RSS Feed

I regali dell’Inter agli arbitri

22/02/2011 by Francesca

E’ stato il ‘Times‘ nel 2006 (non di certo ‘Tuttosport’ o ‘Hurrà Juventus’) a fare luce su alcuni comportamenti poco sportivi messi in atto per alzare al cielo indebitamente alcuni trofei. Nella rubrica di Brian Glanville intitolata sulla ‘Storia gloriosa ma macchiata’ si parlò dell’Inter e della confessione dell’arbitro ungherese Gyorgi Vadas su un tentativo di corruzione da parte di Angelo Moratti prima della semifinale di Coppa Campioni col Real Madrid del 20 aprile ’66: denaro, orologi d’oro ed elettrodomestici in cambio di rigori.

Il ‘Times’ scrisse che “le vittorie dell’Inter degli anni ’60 furono frutto di corruzione e imbrogli nei quali Angelo Moratti giocò un ruolo cruciale in un sistema messo in piedi da due uomini ora deceduti: Deszo Holti, faccendiere ungherese, e Italo Allodi”. Gli indossatori di scudetti altrui, sostenne la’utorevole quotidiano, fece offerte per tre anni consecutivi agli arbitri delle semifinali e le prime due volte, nel ’64 e ’65, la cosa funzionò, ai danni di Borussia e Liverpool.

La terza no, perché Vadas (le cui rivelazioni furono pubblicate nel libro di un giornalista ungherese), rifiutò una somma con cui avrebbe potuto comprarsi 5 Mercedes: 10 per un rigore all’ultimo minuto, addirittura 25 per un rigore ai supplementari. Il giorno della partita Vadas fu ospite di Moratti nella sua villa e ricevette in regalo un orologio d’oro. Nell’occasione, secondo il ‘Times’, Moratti promise anche televisori ed elettrodomestici.
Fatto sta che Vadas non aiutò i nerazzurri a rimontare lo 0-1 dell’andata, la gara finì 1-1 e fu l’ultima apparizione internazionale per l’arbitro Ungherese.


Nessun commento »

No comments yet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tempo esaurito. Ricarica il codice!