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Il mitico Tank reinterpretato in soli 5,1mm di spessore

29/11/2012 by Francesca

Nei primi anni ’20, Louis Cartier, incapace di trattenere la sua istintiva tensione creativa, comincia a ritenere troppo stretti i confini stilistici del Tank (disegnato nel 1917), carré e piatto. Modifica, così, la forma di base, tanto stabile e precisa nell’insieme, quanto mobile e indefinita nei dettagli, allungandola ad ottenere un rettangolo, e incurvandola per una migliore armonizzazione ergonomica con il polso: era il 1921 e nasceva il Tank Cintrée.

L’indirizzo verso l’evoluzione rettangolare del Tank appare inarrestabile e, così, nel 1922, ecco la presentazione del Tank Bord Arrondis, connotato da spigoli addolciti e smusso accentuato sui vertici dei brancards laterali, in corrispondenza con l’attacco del cinturino. Le ragioni per cui questo modello venne denominato Louis Cartier restano indeterminate, ma il fatto che Louis abbia voluto farlo «proprio«, come afferma Franco Cologni nel suo libro «Cartier-L’orologio Tank» (Flammarion, 1998), è perché «riflette e simboleggia con laconicità essenziale il suo personale stile interpretativo dell’Art Déco».

A distanza di 90 anni, la Maison parigina torna ancora a reinterpretarlo (lo aveva fatto nel 2008, nell’ambito della Collection Privée Cartier Paris), ma in luogo di un movimento di forma ultrapiatto, lo equipaggia con il calibro manuale 430 MC (entrambi di derivazione Piaget), da 9”’ e 2,1 mm di spessore. La cassa in oro rosa, in versione XL, da 34,92 (compresa corona con zaffiro cabochon) x 40,4 mm, è alta soli 5,1 mm, la più sottile in casa Cartier, e riprende fedelmente i canoni dell’originale, con quadrante argenté, numeri romani serigrafati neri, lancette a gladio azzurrate. Prezzo: 11.900 euro.


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