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Gambe scoperte e libertà

23/07/2012 by Francesca

Ha liberato le donne, entusiasmato gli uomini e cambiato il mondo. La minigonna è stata la più grande rivoluzione della moda del XX secolo. Quest’anno si celebrano i suoi 50 anni, e si conferma l’indumento preferito dalle donne per esaltare la loro femminilità. Era il 1963, per la precisione, quando la stilista Mary Quant vendeva il primo modello di minigonna nella sua boutique Bazaar di Chelsea, a Londra, e nello stesso anno compare per la prima volta sulle pagine di Vogue in Inghilterra una gonna sopra il ginocchio, il capo d’abbigliamento che cambierà per sempre non solo il look, ma anche lo stile di vita delle giovani, aprendo una sorta di “nuovo spazio sociale” alle gambe delle donne.

Per prima a indossarla è Twiggy: prima top model-teen ager ritratta anche dalla neonata macchina Polaroid. Per la giovane stilista si ispirò ad un altro simbolo degli anni sessanta, la “mini”, della casa automobilistica Austin. Ma non tutti sono d’accordo nell’attribuire l’opera a Mary Quant. In quello stesso periodo anche un altro stilista, Andrè Courrèges lavorava su mini-abitini e gonne corte, e molti ritengono che sia lui il padre della minigonna. “Le vere creatrici della mini sono le ragazze, le stesse che si vedono per la strada”, dichiaro la Quant. Fatto sta che dopo il 1965 l’abbigliamento femminile non sarà più lo stesso. Le gonne corte imporranno stivali alti di vernice, nuove calze dette collant e una rivoluzione della biancheria.

Per festeggiare degnamente le “nozze d’oro” eBay.it, da osservatorio privilegiato delle abitudini di consumo degli italiani, conferma la preferenza del capo anche da parte delle internaute. E’ risultato che, tra tutte le tipologie di gonne in vendita sul sito, la mini è sempre in cima alle preferenze delle italiane, con un capo venduto ogni 34 minuti nei primi 5 mesi del 2012. Il colore preferito da chi indossa la mini è, neanche a dirlo, il nero.
Ci sono volute migliaia e migliaia di gambe al vento, di fischi irriverenti, di commenti insolenti e di donne perseveranti prima che il comune senso del pudore digerisse l’idea della minigonna. Ma da lì in poi è stato un trionfo: le castigate gonne sotto il ginocchio sono uscite stracciate dal confronto con le sorelline.

Dalle prime mini, colorate e svasate, guardate con più di un sospetto dai benpensanti, si passa a quelle trasparenti e lunari della fine degli anni ’60, alle micro gonne di pelle nera dei punk, al boom dei tessuti sintetici degli anni ’80, alle varianti maschili della mini, ovvero i micro calzoncini elastici con cui viene fotografata Madonna mentre fa jogging, alla fine del decennio. Negli anni ’90 le passerelle vengono invase dalle top model, la minigonna riappare con gli stilisti Dolce e Gabbana e Prada. A un anno dal crollo delle Torri Gemelle, nel pieno di una crisi politico-mondiale senza precedenti, sono sempre questi due stilisti più all’avanguardia, per la primavera estate 2003 a rilanciare la minigonna. E poi? Improvvisa sobrietà. Ma non dura molto.


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