RSS Feed

Fotografie per ricordare Coveri

24/10/2012 by Francesca

Ride Naomi nel suo costume olimpionico che ricorda la bandiera americana. Claudia Schiffer è segnaletica nel vestito rosso fuoco con la scollatura a cuore. Gli abiti dai volant a tinte forti appartengono alla collezione Carioca. Le top model Jasmin Le Bon, Tatjana Patitz, Cindy Crawford, saltano e sembrano tornate bambine. Segno di riconoscimento iconico: una esplosione di paillette giganti e spensierate che strappa il sorriso. Il colore a piene mani, eccessivo, anche per uomo, è il suo allegro identikit. Il viso pacioccone di Enrico Coveri «esce» dal ritratto di Andy Warhol e lo racconta simpaticissimo, come era. Come lo ha conosciuto chi ha vissuto quella parte della storia della moda.

Quella in cui il ragazzo toscano, nato nel 1952, a soli 21 anni debutta nel fashion system e dà una mano all’industria che in quel momento, come l’Italia è in crisi. Ma per fortuna la genialità del made in Italy esplode, ci sono presto in pista Armani e Versace, due mondi e due stili, c’è Ferrè con le sue divine esagerazioni, ci sono Moschino e le sue trasgressioni, e c’è lui Enrico che se ne va troppo presto, ma che sarà ricordato, dal 24 ottobre, con una mostra speciale, alla Camera di Commercio di Prato. Una delle tante occasioni offerte a chi va pazzo per i vestiti. Non solo shopping ma un po’ di cultura della moda raccontata, scritta, fotografata, cliccata, esibita nella sua evoluzione. In giro c’è tanto da vedere e da leggere.

Succose storie di casa nostra o di artisti del tessuto di ieri e oggi. La carrellata non può che iniziare da Prato, cittadina produttiva e ora in un vero fermento. La mostra «Coveri story», curata da Martina Corgnati, Luca Salvioli e Ugo Volli, dice di quel giovanottone pratese di natali, che inizia collaborando con la linea Touche, poi, facendo una scelta coraggiosa se ne va a Parigi a sfilare. Successone. Il Figaro sancisce: «Le paillettes stanno a Coveri come le catene stanno a Chanel». Bingo. Lo conosce tutto il mondo. Coveri compra una magnifica casa affacciata sul Lungarno, colleziona arte moderna. Ride, si diverte. La mostra presenta 24 abiti originali, bozzetti, storyboard delle sfilate, fotografie e copertine che sono state dedicate allo stilista. Si sa che la griffe continua con lo stesso spirito guidata dalla sorella di Enrico, Silvana, e con lo stilismo del nipote Francesco Martini Coveri.

E visto che siamo toscanocentrici, per lo meno per quanto riguarda filati e produzione di abbigliamento, ecco ancora un appuntamento in zona, quello con un evento eccezionale, l’apertura a Campo Bisenzio dell’Archivio storico di Linea Più, ditta che da quaranta anni produce filati. Il 25 ottobre prossimo inaugurazione di un tesoro ricco di 5000 singoli filati, 36.800 teli in maglia, 1600 tra abiti, accessori, arazzi. Più 9000 immagini dell’archivio fotografico, 1200 volumi tra moda, arte, grafica, fotografia. In tutto 18mila «gioielli» per chi ama e studia la moda. Hanno aderito al progetto della ditta guidata da Alessandro Bastagli griffe come: Alaia, Westwood, Chanel, Dior, Scervino, Fendi, Marras e Missoni, Cavalli e Valentino.


Nessun commento »

No comments yet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tempo esaurito. Ricarica il codice!