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Jeep dal cuore emiliano

02/08/2013 by Francesca

Nasce a Detroit, ma potrebbe piacere parecchio anche alla cancelliera Angela Merkel, la nuova Grand Cherokee. La bella gippona, simbolo delle sport utility yankee, ha fatto salire a bordo un tedesco che le ha fatto cambiare carattere. È il cambio Zf, raffinato automatico a otto marce, che della Grand Cherokee al debutto in questi giorni nelle concessionarie italiane è uno dei fiori all’occhiello. Tedesco è pure Klaus Busse, il responsabile del design interno del gruppo Chrysler con un passato alla Mercedes, che molto s’è adoperato per migliorare gli interni della vettura. A ricordare alla signora Merkel che l’idea di una Germania “pigliatutto” non funziona ci pensa il passaporto del motore, il tremila turbodiesel prodotto a Cento, in provincia di Ferrara.

Il sei cilindri made in Emilia è anche il primo propulsore a gasolio a equipaggiare una Grand Cherokee sul mercato americano. La ristilizzata gippona conferma così una tendenza che si va affermando: lo spartito, nel teatro dei grandi Suv, non lo suonano più gli americani con gli europei al rimorchio, né sul fronte meccanico che in quello dell’arredamento. L’abitacolo dell’ammiraglia di casa Jeep abbonda di pelli pregiate e legni ricercati, ed è il più lussuoso di sempre – soprattutto nell’allestimento Summit – sull’ammiraglia di casa Jeep. Che, pur essendo quasi troppo elegante, non ha affatto dimenticato come ci si comporta nel vero fuoristrada. L’obiettivo reale della macchina è quello di alzare al massimo l’asticella: filare come un missile in autostrada e sfangarsela su percorsi spaccaschiena come il Rubicon Trail, il celebre tracciato californiano dove tutte le auto off-road vengono inesorabilmente portate.

Per realizzare fantastici servizi fotografici e per vedere se ce la fanno a inerpicarsi tra il Lake Tahoe e l’Eldorado National Park. I clienti italiani difficilmente andranno fin laggiù, ma potranno strapazzare per bene il bestione transatlantico sugli sterrati caserecci, felici di schivare gli ostacoli e anche il superbollo, visto che il turbodiesel si ferma giusto un kilowatt sotto la temuta quota 185. Chi invece della sovrattassa se ne frega (e anche di spendere 85 mila euro), perché di cavalli ne vuole 468 e non “appena” 250, può optare sulla versione Srt col motore Hemi 6.400. Più adatta alla pista che all’attraversamento dei torrenti.


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