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  1. La vera seduzione è un battito di ciglia

    gennaio 13, 2014 by Francesca

    I mascara del futuro sono già qui. Grazie ad alta tecnologia, equilibrata alchimia tra brosse e formula, performance straordinarie e spazzolini che sembrano piccoli oggetti di design, il sogno di uno sguardo magnetico è diventato realtà. Il mascara oggi non è solo un trucco per rendere più definito e intenso lo sguardo, ma anche un gesto civettuolo da esibire. Merito di tubi sempre più attraenti, piacevoli da guardare, e da utilizzare, e di spazzolini dalle forme futuribili. «Mai rinunciare al mascara, perché accende la luce dello sguardo. L’occhio sembra subito più sveglio, aperto e brillante, anche se siete stanche e magari avete fatto le ore piccole», suggerisce Simone Belli, national make up artist L’Oréal Paris.

    «Se fino a poco tempo fa era maggiore la differenziazione tra quelli allunganti e incurvanti, oggi sempre più frequentemente si può ottenere tutto in un solo prodotto. Grazie a spazzolini a metà strada tra bacchette magiche e strumenti di precisione. Possono essere allo stesso tempo rigidi per allungare, e flessibili, con setole a diverse lunghezze, per catturare anche le ciglia più piccole e sottili, con effetto incurvante. I pigmenti sono sempre più high tech e permettono di ottenere un nero intenso e brillante. Inoltre spesso le formule del prodotto sono trattanti e contengono agenti idratanti, rinforzanti e protettivi, per uno sguardo magnetico sin dalla prima passata e ciglia più belle e forti nel tempo». Attenzione a quando rimuovete il mascara. Usate un batuffolo imbevuto di struccante o una salviettina apposita, applicando un movimento delicato dalla radice alla punta, senza strofinare.

    Vibrante, Sublima lo SGuardo. il Suo applicatore è iSpirato ai pieGaciGlia profeSSionali per donare alle ciGlia, rinforzandole, una Spettacolare curVatura. ha formula allunGante e zero SbaVature. Diorshow Iconic Overcurl di Dior (33,41 €).
    Rende le ciglia piene, spesse ed extra fitte Mascara Vamp! di Pupa (12 €).
    È cremoso, nutriente e apre le ciglia “a ventaglio” Mascara Intensificante di L’Erbolario (12 €, in farmacia ed erboristeria).
    My Eyes Mascara 3 Dimension di IncaRose ha una brosse a pettine per separare le ciglia, agenti rinforzanti e pigmenti carbon black (14 €, in farmacia ed erboristeria).
    Definisce le ciglia aumentandone il volume e rendendole più evidenti grazie a pigmenti intensi e a lunga durata Mega Volume Collagene h 24 di L’Oréal Paris (19,99 €).
    Brow Drama di Maybelline New York disciplina e disegna la forma delle sopracciglia (9,99 €).
    Ha uno spazzolino a clessidra per una copertura totale delle ciglia il mascara Better Than Sex di Too Faced (23,50 € da Sephora).
    A effetto tridimensionale, Mascara Shock di Collistar contiene nella sua formula un supercomplesso di cere naturali e resine per ciglia dal volume definito (22,50 €).


  2. Brunello Cucinelli cresce con la collezione sartoriale

    gennaio 11, 2014 by Francesca

    Brunello Cucinelli debutta in Fortezza da Basso con la prima collezione sartoriale uomo; collezione con la quale il marchio di luxury apparel umbro debutta nel mondo del su misura maschile. Il gruppo da 251,7 milioni di euro nei nove mesi 2013 (in crescita del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2012) si era già affacciato da diverse stagioni nel segmento degli abiti maschili con alcune proposte che avevano iniziato a indicare una direzione, come la mens suite grigia completamente destrutturata e in tessuto stretch. Ma adesso è l’ora del salto di qualità, o meglio Cucinelli è già pronto a presentare i frutti dell’acquisto della storica fabbrica del marchio D’Avenza (vedere MFF del 3 settembre 2013) e dell’ingaggio dei 56 dipendenti altamente specializzati che erano in carico alla sartoria carrarese.

