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Ciclamino è diffidenza

17/09/2010 by Francesca

Nel terzo secolo Teofrasto scriveva che il ciclamino veniva usato per eccitare l’amore e la sensualità.

Il nome deriva dal greco kyklos che vuol dire cerchio e, proprio per questo, alcuni studiosi, associando la forma del fiore e il termine etimologico all’utero femminile, ritenevano che la pianta fosse capace di facilitare il concepimento.

Plinio nei suoi scritti lo indica con diversi nomi volgari: “Rapo”, “Tubero” e “Umbilico della terra”. I greci lo usavano come ingrediente per ammazzare i pesci. Ad introdurre il termine Cyclaminen è stato il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort.

In passato si pensava che l’estratto di ciclamino fosse un toccasana contro i morsi dei serpenti.

Si sviluppa particolarmente nell’area mediterranea, ma anche in Asia occidentale e l’Africa boreale.

Nell’ambito farmaceutico le proprietà del ciclamino sono utilizzate per regolare il flusso mestruale, eliminare i vermi intestinali, ma anche dotate di proprietà abortive. Tutti sono d’accordo nel consigliare un uso Moderato in quanto le radici sono tossiche.

Il Ciclamino è essenzialmente usato come pianta ornamentale, nei suoi differenti colori, bianco, rosa o rosso scuro. E’ però una pianta molto delicata, può essere infatti soggetta ad attacchi di virus, parassiti e muffe.

Nel linguaggio dei fiori vuol dire diffidenza, proprio perché nonostante la sua bellezza e i suoi presunti poteri magici, le sue radici contengono una, seppur minima, quantità di veleno.


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