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Cerchi e triangoli la geometria è chic

22/09/2014 by Francesca

Righe, cerchi o rombi: tutto è ammesso nella moda, basta saperlo indossare. L’esplosione di stampe optical e multicolor dal sapore tipicamente Sessanta spezza il trend total black della passata stagione: questo autunno-inverno, infatti, si colora di geometrie che non passano di certo inosservate. Micro fantasie mescolate insieme in un armonico gioco di bianchi e neri, oppure disegni macro dalle tinte sorbetto: si riassapora così quel gusto stravagante e un po’ ribelle che caratterizzò la moda di Biba e della Swinging London. RITORNO A SCUOLA Sembra rubato dalle più celebri gallerie d’arte ma, in realtà, l’ultimo grido della moda pret-a-porter giunge dalle passerelle: a scendere in campo per primi sono stati divi del fashion system come Valentino e Dries Van Noten, così come Mattew Williamson, che vestono la donna moderna con maglioni dai morbidi tessuti, felpe, bluse, gonne e quanto altro giocando con rombi e linee che si inseguono senza sosta. Il punto di forza sono gli abiti lunghi, ma le geometrie si ritrovano su tutte le mise e tutte le lunghezze. Vale la pena dunque divertirsi a tornare ai tempi della scuola rispolverando cerchi, cubi, triangoli, rombi e quanto altro di geometrico, studiando linee e forme che meglio si adattano ed esaltano il proprio fisico.

Orchestrazioni grafiche quasi fossero note e pentagrammi impazziti, cerchietti e righe diventano le melodie preferite della prossima stagione costellata da inedite riletture di classiche e sonore fantasie. LE CINTURE Dai motivi a scacchi bianchi e neri alle decorazioni circolari e ovali di diversi colori, realizzate con pixel e puntini o con fasce e righe colorate, l’importante è mescolare e incastrare forme e dimensioni per un effetto assicurato. A queste si aggiungono forme triangolari che si intersecano, spezzate da cinture che divengono parti integranti dell’abito: un collage di figure solcate da linee oblique parallele che attraversano l’argento cyborg. Plissettature che non si limitano a donare armonia ai capi, valorizzando la figura, ma che ne divengono protagoniste. CARNABY STREET Per Issey Miyake e Stella Jean le tinte unite sono accompagnate da fantasie optical stampate in arabeschi anche su cravatte e colletti che ricordano Carnaby Street; sfumature vintage, invece, quelle scelta da Marco De Vincenzo su giacche di tessuto lucido e pantaloni a rombi larghi alla caviglia abbinate a seta e colori caldi; Abiti lingerie effetto “tapestry” per Prada e intrepide tonalità optical per Isabel Marant.

Non manca l’astrattismo di Givenchy e lo spirito squaw di Burberry Prorsum. C’è chi invece sostiene che il combinare forme e colori faccia riferimento all’idealismo di stampo bohemien, che trae ispirazione dai circoli sociali dei liberi pensatori degli anni ’20, dalle comunità di artisti e dall’intellighenzia dell’epoca. Il Bloomsbury Group, movimento letterario inglese, promuoveva il concetto del piacere estetico e portava all’estremo la nozione di “forma significativa” per la quale tutti gli oggetti artistici dovevano condividere una qualità specifica, “quella per la quale le linee e i colori combinati in modo particolare e certe forme e la relazione fra le forme dovevano provocare una emozione estetica”. Qui si tratta solo di vestiti, ma un’eco di quelle parole sembra aleggiare anche su abiti e camicie.


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