    Per vedere e toccare con mano il risultato, bisognerà attendere questa mattina. Intanto, a meno di quattro mesi dalla firma, lo stilista-imprenditore umbro è pronto ad alzare il sipario sulla sua nuova avventura in questa intervista a MFF. Cucinelli, com’è stato l’impatto con le maestranze D’Avenza, che hanno alle spalle decenni di abiti iperformali e ipercostruiti? È stato ottimo. Certo, è stato necessario modificare delle abitudini, nel modo di vedere e di costruire gli abiti. Ma hanno una sapienza sartoriale straordinaria e quindi hanno imparato subito a guardare e a costruire il prodotto diversamente. Cosa può anticipare di questa prima collezione sartoriale? Innanzitutto vorrei premettere a chi ci rivolgiamo: soprattutto ai giovani. Voglio riavvicinare i giovani all’abito formale, e credo che ci sia voglia di formale fra i giovani.

    E la parola d’ordine della nostra proposta è leggerezza, leggerezza nei materiali, leggerezza nelle costruzioni. Stilisticamente parlando, come si presenterà? Più classica che country. Contemplerà anche proposte a doppio petto, e avrà una certa attenzione per il cappotto, perché vedo un ritorno del cappotto. Magari non lungo sino a sotto le ginocchia, ma nemmeno il cappottino corto. E nella cartella colori c’è molto utilizzo del blu e dei colori terra, su tonalità scelte per essere coerenti con la filosofia della collezione: decisamente formale, ma con leggerezza.


  3. Diadora corre e guarda a Cina e Brasile

    gennaio 10, 2014 by Francesca

    Diadora, dopo essere tornata 100% italiana, cresce a doppia cifra sul mercato domestico. Il brand, guidato da Enrico Moretti Polegato, presente in 60 Paesi, vola in Spagna e aprirà in Francia, oltre alle conquiste del mercato brasiliano e cinese. Ma a Pitti immagine uomo si parla di tradizione, con Diadora Heritage. «La nuova collezione rafforza il connubio sport-lusso e va a implementare il progetto dedicato alla donna», ha spiegato lo stesso Polegato a MFF. Il brand in fase di espansione dei volumi e forte del successo worldwide, durante l’estate 2013 ha rilevato dalla Win Hanverky i rimanenti tre blocchi di brand per Cina, Hong Kong e Macao per 10 milioni di dollari.

    «Il 2014 sarà l’anno del Brasile e di approfondimento sulla Cina, per capire come affrontare il mercato, se affiancati da un partner o meno, ma rimane un’opportunità, non un driver di crescita. Abbiamo chiuso il 2013 con un fatturato complessivo aggregato (compreso quello dei licenziatari nel mondo, ndr) che supera i 240 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto al 2012. Sale la quota di fatturato estero, pari al 77%, contro il 74% del 2012. Mentre l’Heritage ha chiuso con un +16% rispetto al 2012». La crescita è suggellata dalla nuova allure del marchio, che già da alcune stagioni punta i late teens. Così come sullo sviluppo di sempre nuove tecnologie sportive, come il Net breathing system, per evitare il surriscaldarsi del piede. «Continueremo a investire nella linea giovani, con social media, collabs con Mtv e accordi con artisti e cantanti», ha aggiunto. «E l’obiettivo è di confermare la crescita a doppia cifra, raggiungendo risultati ancora migliori rispetto all’anno appena concluso, con ulteriori miglioramenti sia a livello assoluto che d’incidenza di ebitda e net profit, grazie alle efficienze che stiamo ottenendo sul business», ha poi concluso Polegato, senza escludere per il futuro un’apertura diretta che avvicini ancora di più il consumatore all’heritage Diadora.


