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Il gelsomino notturno

19/11/2010 by Francesca

Il gelsomino notturno

E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.
Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento . . .
È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

Giovanni Pascoli

La poesia “Il gelsomino notturno” fu composta da G. Pascoli, dopo lunga gestazione e tormentata vicenda di varianti, per le nozze dell’amico Raffaele Briganti. In essa è adombrato il tema dell’unione dei due sposi e del conseguente germogliare di una nuova vita dalla loro unione.

Sono state ritrovate tracce antichissime di gelsomino in Egitto; piccolissimi frammenti sono stati rilevati sulla mummia di un faraone nella necropoli di Deir-el-Bahri.
In Toscana, nel 1500, un nobile ne piantò uno splendido esemplare nel proprio giardino, proibendo al proprio giardiniere
di riprodurre quella pianta; la fidanzata del giardiniere, disobbedendo all’ordine del Signore, ne rubò un rametto, lo ripiantò; riuscì a riprodurre il gelsomino e iniziò
Il gelsomino giallo è simbolo di eleganza e grazia, quello bianco di amabilità. In Spagna è l’emblema della sensualità.


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