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Che colori

04/06/2014 by Francesca

Grace Choi è pronta a scommettere. «Stiamo per entrare nell’era in cui si potrà fotografare il rossetto di un’amica, e stamparlo a casa». Per esempio con The Mink, stampante 3D che utilizza come supporto gli stessi materiali e pigmenti delle case cosmetiche. La ex alunna della Harvard Business School è convinta che siamo davanti a una rivoluzione: sarà perché la makeup printer (in arrivo il prossimo anno) costa “solo” 200 dollari, sarà perché miss Choi è l’unica proprietaria dell’azienda che la produrrà. Eppure qualche dubbio resta, visti i livelli delle attuali tecnologie di trucco. Per esempio, prendiamo i nuovi ombretti, Eyes To Kill Solo, di Giorgio Armani: una collezione di 24 tinte sature, brillanti e altamente scriventi.

«La tecnologia è davvero speciale: non hanno talchi né polveri bianche. Il che offre al loro colore una resa di purezza e saturazione rara», racconta Linda Cantello, truccatrice british con un gusto e un curriculum tale da essere stata scelta qualche anno fa come direttore creativo dall’esigente mister Armani (come lo chiama lei). «Ma le texture sono tre e, a seconda che gli ombretti siano satinati, opachi o extrabrillanti, le formule cambiano. Così per i mat si è raggiunta una concentrazione di pigmenti da record». E per le nuance superbrillanti i laboratori hanno inserito perle multi-sfaccettate che diffondo luce (per rifesso) in ogni direzione.
Senza continuare con i dettagli, diffcile che una stampante riesca “a leggere” e riprodurre tali raffnatezze. Ma le adolescenti che amano sperimentare, senz’altro l’apprezzeranno.


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