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La lunga estate del denim

20/06/2014 by Francesca

Esce di giorno lacero-contuso e sfilacciato, ma di sera si rifà il trucco e corre al ballo ricamatissimo e sciantoso. Non ci sono mezze misure per il jeans che va sempre alla grande e in estate resisterà a tutte le bordate. Viva il denim. Intramontabile, trasversale, indistruttibile o distrutto ad arte. Che sia un Boot, uno Stiletto, o un Boyfriend Jeans: non si passa. L’idea vincente di stagione è ancora il grunge chic. Quel mood che torna dopo una abboffata di bon ton, riporta nel guardaroba la voglia di qualcosa di “slighly disturbing”, ossia fastidiosamente imperfetto. Guardandosi intorno, gli stilisti, per primo Hedi Slimane di Saint Laurent, hanno deciso che il lusso non deve essere troppo lontano da quello che succede nel mondo, e hanno mandato in passerella immagini creativamente attuali del povero-ricco. Marc Jacobs, nella sua sfilata di saluto a Vuitton, ha innalzato un inno al jeans. Ma se il denim è strappato, tagliuzzato, sforbiciato, pieno di toppe (eppure a volte carissimo), lo accompagnano spesso giacche perfette, camicie immacolate. Borse firmatissime. E se poi va alla festa, eccolo trasformarsi come Cenerentola davanti al principe: mise dalle gonne lunghe, abiti dallo scollo sexy, velature, paillettes, top da abbinare a tacchi di quelli cosiddetti TTT (sarebbero i Taxi To Table, come dire che non ci fai un passo di più pena il malleolo).

IL MOOD L’amato pantalone che ha compiuto centoquaranta anni nel 2013 e imperterrito impone il suo stile a bebè e giovanissimi, lady e signori agè. Eccolo anche sotto forma di shorts, camicie, blouson, salopette, tute, perfino scarpe e pochette. Basta dare un’occhiata alle solite foto di star di Hollywood. Ad esempio c’è una marca di pantaloni che va alla grande sulle colline di Los Angeles, è la Current Elliott, che piace a Sarah Jessica Parker, Megan Fox, Jennifer Aniston, Jessica Alba e uno stuolo di altre bionde e magroline protagoniste di commedie leggere. Tutte, o quasi, li indossano arrotolati, e soprattutto strappati, spezzettati. Sfilacciatissimi, anche personalizzati con calcomanie e inserti di tessuti diversi. Certe star e celebrities li vogliono anche tigrati, serpentati, coperti di stelline. Ci sono quelli stretchissimi e quelli larghi come tende, quelli slim e a zampa di elefante. E ci sono i boyfriend-jeans, larghi e comodi come quelli del fidanzato. Quelli di Watanabe sono i patchwork jeans, e hanno toppe floreali o in tartan.

Lo street style insegna a prediligere camicie e gilet sbiaditi come vuole H&M (alla portata di tutti), ma poi ecco i pant bellissimi di Diesel larghi sui fian”Bluemasters”, storia e futuro del tessuto “Bluemasters, innovation in denim” (200 pagine, edito da Menabò Group) è un libro scritto da Fabiana Giacomotti che racconta la storia e il futuro del mitico tessuto. Braccialetto Happy tre anni di Cruciani C La festa Sembra sia passato poco, ma anche tanto tempo dalla sua nascita. A dirla tutta, sembra che ci sia sempre stato. Il primo braccialetto in macramè di Cruciani C, per la precisione, ha iniziato a conquistare i polsi di tutti nell’estate del 2011, partendo dalla boutique del brand a Forte dei Marmi. Il terzo compleanno viene celebrato adesso con il braccialetto Happy, in tantissimi colori vivaci. Chi lo acquisterà potrà partecipare alla festa condividendo sui social network una propria foto col braccialetto nuovo modello e l’hashtag celebrativo #happycruciani. chi e stretti sotto. Ecco quelli di Roy Roger’s, a sigaretta, Skinny, Flair, e i più semplici Regular non per fashion victim.

Tommy Hilfiger punta sullo spolverino, Pepe Jeans vuole pantaloni arrotolati, Anna Rachele strettissimi e con buchi e strappi, Liu Jo sceglie i “new bottom up” dal lavaggio speciale, a Replay piacciono aderenti. Benetton ha i suoi jeggings. Quelli di Armani hanno una piastrina dorata. Versace li impone a vita alta. Quelli per l’inverno di J. Brand sono i Photo Ready, se li indossi è come se avessi fatto un “ritocchino” tanto ti stanno perfetti. ALTA SOCIETÀ Per serate glamour e sensual-style: Scervino fa abiti da sera scollatissimi, Chanel vuole il denim matelassè, Valentino allarga i pantaloni e li fa uscire di notte con bluse preziose, Vuitton li fa luccicare, Moschino li stringe a dovere e ne sforna di appetibilissimi. La borsa di Borbonese, gli stivaletti oro e denim di Chanel. E chi più gira più ne vede, e ne ha voglia. Diventa denim dipendente. È la sindrome del denim che cambia e resta sempre se stesso per adeguarsi ai tempi e solleticare l’acquisto. È l’eterno effetto jeans.


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