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L’ufficio al polso

05/09/2014 by Francesca

Telefoni e orologi protagonisti nella casa della radio e della televisione, storia della metamorfosi subita dall’ Ifa, la fiera dell’elettronica di consumo che fa di Berlino (con Barcellona, sede del World Mobile Congress) l’ombelico hi-tech europeo. Qui a inizio settembre si accumulano prodotti e tendenze di imminente impatto e probabile successo, grazie a oltre 1200 espositori che svelano quei strumenti che sempre più ci accompagnano nella nostra quotidianità. Se smartphone e tablet restano protagonisti indiscussi, stavolta a dominare la scena sono gli smartwatch, che dopo il rodaggio dell’ ultimo anno sembra abbiano le credenziali per conquistare il pubblico: le previsioni di IDC scommettono su una impennata costante partendo dai 20 milioni di pezzi venduti nel 2014 fino ai 112 piazzati entro il 2018.

VERSATILITÀ A far sbocciare un mercato finora limitato da poche applicazioni, form factor rivedibili e batterie deludenti, è stato l’intrecciarsi di nuovi modelli più vicini alle esigenze degli utenti, desiderosi di poter contare su un dispositivo non troppo ingombrante né evidente, bensì utile. Un identikit cui risponde il Gear S che Samsung presenterà mercoledì alla vigilia della fiera.

Gradevole alla vista col display curvo Super AMOLED da 2 pollici, è il primo smartwatch dotato di SIM-card per effettuare e ricevere chiamate ma anche navigare in rete e postare immagini sui social network grazie alla connettività 3G. Basato su Tizen, sistema operativo open source derivato da Linux, sarà disponibile da ottobre e a Berlino conosceremo il suo prezzo. Nel frattempo, però, Samsung annuncia di avere oltre mille applicazioni ottimizzate per l’utilizzo con i vari modelli Gear, dettaglio importante per ampliare gli ambiti d’uso del prodotto e, quindi, le potenzialità del mercato. Gratificata da un anno di grande crescita in ogni comparto, LG si è subito gettata nella mischia e proprio nei giorni scorsi ha ufficializzato l’arrivo del G Watch R, che integra un processore Qualcomm Snapdragon 400 da 1.2 GHz con una batteria da 410 mAh e sarà in vendita da ottobre a 299 euro.

L’elemento di distinzione del secondo smartwatch dell’azienda è lo schermo, che resta un OLED ma diventa circolare, una scelta che verrà condivisa da molti altri produttori. Dopo la fredda accoglienza dei primi esemplari, tutti con quadranti rettangolari, il design rotondeggiante del Moto 360 firmato Motorola a rompere il muro di scetticismo e donare nuove prospettive agli orologi smart. Con un cinturino ridotto e linee eleganti, quello della società americana è senza dubbio il più modello esteticamente più bello e, nel complesso, più convincente tra quelli visti finora; sappiamo quanto costerà, 250 dollari, ma non le specifiche tecniche che saranno comunicate nel corso dell’evento in programma giovedì a Chicago, quando insieme all’orologio Motorola lancerà anche gli smartphone Moto G2 e Moto X+1.

DEBUTTANTI La kermesse tedesca battezzerà l’esordio di Asus, pronta a lanciare il suo ZenWatch che, come da abitudine dei taiwanesi, avrà forme particolari che lo differenzieranno dai rivali. Due le sicurezze al riguardo: costerà meno di 199 dollari (prezzo base dei modelli in vendita ora) e sarà un altro Android Wear. Dall’ultima arrivata all’apripista Sony – fu la prima a scommettere sugli orologi intelligenti – che nei padiglioni berlinesi porterà il suo Smartwatch 3, compatibile con ogni smartphone e resistente a sporco, urti e acqua. C’è curiosità attorno alla partnership tra Intel e la Fondazione di Michael J.Fox per sviluppare uno smartwatch che possa aiutare le persone colpite dal morbo di Parkinson. Sfruttando lo smartwatch Basis, realizzato da una start-up acquisita da Intel, si punta a monitorare i dati in tempo reale per fornire ai malati un quadro clinico sempre aggiornato con l’insieme delle informazioni raccolte in una piattaforma open source che consentirà a medici e ricercatori di testare nuove metodologie per combattere l’avanzata del morbo.

EXTRA LARGE Strano ma vero il dispositivo più atteso dell’Ifa non è uno smartwatch, bensì il Galaxy Note 4, il phablet di Samsung che come tutti i precedenti modelli macinerà numeri e record di vendita (l’ultimo modello ha toccato quota 10 milioni di pezzi in due mesi). Rinnovato nel pennino, nella fotocamera posteriore da 16 Megapixel e in quella anteriore da 3.7 Mp con tre funzioni ad hoc per i selfies, il perno dello smartphone XL resta il mega display da 5,7 pollici che ha aperto una strada e fatto scuola. Dal G3 Stylus di LG al Liquid X1 di Acer passando per il Vibe Z2 Pro di Lenovo, i telefoni con schermi giganti saranno gli attori principali della fiera.


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