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IL CAPPOTTO RINUNCIA ALLE MANICHE

09/01/2015 by Francesca

È una storia antica, quella del cappotto senza maniche, che quest’anno come non mai è un protagonista dello styling. «In alcune versioni, sopra abiti dalle maniche ricamate, ricorda le sopravvesti dei vestiti medievali, anche se di solito è più legato al folk, a quei gilet lunghi fino ai polpacci che circolavano negli anni ’60 in panno ricamato o in mongolia» dice Giulia Pivetta, storica della moda. Com’è il più attuale? Ha le forme del cappotto classico, ma con le maniche tagliate a filo. Come quello doppiopetto di Max Mara o quello dal taglio maschile di Iceberg. Visto anche da MSGM e Dior, è un capo davvero versatile e multistagionale. Come si indossa? Sopra a un maglione tricot protegge dal freddo, ma è anche un jolly ideale per il clima mite e le mezze stagioni: con un lupetto a maniche lunghe e una sciarpa diventa subito sofisticato e pratico.

«Può essere indossato come abito, il classico robemanteau in versione gilet, sotto a un’ampia mantella o sopra una maglia con le maniche ricamate» suggerisce Pivetta. Va bene per tutti i fisici e tutte le età: è un tocco modaiolo che, avendo molte versioni, si adatta al vestire quotidiano di ognuna. Sta bene a tutte? Sì, ma occhio ai volumi e se non sei altissima, portalo sempre con i tacchi. Sarà anche senza maniche, ma ha il peso e lo spessore di un cappotto.
Sì con i pantaloni, a palazzo o a sigaretta. Con le gonne, funziona meglio in versione gilet lungo o cappotto corto, da stringere in vita con una cintura. In questo caso, sceglilo in lana morbida tipo vestaglia. Posso farlo da sola? Certo. Se hai un bel cappotto, ma ormai ti ha stufato, o ne hai visto uno carino vintage, puoi dargli un appeal più attuale, facendogli togliere le maniche da una brava sarta e rifoderandolo con una seta fluo o fantasia.


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