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Giglio, purezza e castità

03/12/2010 by Francesca

Giglio

Puro, strano..
Giglio,
racchiudi il nome suo nei tuoi petali damascati,
al solo vederti il pensiero è volto all’azione,
non indugia,
mi guida verso i tuoi appigli,
li cinge attraverso la Terra,
accanto a sé vorrebbe trasportarti per gioire sempre della tua essenza..
Il cuore,
in disaccordo, si esprime,
il moto del corpo si blocca; posso forse scegliere al tuo posto?
Tua è la scelta,
mie le mani che ti sosterranno perché potrei piantare migliaia di gigli e continuare a vederti al di là di essi,
poichè,
ad uno solo appartengo..

Il giglio è un fiore proveniente della penisola Balcanica e dell’Asia Minore, da dove fu importato nel resto dell’Europa.
Per tradizione il giglio è in origine un fiore bianco e candido, per questo per i cristiani il giglio è simbolo della purezza. Per questo si sottolinea il fatto che San Giuseppe viene spesso rappresentato con un bastone dal quale germogliano
gigli bianchi.

Un giglio stilizzato è lo stemma della città di Firenze, anche se, probabilmente, il fiore che si voleva rappresentare era l’iris, in quanto le colline che circondavano la città erano piene di questi fiori.

La mitologia narra che il giglio nacque da una goccia di latte caduta dal seno di Giunone mentre allattava il piccolo Ercole.

Il significato del giglio è, dunque, quello della purezza e della castità.


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