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Ecco l’uomo di stile ma con disinvoltura Il signore è servito

14/07/2014 by Francesca

Le proposte del marchio Missoni presentate a Milano Uomo| Il designer Roberto Cavalli in … MILANO Mentre si spegnevano le luci di una eccezionale quattro giorni fiorentina, con un’ affluenza che ha segnato un record, si accendevano i riflettori su Milano Moda Uomo, la quattro giorni meneghina – dal 21 al 24 giugno – dedicata all’abbigliamento maschile per la primavera-estate 2015, apertasi con una grande serata dedicata a Rosita Missoni, donna straordinaria, appena nominata Cavaliere del Lavoro (il mese scorso Rosita è volata a San Francisco come ospite d’onore del «Missoni Day in San Francisco» e per assistere all’assegnazione alla figlia Angela e alla nipote Margherita dell’«Honorary Doctorate Degree» dall’Accademy of Art , a lei assegnato nel 1999). Ma torniamo alla moda: che fa ammirare in passerella la collezione Corneliani, con la conferma delle belle giacche in jersey di lino, dei perfetti cardigan color zucchero. Ancora una volta un grande stile si evidenzia da Pal Zileri con il bleu dominante, la giacca dai revers a lancia e il gilet di seta; bleu, che si ritrova da Tod’s con giacche doppiopetto, gilet, pantaloni sottili, dal lino alla seta al cashemere, e poi blouson, cardigan e polo.

Angela Missoni, nella tradizione di famiglia, ha creato con i famosi telai giacche e gilet, pantaloni e bermuda ispirati al surf e al Nord Africa nei colori del deserto, sabbia e bleu. Stile e «preziosità» con cashemere, lini, sete, sono stati prediletti da Stefano Pilati che ha creato l’applauditissima collezione Zegna con giacche lunghe, pantaloni a risvolti altissimi, ampi bermuda e cappotti-vestaglia. E proprio a Pilati si deve anche la splendida collezione nel nuovo ultraleggero Century Cashmere di Agnona. Per Diesel Black Gold, ecco Andreas Melbostad con jeans straordinari, giacche da biker, tute con bande laterali e bermuda in una collezione sport-chic, piacevolissima e tutta «da indossare». Kean Etro, scrivendo sull’invito alla sfilata «Tu sei quello che mangi», parlando di slow food e di orti, ha presentato una collezione fashion-food realizzata con filati di ortica, soia, banana se non sughero e legno per giacche, tute, e camicie a divertenti stampe che rappresentano verdure, pasta, vongole. Successo anche per Canali con la collezione creata da Andrea Pompilio che «rivisita» gli anni ’80 per trench di seta e lino,completi spezzati a righe e quadretti, doppiopetto classici ma anche di seta stampata anni Cinquanta.

Cavalli pensa invece ad un play boy internazionale, che va da Saint Tropez a Miami, da Capri a Cape Cod, indossando camicie morbide a stampe animalier, completi a motivi tropicali e giubbini e giacche di pelle per i viaggi dall’uno all’altro continente. Per la sua «Costume National» Ennio Capasa ricorda i grandi del rock anni Settanta, assieme a completi Country, e insoliti colori per sera. Anni fa scrivemmo che le collezioni di Armani riuscivano a far tornare alla donna – giovane, meno giovane, non più giovane – la voglia di «vestire», di rinnovare il guardaroba. Più o meno lo stesso concetto l’abbiamo sentito esprimere da colleghi sulle collezioni uomo ora presentate. Apprezzate anche dal pubblico femminile. E come possono non esserlo, con gli eleganti trench lunghi e stretti in vita da cintura, formali grisaglie grige doppiopetto, giacche morbide per sentirsi liberi, una varietà di giubbini unica, pantaloni sottili alla caviglia, eleganti maglie bleu: e in bleu, leggeri, sono gli abiti per la sera; quel bleu che in tutte le gradazioni dal carta da zucchero al cielo «sigla» le sue creazioni, assieme al bianco, al nero, al grigio. Il rosso, Armani lo riserva alle divise della sua magnifica EA7 di basket, campione d’Italia.

Re Giorgio conserva il suo regno! Si è anche parlato di toreri, di Sangue e Arena, con l’uomo che -con le camiciole stampate, gli abiti tutto-rosso e ricciolini- più che l’affascinante Louis Miguel Dominguin (se non Rodolfo Valentino, Tyrone Power e Christopher Rydell) poteva far ricordare Carosone e Totò, o – con il todo rojo – essere, poverino, uomo-muleta (non quella triestina, e cantata da Teddy Reno!). Ma tant’è…! Qualcosa bisogna pur inventare. In una panoramica-uomo che ha visto ispirazioni agli anni ’40-’50’-’60-’70 e un occhio di riguardo ai ’30 dell’età del jazz. Stile, ma disinvoltura. Urban city, ma sportwear. Tinte unite -col blu, bianco, nero, rosso, in primo piano- e tanti stampati. Abiti classici e tute; giacche e giubbotti a maniche lunghe, corte, assenti; pantaloni sottili o «normali» con risvolti di varie misure, braghe e bragoni, bermuda bermudini e bermudoni; gilet; soprabiti e «picot» (cappotto genere marina); lino, seta, lane leggerissime; mocassini e sandali (anche «da frate»). Di tutto, anche se non per tutti. Il signore è servito.


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