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La forza delle donne, firmato Prada

23/09/2013 by Francesca

L’ARTE denuncia, la moda risponde. E raccontano, entrambe, la difficile (spesso pericolosa) condizione delle donne di oggi. Donne bendate, donne pensose, donne sognanti, tante facce dipinte da sei artisti sudamericani di murales e di illustrazioni per il set della sfilata di Prada che piazza questi volti come manifesto di identità collettiva al femminile su vestiti dritti e molto colorati, il reggiseno enfatizzato come trompe l’oeil di maxicristalli, i calzettoni da calciatore sui sandali-sneakers, su pellicce di visone arancio e giallo abbinate a bauletti di coccodrillo verde, piume in testa e capelli lisci per le modelle dai volti diafani. «Non voglio parlare della condizione femminile – spiega Miuccia Prada – ma ho voglia di raccontare con gli abiti la forza delle donne, la loro combattività, la voglia di farsi vedere per contare e andare avanti». Miuccia come sempre rovescia i classici, spesso «rovinando i vestiti», suggerisce stati d’animo con l’arte applicata alla moda. Adesso i murales entreranno a fare parte della Fondazione Prada.

Momenti di gloria da Fendi col graffio di Karl Lagerfeld applauditissimo a fine defilè con Silvia Venturini Fendi. Una lezione di bravura la loro per una passerella che in molti ricorderanno per preziosità e modernità. «Non abbiamo mai lavorato in modo così leggero le pellicce» racconta Silvia che ha brindato ieri sera con l’amministratore delegato di Fendi Pietro Beccari alla nuova boutique-scrigno di via Montenapoleone e alla storia della maison legata al cinema nella mostra che ricorda il fascino senza tempo di Silvana Mangano con lo zibellino in “Gruppo di famiglia in un interno”. Moda futuribile coi disegni grafici dei computer, con i degradè geometrici, con l’abito di visone rosso devorato che sembra velluto, col tutu di cristalli, con il soprabito di organza che sposa la pelliccia come fosse seta: prodigi che come racconta Beccari nascono dalle mani delle 50 lavoranti dell’atelier romano. Come gioielli i mostriciattoli disegnati da Delfina Delettrez Fendi, come borse le più desiderabili.

CAPPOTTI DI PRIMAVERA Paloma Faith con il suo enorme tupet rosso arriva da Max Mara e applaude un defilè che è un inno al monocolore, dagli occhiali all’abito, dalle scarpe alle borse. «La nostra è una donna elegante – spiega Laura Lusuardi direttore creativo – che riscopre un nuovo minimalismo fatto di twin set abito e giacca e soprabito che sarà il nostro cappotto di primavera. Materiali diversi per un total look che spazia dal color carne al verde vivo, al bluette e al carbone che è il nuovo nero. E d’estate le donne torneranno a indossare le calze». COME GRACE KELLY Ed eccola la Grace Kelly di Max Mara con la sottoveste di cashmere, la maglia che sembra organza, i poncho e i tailleur di lino grezzo. Aria bon ton da Blugirl, con Anna Molinari orgogliosa dei ricami che fa fare tutti in Italia.

«I nuovi abiti hanno la forma ad A, per stare bene a tutte, e i nuovi colori sono il giallo e il verde lime con ricami di fiori di seta e di paillettes» racconta Anna Molinari. Buona la prova di Andrea Incontri con le sue nuotatrici ricamate sui tubini, simpatica l’idea di Kristina Ti di far sfilare modelle col trucco un po’ sfatto e gli abiti stropicciati come fossero adolescenti di ritorno da una festa, oro e plissè da Krizia, tute di fiori tropicali e top scolpiti come frac da Just Cavalli con jeans di pelle zippati e grintosissimi, giacche-gilet come incompiute in nero e blu per il ritorno a Milano di Costume National in uno spazio di Tecnocity che ancora profuma di cemento. Molti applausi anche per la collezione neorinascimentale di Francesco Scognamiglio. Folla e paparazzi in via S.Andrea per Kate Moss, splendida testimonial degli stivali e delle scarpe stiletto più sexy disegnate da Stuart Weitzman.


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