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La nuova Piazza Valentino

10/04/2015 by Francesca

Il negozio Valentino più grande del mondo è una moderna cattedrale di marmi e archi, un inno alla stupefacente bellezza delle collezioni della maison. È un grazie a Roma, da sempre culla della creatività della griffe. La boutique aperta da qualche giorno in piazza di Spagna è il naturale proseguimento del cinquecentesco Palazzo Mignanelli dove il brand “abita” da tanti anni, dove si trovano gli storici uffici, gli atelier e gli studi. È anche la consacrazione di due giovani romani, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, che sono alla guida del gruppo da quando il fondatore ha deciso di ritirarsi. Sono stati loro, direttori creativi di tutte le linee dal 2008, a rilanciare lo stile e renderlo più giovane. Loro a dare alle collezioni un senso di contemporaneità fatto di contrasti, di un emozionante melange di input visivi, artistici e letterari. LE CELEBRITIES È stato il duo, uscito dalla stessa scuola di moda e sin dall’inizio affiatato anche nelle prime esperienze da Fendi, a puntare sulla raffinatezza. Chiuri e Piccioli hanno deciso da subito di non dare ascolto ai trend minimalisti, ma hanno creduto nel proprio talento portandolo alle stelle, tanto che il gotha delle celebrities mondiali li premia fedelmente.

È evidente il rispetto e la continuità con l’estetica della maison: grande è il feeling tra la nuova generazione e il grande Valentino che spesso applaude in prima fila. Fioccano da subito dichiarazioni di stima reciproca. «Lui è unico, noi due», dicono i “ragazzi”. «Loro come me rendono belle le donne», sottolinea Val. Sul fronte della liaison tra il brand e la Capitale, per solennizzare l’inaugurazione della boutique la prossima sfilata haute couture sarà qui. Un evento mondiale, che darà risalto ai successi degli ultimi anni. Possibili anche per via dell’acquisto della maggioranza delle azioni da parte dell’ Emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa al Thani, marito della Sheikha Mozah, una delle più fascinose cinquantenni che brillano nel firmamento dei multimilionari. Lei era pazza per i vestiti Valentino e, dice la leggenda, lui le ha comprato tutto il marchio. Una sparata di vetrine affacciate su una location tra le più belle del globo che qualcuno già chiama Piazza Valentino, tre piani, 1470 metri quadrati (1865 con il seminterrato): il nuovo concept store è stato progettato da David Chipperfield architetto londinese tra i più osannati.

Adorato dagli stilisti, designer per Alessi di pezzi iconici. Nell’enorme atrio della boutique, quasi un palcoscenico, tra le pareti marmoree e i pavimenti in terrazzo Veneziano e Palladiano, ecco i primi abiti della collezione primavera 2015, uno spettacolo di invenzioni ed esecuzioni. Le gonne sono lievi come le piume che le arricchiscono. Colori e decori rendono omaggio al Grand Tour che nei secoli scorsi portava i giovani colti alla scoperta dell’Italia, ed ecco allora sui vestiti: stampe foulard, vedute, disegni, mosaici, rovine classiche, paesaggi marini. IRONIA PER LUI Il viaggio diventa un racconto magico, anche sugli accessori, già best seller. Colorati, floreali, borchiati. Sono esposti al piano terra, in un susseguirsi di stanze ciascuna con un aspetto diverso per far risaltare le varie collezioni. Al primo piano, in un rincorrersi di archi, il bianco regna sovrano e gli abiti sembrano opere d’arte. Si visita come una galleria, è un’architettura scultorea priva di arredi superflui.

Gli abiti maschili, inconsueti, ironici, decorati, sono al piano terra tra pareti in terrazzo, pavimenti in Palladiana, lampi di rovere e ottone. Lì per sedurre i più esigenti, c’è il servizio su misura Denim. I grandi momenti della griffe sono le sfilate di pret-a-porter e couture parigine e i red carpet che vedono al loro fianco celebrities glamour come Keira Knightley, Anne Hathaway, Nicole Kidman, Jennifer Lopez, Reese Witherspoon, Valeria Golino, Lady Gaga, Olivia Palermo, Bianca Brandolini d’Adda, ma anche Ben Stiller, Owen Wilson, Mika. Il crescendo di successi è dovuto anche alla capacità e alla tenacia dell’ad Stefano Sassi. Tutto è iniziato, si sa, con quel genio di Valentino Garavani e il suo socio Giancarlo Giammetti. Era il 1962 e il sarto, giovanissimo, sfilò alla Sala Bianca di Firenze. Una collezione del 1968 gli diede fama mondiale, era immacolata come quella che Chiuri e Piccioli hanno voluto ultimamente nella Grande Mela. Il rosso è poi diventato colore simbolo.


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