  4. Natura low cost

    gennaio 9, 2014 by Francesca

    La notizia ha fatto subito il giro (e la gioia) dei fan della cosmesi naturale: a settembre la catena americana Walmart ha imposto a tutti i fornitori di eliminare dai prodotti di igiene e di bellezza dieci ingredienti chimici, segnalati come sospetti per la salute, e di sostituirli con analoghi attivi naturali. Se si aggiunge poi che in Francia, la scorsa primavera, i supermercati Auchan hanno inaugurato Coeur de Nature, enorme supermercato del biologico a prezzi equi, e Carrefour ha lanciato la sua prima linea Carrefour & Pur, con attivi naturali al 99,9% (e senza conservati perché sterilizzano con tecnologia Uht, la stessa degli alimenti), il segno dei tempi diventa chiarissimo: la grande distribuzione ha colto perfettamente la richiesta di una cosmetica verde.

    «In Europa sono in aumento gli health conscious , persone attente all’impatto del cibo e dei cosmetici sul loro benessere», conferma Johanna Kolerski Bezerra, analista che ha curato l’ultimo rapporto di Euromonitor sul tema. «L’attenzione alla sicurezza degli ingredienti e al rispetto dell’ambiente è fondamentale anche per i prodotti per tutta la famiglia». A Milano, intanto, Yves Rocher ha aperto da pochi giorni, in corso Buenos Aires, il primo negozio con una cabina dedicata a massaggi viso e corpo con i cosmetici vegetali del marchio. Un’ottima occasione per testarne la piacevolezza e l’effcacia, ma anche per scoprire come un benessere low cost sia possibile: la casa francese è sempre stata attenta al rapporto qualità/prezzo, e in Francia è riuscita a creare un progetto di eco spa a costi decisamente contenuti ( lagreedeslandes.com ).

    Da sinistra, all’estratto di edera. Bagnoschiuma Hedera di L’Erbolario (9,50 euro).
    Per pelli disidratate. Crema Riparatrice Viso Mani Corpo Aloe Vera di Planter’s (16 euro).
    Olio di girasole e avena biologici. Crema Nutriente Viso Bio di Yves Rocher (10 euro).
    Con oli essenziali di agrumi bio. Doccia Cremosa al Limone di Weleda (9 euro).
    Foto di Michael Zeppetello/Venus Stock/Contour Style. Still-life Paolo Spinazzè.


  5. Sottile malizia bronzo

    gennaio 8, 2014 by Francesca

    Dal marrone al bronzo. Nuance calde, sexy e facili da accostare. «Sono i colori naturali per antonomasia e stanno bene agli occhi nocciola, verdi, castani», dice Luciano Bernardi, make up artist Diego Dalla Palma. «In più aggiungono un tocco sofisticato al trucco di tutti i giorni», spiega Simone Colombo, make up artist Clarins. Dopo aver steso fondotinta, correttore e copriocchiaie, in questo preciso ordine, applica sugli zigomi un velo di bronzer shimmer, che riscalda l’incarnato e fa brillare lo sguardo. Vuoi mimetizzare il doppio mento? Stendi con un pennello una polvere color bronzo lungo la mandibola per definirla meglio.

    Per affinare un viso paffuto, invece, ci vuole un illuminante negli stessi toni da applicare tra le sopracciglia, sul naso e al centro del mento. Se sei un po’ abbronzata (o hai la carnagione scura) spennella una terra leggermente iridata su zigomi, contorni del viso, attaccatura dei capelli, tempie e sopra l’occhio. Mai sotto perché da subito al viso un’aria stanca. Gli ombretti metallizzati nella tonalità bronzo vanno, di preferenza, abbinati a un mascara nero che metta in risalto la luminosità delle polveri. Naturalmente se gli occhi sono in primo piano, le labbra non devono farsi notare (basta un gloss trasparente). Con sopracciglia scure e folte non caricare troppo le palpebre con l’ombretto bronzo. E ricordati che con un trucco metallico, le sopracciglia devono avere un disegno preciso e un aspetto sempre molto curato e ordinato.

