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C’era una volta la fatina nel bosco

04/03/2014 by Francesca

LA MATERIA batte l’immagine, la sostanza scalza la pura fantasia. Perché anche la moda di oggi ha bisogno di essere sempre connessa con la realtà, desiderosa di innovare per davvero, privilegiando le emozioni anche tattili. Ma non rinnegando mai il sogno, altrimenti che moda sarebbe? E così nella penultima giornata di Milano Moda Donna è tutto un trionfo di tessuti speciali, pellicce di ricerca, maglieria preziosa, accessori superlusso. Da Dolce & Gabbana si racconta una fiaba intrigante: c’era una volta in Sicilia una fata principessa vestita di stampe di chiavi, forse quelle della torre dove è rinchiusa, coperta di cappe svasate con applicazioni gioiose di scoiattoli, funghetti, fiori, civette, foglie, la testa avvolta in immensi cappucci di volpe un po’ Cappuccetto Rosso un po’ cotta medievale, a passeggio per un bosco incantato che Domenico Dolce assicura essere sulle Madonie. «Volevamo far sognare le nostre clienti» dice Stefano Gabbana mentre saluta tre amiche come Monica Bellucci, Bianca Balti e Eva Herzigova. In passerella una giostra di fatine e di follette alla Tim Burton, sulla musica di Tchaikovsky, e l’incantesimo finale di uno sciame di lucciole vestite di cristalli. C’è la borsa Fiamma in passerella da Salvatore Ferragamo e il pensiero va subito alla primogenita di Salvatore scomparsa troppo presto ma sempre presente nel cuore di chi l’ha conosciuta.

E a Fiamma Ferragamo sarebbe molto piaciuta questa collezione disegnata dal direttore creativo Massimiliano Giornetti perchè piena di sperimentazione e di buon gusto. «La collezione nasce da un’emozione, quella che mi hanno dato le opere di Callum Innes con la stratificazione del colore sul colore»racconta Giornetti, che ha dipinto la sua tela stilistica di grigi e di marroni per mantelle double di gran raffinatezza, con colori come sfiorati, per pull di mohair effetto 3D, per abiti di maglia finissima pieni di luce, per pellicce che mixano e agugliano persiano marmotta e volpe. «Sì in questo momento la moda è materica», confida Max Giornetti poco dopo il defilè all’Accademia di Brera insieme al presidente della maison Ferruccio Ferragamo e tutta la famiglia con l’ad Michele Norsa: si brinda alla mostra sull’Atelier Ferragamo con 3 maestri artigiani impegnati a ricostruire a mano le mitiche calzature del grande Salvatore tra i lavori degli studenti di Brera e le foto di un tempo dei laboratori in Palazzo Spini Feroni. Tra le belle proposte di ieri quelle scintillanti e aggraziate di Rocco Barocco che rende omaggio a Pompei dove ha potuto ambientare le foto per la campagna di questa primavera. «Voglio fare un appello per salvare questo nostro tesoro» esorta Rocco, che manda in passerella una femminilità saggia e decisa con tailleur pantaloni turchese e rosa dalle stampe argentate, abiti di brillanti, giacche di volpe albicocca e abiti da sera rosso pompeiano.

C’è Elio Fiorucci ma anche Laura Torrisi alla corte di John Richmond e del suo stile rock underground tra abiti ricamati di teschi e completi di neoprene con la faccia di Niko, la musa di Lou Reed. Stivali e miniabiti il must, geometrie di pitoni e cappotti di mohair color mandarino. «IL CAMBIO ai vertici di Camera Moda ha generato confusione», spiega il patron di Richmond Saverio Moschillo. «E ha ragione Giorgio Armani, chi vuol davvero bene a Milano deve venire a sfilare qua». E che Milano sia sempre più la capitale del pretà-porter lo dimostra la fedelta di Nicoletta Spagnoli presidente di Luisa Spagnoli che presenta sempre in via Montenapoleone: tubini di pizzo, byker eleganti di pelle nera o colorata, completi di maglia super confortevoli, abiti da sera che coniugano perfettamente la qualità col prezzo,sono queste le conferme di un marchio come Luisa Spagnoli. Sofisticata e algida la donna Marni che ama il tailleur di feltro. Allegra la signora di Missoni che mixa arancio turchese e verde lime, charmant quella di Laura Biagiotti sotto cappe di cahmere a disegni geometrici. Infine una bella notizia per Marco De Vincenzo seppure ancora non ufficilissima: la griffe dello stilista che si è formato in Fendi sta per entrare nell’universo del gruppo LVMH.


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