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Domotica e prezzi bassi Ecco la cucina del futuro

06/08/2014 by Francesca

La reazione alla crisi ha delineato le strategie, e in casa Snaidero c’è stata una doppia rivoluzione: di processo e di prodotto. Tutto parte a ottobre 2013 con la ristrutturazione del debito per 114 milioni e il rilancio dell’azienda di Maiano, alle porte di Udine. La qualità del design italiano sicuro e coperto da dieci anni di garanzia, non basta più. Ma nel panorama del nuovo mondo allargato, nei confini e nella tipologia di clienti, si apre una forbice: da una parte un mercato di nicchia, ben pagante, dove vince il «made in Italy esclusivo e portato all’estremo», dall’altra il grande pubblico, dove funziona la cucina trendy e giovane ma dal prezzo «aggressivo». Tra i due estremi c’è la tecnologia: la «touch kitchen». Presentata nella versione «industriale» a Eurocucina 2014 sarà la cucina domotica del futuro, dove interfaccia e digitale saranno il must per rimanere sempre collegati nell’ambiente più abitato della casa. Così, racconta oggi la sua azienda Edi Snaidero, presidente e ad del Gruppo che ha chiuso il 2013 a 182 milioni di euro di ricavi con una quota del 78% di export che è più che altro «presenza internazionale». Sono 84 i Paesi dove Snaidero è presente con 1470 punti vendita per otto marchi-prodotto. Oltre a quello italiano, il Gruppo ha infatti acquisito i brand francesi Arthur Bonnet, Comera Cuisines, il tedesco Rational, l’austriaco Regina.

E distribuisce in 300 franchising i marchi Ixina, Cuisines Plus e Cuisines Références. Mille gli addetti in Europa nelle sedi in Italia, Francia, Austria e Germania: di questi 400 sono a Maiano. La svolta è vicina: l’ultima commessa, in ordine di tempo, pesa 450 mila dollari e porta il nome di un miliardario di Miami che ha appena scelto Snaidero per la sua nuova cucina da mille e una notte: marmi di Carrara, legni pregiati ed elettrodomestici all’avanguardia. Un colpo che racchiude il senso di 68 anni di storia di un’impresa nata da zero nel 1946 per mano del padre Rino Snaidero. Presidente, partiamo dalla nuova Snaidero risultato di una rivoluzione in pochi mesi. Da dove siete partiti? È cambiato il mondo e sono cambiati i mercati, non potevamo non cambiare anche noi. Oggi il cliente ha una forte attenzione alla qualità e all’innovazione visibile e percepita ma quello che è determinante è il rapporto qualità/ prezzo. Per questo abbiamo modificato la struttura organizzativa e produttiva con un posizionamento forte di pricing soprattutto nel Sud Europa, l’area più colpita dai consumi. Una virata che ci ha fatto bene anche sui mercati emergenti». Di quanto avete ridotto i prezzi sul mercato? Nei prodotti di fascia alta siamo scesi di un 25-30% ma abbiamo riposizionato anche la fascia economica, con limature anche più 30%». E come avete sopperito alle minori entrate dopo i tagli ai prezzi? «Abbiamo cambiato le piattaforme in tutte le sedi produttive, standardizzando i processi e creando economie di scala. Abbiamo tagliato gli sprechi e aumentato l’efficienza in tutta la catena del valore.

Ovviamente all’inizio abbiamo intaccato anche i margini ma non abbiamo mai cambiato il Dna aziendale fatto di: innovazione, design, stile accattivante e standard di qualità elevati in tutto il processo. Anzi: quest’ultimi oggi sono superiori a prima». Quanto ai prodotti? «Abbiamo allargato l’offerta strutturandola per fasce di clienti. Lavoriamo su privati e grandi contract con developer e importanti studi di architettura». Come va il segmento contract ? «In Italia non esiste, parte dalla Svizzera in su, e si sviluppa verso Est ed Ovest. In queste aree funziona, ed è tutto fuorché in crisi soprattutto nei mercati emergenti. Nelle nuove economie si sta costruendo molto e con qualità, quindi ci chiedono prodotti con marchio e livello». Dove siete presenti nel mondo? «Il primo Paese per vendite è la Francia a quota 34%, segue l’Italia al 22% e la Germania al 18%. I mercati dove siamo forti sono quelli dove abbiamo fatto le acquisizioni dei marchi. Ma si stanno affermando nuove aree con risultati anche più elevati rispetto alla media: Russia e America, dove vendiamo prodotti esclusivi». Le quote nei Paesi emergenti? «In Cina stiamo facendo parecchi progetti a marchio Snaidero e Rational con un’ottima presenza. Qui siamo ancora con un 3% nelle vendite ma in salita. L’India è un altro mercato dove stiamo investendo da 4-5 anni per aprire nostri punti vendita. Abbiamo già in casa un progetto per il 2014 per 450 cucine e altri contract nei prossimi due anni. Infine l’Africa: abbiamo appena aperto ad Algeri il primo di cinque show-room con un partner developer che ci sta portando nuove commesse.

L’Africa è un mercato dove ci stiamo muovendo con iniziative che porteranno risultati». Dal punto di vista economico, qualche anticipazione sul 2014? «Lo sviluppo internazionale quest’anno ha fatto un passo in avanti importante, ho visto il portafoglio ordini e stiamo avanzando. I risultati si vedranno nell’arco di un biennio perché molti progetti oggi sono sulla carta e diventeranno fatturato tra mesi. Per l’Italia invece credo dovremo aspettare il 2016, ma per ora non va indietro». Quanto a innovazione, qual è la cucina Snaidero del futuro? «La vera innovazione è la capacità di individuare fabbisogni e soluzioni al giusto prezzo per diversi mercati. A Eurocucina abbiamo presentato 6 progetti già in vendita: cucine che vanno dalla Limited edition disegnata da Pininfarina per mercati esclusivi fino a prodotti giovani attenti al prezzo. Di norma ne presentavamo 2 ma quest’anno lo sforzo è stato importante». E la domotica? «La voglia di andare, oltre intercettando i trend futuri, è tanta: abbiamo creato una Fondazione che studia la qualità della vita in casa. Da qui è nato il progetto «Touch kitchen» dove una parte delle funzioni, già studiate in un esperimento pilota dell’anno scorso chiamato Lak, si evolve sul fronte della domotica e dei contenuti innovativi». Quando la vedremo sul mercato? «Non è ancora pronta per il mercato seppur le funzionalità tecniche e le applicazioni per smartphone/android siano operative. L’obiettivo è collegare l’ambiente cucina con l’esterno ma dobbiamo individuare dei partner tecnici affidabili e sono in corso i colloqui. Si sta aprendo un business interessante e profittevole sul tema ambiente-servizi. E di certo la cucina è la stanza più vissuta della casa, quella dove si consuma di più e dove c’è più rischio per la sicurezza».


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