usando il loro stesso linguaggio. In breve, a dominare la moda del prossimo inverno sarà il buon senso: questo sì che è sconvolgente.