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Eleganza horror ma solo se c’è l’ironia

30/10/2014 by Francesca

PARLARESOLO di coincidenze forse non basta: debutta stasera a Milano, dopo il successo della versione americana a Broadway, La Famiglia Addams , musical basato sulla mitica serie TV comica-horror degli anni 60, con protagonisti Geppi Cucciari ed Elio. A New York intanto il Costume Institute del Met Museum sta per inaugurare la mostra Death Becomes Her , dedicata allo stile da lutto dell’epoca vittoriana e al suo impatto sulla storia del costume – un esempio: le vedove, grazie all’indipendenza garantita dal loro stato, erano considerate pericolose dark lady- mentre non diminuisce l’interesse per la notizia, ancora senza conferma, della realizzazione di una seconda parte di Beetlejuice , film di Tim Burton del 1988 con protagonista il fantasma più orridamente divertente che si ricordi. Sarà l’arrivo di Halloween, festività ormai adottata universalmente a prescindere da storia e tradizioni, ma è innegabile che si stia diffondendo una certa, funerea ironia: “L’horror per gioco” è un trend, e anche forte.

«Ma certo che siamo attratti dalle storie horror, l’incomprensibile ha un fascino irresistibile», riflette Antonio Marras. Lui parla con cognizione di causa perché, oltre a essere un appassionato del genere, ha creato gli spettacolari costumi della versione italiana de La famiglia Addams ora in scena. «Non bisogna dimenticare che lo stile di Gomez e Morticia, anche nella serie originale, è pesantemente influenzato dallo stile del periodo: gli Addams vivono il loro tempo, ma lo fanno con i loro valori». Spettacolarizzazioni a parte quindi, la prima operazione dello stilista è stata quella di aggiornare i canoni di riferimento a quelli di oggi. «Mercoledì è diventata una Lolita goth-manga, la nonna ha la grandeur eccentrica della leggendaria icona di stile Iris Apfel, mentre le persone “normali” – o presunte tali – sono vestite in tonalità perfettamente sbagliate», continua lui.

L’approccio dello stilista è assai simile a quello che molti designer hanno utilizzato per inserire simili elementi nella loro moda, con un mix ben studiato tra horror, sensibilità contemporanea e humour. Arrivano da qui le creature aliene di Comme des Garçonse le disturbanti dame di Thom Browne, uno che sull’inquietante ci ha costruito una carriera; le vedove di Dolce & Gabbana magari sono meno minacciose, ma risultano altrettanto austere, e qualche anno fa le passerelle di Londra si erano riempite di omaggi alla cinematografia di Dario Argento, con Suspiria e Phenomena tornati sulla cresta dell’onda. Il punto di contatto tra di loro? L’ironia, sempre presente: lo scopo non è spaventare chi osserva, ma usare il potere evocativo di simili immagini per dare forza a un’idea, senza perdere di vista il contesto in cui lo si fa. Il segreto, in questo caso, è non prendersi mai troppo sul serio: proprio come fanno gli Addams. A TEATRO Fino al 9 novembre, al teatro della Luna (Assago, Milano)va in scena “La Famiglia Addams”, il musical lanciato a Broadway nel 2009 e dedicato alla famiglia gotica e strampalata protagonista di un fumetto, serie tv e film dall’humor nero. Il musical è diretto da Giorgio Gallione con Geppi Cucciari, Elio, e un’altra ventina fra attori e ballerini


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