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Maya

28/08/2012 by Francesca

In attesa dell’Apocalisse, annunciata per fine anno, i Maya hanno intanto cominciato a mettere sottosopra la moda. Motivi geometrici, colori di fuoco, teschi e fiori sgargianti che nelle ultime stagioni avevano stuzzicato la creatività di qualche stilista, si sono imposti quest’estate e detteranno la linea anche il prossimo inverno. La Messico-mania ha già rotto gli argini delle passerelle per investire tendenze, ritmi, cultura e non soltanto per scongiurare i cattivi presagi dei Maya. Non a caso uno dei grandi eventi dell’autunno parigino sarà la retrospettiva sulla più anticonformista e surrealista artista messicana, Frida Kahlo. Prima dell’Orangérie, che da ottobre ospiterà la mostra, stili e tendenze si sono già appropriati dei colori non sobri dell’esuberanza messicana.

Il primo a riportare in auge le civiltà precolombiane è stato il solitamente minimalista Carven, che alle ultime collezioni ha esibito abiti fluidi con inequivocabili motivi geometrici presi in prestito direttamente dai più bei tessuti Maya e magari all’architettura azteca. Stessa linea, con colori, frange, uso del cuoio, anche da Balmain, Isabel Marant o Paul&Joe. La voglia di Sudamerica ha fatto riscoprire anche tutta un’iconografia mortuaria cara ai surrealisti. Ecco spiegata la passione, non solo dello street wear, per teschi e compagnia. Rinato anche l’interesse per il poncho, meglio se in versione navajo con frange, e confermata la passione per oggetti di artigianato, gioielli etnici, borse di perline. «Oggi questa tendenza è fortissima – assicura Amine Amharech, direttore artistico dell’Eclaireur, il concept store parigino più in sintonia con le novità – la cultura messicana ispira l’immaginario dei couturiers: basta pensare al ritorno delle stampe navajo e ai patchwork degli Indios d’America ripescati da Alexandre Wang, Proenza Schouler o Ralph Lauren».

Non ha atteso l’Apocalisse per rendere omaggio ai Maya Jean-Paul Gaultier, di sicuro il pioniere della Messico-mania 2012-2013. Già nel 1998 l’eclettico francese aveva dedicato un’intera collezione a Frida Kahlo. Nel 2007 era tornato in Sudamerica ispirandosi ai culti animisti e alla tradizione delle Vergini col cuore insanguinato. E infine, due anni fa, un omaggio esplicito al Messico con sontuosi sombrero ricamati. Oggi i colori e il gusto per il fatto a mano importati dal Messico hanno contagiato anche i creatori di gioielli, dalle pesanti parure fantasia di giovani come Venessa Arizaga o Priyanka, ai teschi ormai classici di Lydia Courteille, fino ai tesori Maya riscoAmpia gonna nero-arancio, scialle frange, fiori, croce al collo: al modello Frida Kahlo (a sinistra) si è ispirato Moschino (a destra) nella sua ultima collezione primavera-estate Sotto il titolo le infradito Geox perti da Aurélie Bidermann. Per lo stilista californiano Jeremy Scott, spiritoso autore della collezione kitch Welcome to Mexico, premiato al festival della moda di Trieste, nessuna meraviglia: «Il Messico, violento, funebre e allo stesso tempo esotico e colorato – spiega rappresenta da sempre un modo di vivere di cui la haute couture si nutre»


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