RSS Feed

Ma il cielo è sempre più blu

04/04/2014 by Francesca

Cobalto, royal, navy, elettrico, per arrivare al carta da zucchero e all’azzurro cielo attraverso una serie di sfumature quasi infinita. È il blu il colore che quest’anno si affianca ai classici bianco e nero per dare vita, oltre alle tendenze moda (vedi articolo in basso), ai quadranti degli orologi. E non solo: anche le casse e i cinturini sono in molti casi di questo colore che, dicono gli psicologi, ha la proprietà di rilassare il sistema nervoso, è un simbolo di armonia e di equilibrio e, tra l’altro, è anche il colore della pace, vedi al riguardo la bandiera dell’Onu. Il blu è un colore primario, non si compone ed è anche molto difficile da ottenere, quasi una sfida. Le tecniche moderne riescono a realizzare quadranti con laccature o trattamenti di placcatura ionica che formano un velo di copertura sui metalli, ma i procedimenti più raffinati, che assicurano brillantezza e inalterabilità nel tempo, sono più complessi e costosi. Se per la base del quadrante si usa l’acciaio, questo, per esempio, deve essere azzurrato alla fiamma, mentre se si impiega il titanio, materiale da qualche anno entrato di forza nel mondo dell’orologeria, il metallo deve essere cotto al forno a temperature di almeno 700 gradi perché passi dal suo colore originario, un grigio topo, a una sfumatura cobalto. Però basta un niente, una particella di polvere o qualche minuto in più o in meno nell’infornata, per vanificare tutto il lavoro.

Nell’alta gamma l’antesignana di questa tendenza è stata la Patek Philippe, che già negli anni Sessanta aveva un modello, l’Ellipse, con un quadrante, per l’epoca davvero rivoluzionario, realizzato in oro blu, ma l’innovazione non ebbe molto seguito da parte delle altre grandi maison svizzere. Oggi, però, c’è stata la rivincita e alla Fiera di Basilea non sono mancate le proposte: non solo dalle griffe di moda, ma anche da quelle maison che hanno fatto la storia dell’orologeria e che producono modelli di altissima classe, di grande qualità e dai prezzi astronomici. E, coincidenza, con questo colore gli orologiai svizzeri hanno inconsapevolmente precorso anche i tempi politici, con l’affermazione della «grande marea blu», il partito Upm di centrodestra, nelle recentissime elezioni municipali avvenute nella contigua Francia. sui metalli, ma i procedimenti più raffinati, che assicurano brillantezza e inalterabilità nel tempo, sono più complessi e costosi.

Se per la base del quadrante si usa l’acciaio, questo, per esempio, deve essere azzurrato alla fiamma, mentre se si impiega il titanio, materiale da qualche anno entrato di forza nel mondo dell’orologeria, il metallo deve essere cotto al forno a temperature di almeno 700 gradi perché passi dal suo colore originario, un grigio topo, a una sfumatura cobalto. Però basta un niente, una particella di polvere o qualche minuto in più o in meno nell’infornata, per vanificare tutto il lavoro. Nell’alta gamma l’antesignana di questa tendenza è stata la Patek Philippe, che già negli anni Sessanta aveva un modello, l’Ellipse, con un quadrante, per l’epoca davvero rivoluzionario, realizzato in oro blu, ma l’innovazione non ebbe molto seguito da parte delle altre grandi maison svizzere. Oggi, però, c’è stata la rivincita e alla Fiera di Basilea non sono mancate le proposte: non solo dalle griffe di moda, ma anche da quelle maison che hanno fatto la storia dell’orologeria e che producono modelli di altissima classe, di grande qualità e dai prezzi astronomici. E, coincidenza, con questo colore gli orologiai svizzeri hanno inconsapevolmente precorso anche i tempi politici, con l’affermazione della «grande marea blu», il partito Upm di centrodestra, nelle recentissime elezioni municipali avvenute nella contigua Francia.


Nessun commento »

No comments yet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tempo esaurito. Ricarica il codice!