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La mia sera in tulle e cashmere. Cucinelli sceglie l’innovazione

19/02/2014 by Francesca

Purezza e sogno. E’ questa la filosofia della nuova collezione per l’autunno-inverno 2014-2015 che viene presentata da oggi nello showroom di Brunello Cucinelli a Milano. Con una grande novità: il lancio di alcuni capi da sera. «Finora quasi non ce l’avevamo degli abiti tanto eleganti e raffinati – racconta Brunello Cucinelli che insieme al suo staff stilistico li ha ideati nelle antiche stanze di Solomeo vicino a Perugia – e invece eccoli qua, e sono davvero particolarmente belli. Sono soddisfatto e orgoglioso di questo arricchimento delle nostre collezioni». Dunque la sera, ultima novità, in seta, cashmere e tulle, e tanto entusiasmo: i dati di bilancio parlano chiaro, i ricavi netti del 2013 sono stati pari a 322,5 milioni di euro, +15,5% rispetto ai ricavi netti del 2012. Il suo gruppo va a gonfie vele? «Il lavoro va benissimo continua l’imprenditore umbro, famoso per coltivare la filosofia degli umanisti e per aver recentemente creato l’Accademia dei Mestieri sempre nel borgo medievale di Solomeo – e i dati dalla Germania, dove abbiamo appena presentato, dicono che è andata bene. Riscontri positivi sono arrivati anche da New York e dal Giappone: in questi paesi non c’è una persona che utilizzi la parola crisi, si parla di tutto ma non di crisi. E c’è sentore di ripresa, di ricostruzione».

Quando riparte l’America riparte anche l’Italia? «Già nelle giornate di Pitti Uomo a Firenze ci sono stati i primi segnali che qualcosa comincia a migliorare anche qui da noi. Insomma sono positivo per il futuro. Perchè se metto insieme religione e spiritualità con Papa Francesco, i nuovi giovani politici sulla scena da Tosi a Civati, da Renzi a Letta e Alfano, e il ritorno nei giovani di un bel sentimento nei confronti della famiglia e la voglia ritrovata di fare figli.
.. ci sono segnali di fiducia». Tutto questo crea una nuova immagine dell’Italia che piacerà ai buyers internazionali? «L’atmosfera è diversa, per esempio in questi ultimi giorni i giornali tedeschi ci vedono meglio, è un bel segnale». Il 2014 sarà ancora un anno di crescita? «Penso proprio di sì, e sempre a due cifre. Ma come sempre sarà una crescita garbata. Faremo cinque o sei negozio nostri a gestione diretta, non di più. Per quelli già esistenti prevediamo di allargarci di alcuni metri in più per dare spazio agli abiti da uomo sartoriali. Oggi la Brunello Cucinelli esporta in 60 paesi al mondo, pari all’80% del fatturato». In Italia quali sono le città che reggono alla crisi? «Tutte quelle turistiche vanno bene, da Roma a Firenze, da Venezia a Milano. Qui a novembre e dicembre ho visto i miei negozi pieni di stranieri. E’ segno che amano il nostro Made in Italy e che vogliono conoscerci meglio».


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