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Iris, buona novella

17/12/2010 by Francesca

Iris (tra le tue poesie)

Iris tra le tue poesie, ho trovato qualcosa che parla di me
le hai scritte tutte col blu, su pezzi di carta trovati qua e la
dimmi dove dimmi come e con che cosa ascoltavi la mia vita,
quando non stavo con te
e che sapori e che umori che dolori e che profumi respiravi,
quando non stavi con me
Iris mi viene da dirti ti amo e lo sai non l’ho detto mai
quanta vita c’è, quanta vita insieme a te
tu che ami e, tu che non lo rinfacci mai
e non smetti mai, di mostrarti come sei
quanta vita c’è, in questa vita insieme a me […]

E’ il testo di una delle canzoni più famose di Biagio Antonacci, e il nome della protagonista riprende quello di un più famoso fiore.
La mitologia greca ha chiamato Iride, la messaggera degli Dei, e cioè la divinità che, servendosi dell’arcobaleno come passaggio, consentiva il “dialogo” tra Olimpo e Terra. Il fiore dell’iris fu così chiamato perché la molteplicità dei suoi colori ricordava, per l’appunto, i colori dell’arcobaleno. Si narra, anche, che le prime specie di questo fiore furono trasferite in Egitto dal faraone Thutmosis dalla Siria. In Italia l’iris è un fiore molto comune nelle campagne toscane; sembra infatti che proprio sulla base di questo fiore venne ideato lo stemma della città di Firenze, anche se da sempre esso è comunemente conosciuto come giglio fiorentino. Anche il Re Luigi di Francia lo scelse come simbolo del proprio paese. in Giappone l’iris è uno dei fiori nazionali.

Il significato associato a questo fiore è messaggio di buona novella.


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