RSS Feed

Le ragazze felici di Stella Avanguardia Givenchy

05/03/2014 by Francesca

Ballano e saltano e ridono le giovani donne sulla passerella di Stella McCartney. C’è la bellissima Cara Delevingne, la top del momento, di solito costretta a tenere il muso (così piace agli stilisti che leggono nelle ragazze imbronciate forza e determinazione, sarà…) che è scatenata. Sembra un incontro fra amiche allegre e spensierate. Ma questo è lo spirito con il quale la stilista britannica affronta la moda: non un corpo a corpo fra signore signorine e gli abiti. Piuttosto una complicità fra le prime e i secondi. Vestirsi per stare bene con se stesse. Principio della moda «confortable», come la chiamano qui, che piace alle donne e lascia sempre un po’ perplessi gli uomini perché quanto meno diversa dall’immaginario maschile. Ma mentre una proposta Céline ha bisogno di una riflessione in più, con Stella la nuova femminilità è più facile, immediata, leggera, complice di una quotidianità che è lavoro, casa, vita sociale. I tailleur pantalone, i grandi parka, gli abiti scivolati con i ricami «fai-da-te» che sono zip o corde da alpinismo, la maglieria melange che segue le forma senza mai tradirla, i trench con le cinte bizzarre, i bomber, la tecnica del tie-dye, la sera più sottile ma sempre in movimento con frange di seta libere o trattenute.
Colori certi: blu, grigio, bordeaux. Ai piedi le maschili Derby shoes con zeppe di legno ecosostenibile, poco sexy molto «confortable».

D’altronde pensare di poter vedere saltare e danzare le modelle con ai piedi i tacchi scultura di Givenchy è un’illusione. Tutta un altro tipo questa donna, non meno convincente. Anzi. È un lavoro d’avanguardia sulla sensualità, modulato dalla sua ossessioni di sempre cioè il dark, quello che Riccardo Tisci fa e questa volta con la volontà di vestire una donna più matura. Lo stilista italiano scompone gli archetipi del guardaroba della perfetta borghese bon ton e li ricostruisce con segni indiscutibilmente ultramoderni: grandi bande fluo, d’ispirazione Bauhaus, che percorrono spalle, petto, fianchi interrompendo a effetto la silhouette. Così se la partenza sono abiti di chiffon iperleziosi e tutti una ruches e un plissé e un drappeggio ecco poi gli interventi cui sopra cappotti e giacche e pantaloni maschili e poi di nuovo vesti animalier e fiorate, pellicce opulente e giubbotti da biker. Ancora chiffon e grandi zip, pullover e gonne di pizzo. La sera ritorno in lungo con top di seta a stampe pitone e farfalla.

Ditelo con i fiori, l’altra grande tendenza per il prossimo inverno. Almeno a giudicare da quanti se ne sono visti in queste settimane di sfilate Giambattista Valli non ha mai nascosto la sua passione per il genere. Ispirazione per forme e stampe. A questo giro anche più del solito. La sua sfilata, se si esclude la prima parte in bianco e nero in una sorta di animalier al computer è tutta una rosa capovolta (le silhouette) e sfuma (dal tenue al rosso) e ricamata (bellissima una sorta di rete di perline) e impressa. Abiti corti, molto (con la sottana tonda, a ruota o farfalla) e cappottini: tutto molto cocktail e party. Sottrae il bling bling (collane, catene, borse, ori, bracciali, anelli, orecchini) Fausto Puglisi alla sua femme di Ungaro e un po’, a dire il vero, manca. Chapeau per il coraggio. L’intenzione è lodevole: avvicinarsi sempre di più ai codici della maison. Ma a modo suo la donna di monsieur Emanuel non disdiceva certe ostentazioni di una femminilità un po’ frou frou. Insomma la nuova mademoiselle è un po’ troppo seriosa, ma a conti fatti basta concederle i suoi bijoux per esempio quando indossa la gonna svasata di visone e la t-shirt tecnica. Il maschile al femminile come sapeva farlo «lui» è comunque il fine di Puglisi: completi e abiti svasati di tweed; pantaloni e bluse di pelle; anche le rose jacquard addomesticate per tailleur e felpe.

Comincia e finisce con un rosso caldo, passionale, la sfilata di Elie Saab. Per passare attraverso i rosa carne, il verde bosco, il nero e l’ottanio. Le tinte sono importanti in questa collezione perché ogni uscita e monotono: dal pantalone (diritto), alla blusa (morbida), alla gonna (al ginocchio svasata), alla tuta (a V), ai lunghi per la sera (in chiffon), sino, persino alla pelliccia (corta o al ginocchio).


Nessun commento »

No comments yet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tempo esaurito. Ricarica il codice!