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In regalo bicchieri griffati, Conad dà una mano alla Rcr

18/11/2011 by Francesca

E’ SFIDA a colpi d regali griffati tra le grandi catene di supermercati. Il sistema per conquistare
clienti è quello tradizionale della raccolta a punti sugli acquisti. La novità è che vengono offerti oggetti per la
casa delle eccellenze made in Italy, anzi made in Tuscany. Un marketing che si è dimostrato di successo e
che serve anche a dare una mano a marchi storici non risparmiati dalla crisi. Così Unicoop ha stretto un
accordo con la Richard Ginori di Firenze per i piatti, l’Esselunga con la Pratesi di Vinci per le tovaglie e ora la
Conad per bicchieri e caraffe di cristallo con la Rcr di Colle Val d’Elsa.

La promozione della Conad andrà avanti fino al 28 gennaio dell’anno prossimo. E sarà più di una boccata di ossigeno per l’azienda valdelsana che ha 410 dipendenti oltre che per i 150 dell’indotto. «L’accordo con la Conad – spiega soddisfatto Roberto Pierucci, amministratore delegato della Rcr – ci permette di aumentare la capacità produttiva ed è un segnale
di ottimismo per i nostri lavoratori e per l’economia del territorio». Gli ordini che arriveranno dalla Conad
consentiranno di richiamare dalla cassa integrazione un buon numero di dipendenti. Rcr è l’ultima grande
industria di cristallo rimasta in Italia. Dai suoi tre forni elettrici escono circa 40 milioni di pezzi l’anno, di cui
due terzi destinati all’export. L’azienda di Colle Val d’Elsa può vantare, grazie agli investimenti nella ricerca, di
aver scoperto e prodotto un materiale di alta qualità, il Luxion, che ha eccezionale trasparenza e luminosità e
soprattutto ha più resistenza e stabilità in lavastoviglie. Pierucci aggiunge che «questa operazione contribuirà
alla crescita del nostro fatturato seppure in un mercato mondiale di riferimento in perdita. E quindi permetterà
nuove iniziative imprenditoriali». Da parte sua l’amministratore delegato di Conad del Tirreno, Ugo Baldi
ricorda che «per le operazioni di fidelizzazione dei clienti scegliamo sempre le migliori produzioni
dell’artigianato».

Intanto a Baldi i giudici del riesame hanno respinto la revoca degli arresti domiciliari. Il
vertice di Conad del Tirreno era rimasto coinvolto nel giugno scorso in una inchiesta per reati fiscali. I soci, il
consiglio di amministrazione e i dirigenti della cooperativa hanno tuttavia confermato la fiducia a Baldi e
hanno sottolineato che «la convizione della sua completa estraneità ai fatti a lui contestati è frutto di lunghe
esperienze condivise».


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