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Come è cambiatol’abito di lui

28/03/2014 by Francesca

Tra i colori le scelte più eleganti contemplano il blu scuro, il classico nero o l’intramontabile grigio, ma in piena estate si possono osare toni chiari Tonalità di colore, modelli, personalità. Anche se la varietà di opzioni a disposizione è decisamente inferiore rispetto al mondo di tulle, pizzi e volumi della sposa, anche a lui servono tempo e buoni consigli per scegliere l’abito per il grande giorno. Tre le ipotesi più accreditate dall’universo sartoriale, con differenze importanti in termini di disegno e tessuti, da accordare, nella scelta, allo stile della cerimonia, all’identità dello sposo e alla sua compagna della vita. Il tight è una combinazione di giacca in fresco lana nelle nuances del grigio e del nero con code large, fasciante sui fianchi e da indossare allacciata, e pantaloni in gessato grigio e nero. Con il tigh è d’obbligo il doppio petto, sempre e rigorosamente in tinta unica, tono su tono o nelle tonalità più chiare per dar luce all’intero completo. Fondamentale sarà la scelta della camicia, ovviamente bianca (o avorio), con polsini da gemelli e colletto rigido, mentre per la cravatta si può punt

are sul grigio, magari fermata dal classico spillo con perla. Consigliabili all’occhiello una gardenia o un garofano bianco, in simbolo di fedeltà, ma non si escludono richiami al bouquet della sposa. A corredo del tight, nel massimo della formalità, ci sarebbero i guanti e il cilindro, ma con la possibilità del mezzo tight – con taglio identico, ma a mezza coda – si possono evitare. Secondo le antiche regole del galateo, per una cerimonia serale, sarebbe consigliabile invece il frac, con le sue tipiche code a rondine. In questo caso la giacca sarà blu scuro o nera con coda, i pantaloni avranno una banda di raso e il panciotto sarà bianco; immancabile poi il farfallino o papillon, che può essere bianco o nero, e in questo caso il modello sarà quello dello smoking. Per raggiungere il top dell’eleganza, si possono poi abbinare scarpe in vernice nera , guanti bianchi e pochette da taschino, possibilmente di seta, mentre i più audaci possono sfoderare un bastone da passeggio con pomello prezioso.

D’inverno, di sicuro effetto, è un soprabito a cappa di cashmere, a ruota o il classico modello chesterfield. Consigliatissimo, e di sicuro è il più diffuso, è l’abito classico tre pezzi, con giacca rigorosamente monopetto, senza spacchi. Le scelte più eleganti contemplano il blu scuro, il classico nero o l’intramontabile grigio, con pantalone senza risvolto e camicia con colletto morbido. In questo caso, alla scelta della cravatta può contemplare una fantasia – decisamente sobria – e per impreziosire si può puntare anche sulla pochette, che non deve essere assolutamente coordinata alla cravatta. Se è vero che il bianco è per eccellenza il colore della sposa, in caso di cerimonia estiva, non si preclude l’accesso a nuances più tenui anche allo sposo, che potrà giocare su grammature diverse di tessuto o impreziosire la scelta con accessori. Perché l’abito di lui e quello di lei siano coordinati è bene che, nella scelta, lo sposo si faccia consigliare da qualcuno al corrente dei desideri della sposa e delle sue scelte. Con l’obiettivo che, anche esteticamente, i due percorrano la stessa strada


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