    Glitter mania Nell’angolo interno dell’occhio e sulla palpebra mobile, ecco dove puoi applicare i glitter micronizzati nei toni del bronzo e del rame. E, a proposito di luce, crea un punto luminoso tra zigomo e sguardo. Vedrai come un piccolo trucco può fare una magia, regalandoti un effetto liftante anche dopo le giornate più intense e faticose. Hai labbra sottili? Scegli un rossetto bronzo arricchito di pagliuzze luccicanti che le dilata visivamente. Prima di stendere il colore applica una garza bagnata con acqua calda: è il segreto utilizzato sui set fotografici per dare volume alle bocche piccole.

    1 . Microsfere madreperlate e mica assicurano riflessi e brillantezza agli ombretti metal che danno un effetto levigato e omogeneo, Phyto-Ombre GlowSisley (35,50 euro).
    2 . Non segna le palpebre grazie alla formula che garantisce lunga tenuta e idratazione, Palette Ombretti Luminizing Satin Eye Shiseido (40 euro).
    3. Ricco di sfaccettature è privo di formaldeide, Smalto Faby (13 euro).
    4 . Sta bene con un maquillage bronzo scintillante il rossetto nei toni caramello, Lipstick Mac (18,50 euro).
    5. Con lo smalto saturo di particene oro bronzo le unghie diventano preziose, Nail Enamel Revlon (11 euro).
    6 . Lo sguardo brilla di una luce particolare tutto merito della palette di ombretti, in edizione limitata, che abbina rame, oro, pesca al marrone più caldo e scuro, 5 Couieurs Dior (53,94 euro).


  6. Pullover Perchè anche l’inverno diventi caldissimo

    gennaio 7, 2014 by Francesca

    Non è mai passata di moda la maglieria. E oggi, in tempi di spending review, è ancora più attuale. E la lana è tornata ad essere la regina delle materie, perchè accompagna da sempre la storia dell’uomo, lo coccola dai primi vagiti alla maturità, con il suo essere naturale, ecosostenibile, totalmente rinnovabile. Quindi perfetta per i tempi che viviamo, e sempre molto moderna. Da qui la rivincita di alcune qualità pregiate come la lana merinos che viene dai pascoli australiani, e che in molti preferiscono perchè è ottima, resistente, calda, sicura, di prezzo ottimo.

    Il lupetto nero Dunque una riscoperta che interessa aziende e stilisti affermati come giovani designer, una felice opportunità per il guardaroba maschile come per quello femminile. E torna in auge il pullover, ampio e confortevole o slim, che sta stracciando le felpe e le giacche, riprende slancio l’indossare la maglia di lana specie se è stilosa come quelle prodotte per il marchio Iceberg dalla Gilmar della famiglia Gerani che ha nella lavorazione della lana una cultura e una ricerca davvero al top.

    Voglia di infilarsi in un pull di lana, come si faceva col lupetto nero o con il girocollo di shetland chinè che ora Miuccia Prada ha rilanciato nella collezione maschile di questo inverno come emblema della borghesia di ritorno. Maglie sportive come i cardigan dai grossi punti di Roy Roger’s ma anche elegantissime come quelle di Lamberto Losani che puntano a una femminilità discreta, preziose come abiti da sera se a rilievi goffrati come nella collezione di Brunello Cucinelli, completi composti da tunica e pantaloni, gonne a ruota, tubini sempreverdi. E tanti accessori in maglieria, fino alle borse, e alla calze da educanda.


  7. Ora si punta su rosso e nero

    gennaio 6, 2014 by Francesca

    Biancheria femminile per Natale: un grande classico. Regalo non originale (tuttavia sempre molto gradito), da vivacizzare. Come? Un’unica «regola»: osare. In stile e ricercatezza o audacia. Sotto l’albero deve finire un capo capace di provocare emozione o strappare stupore.

    Esplorazione fruttuosa da Agent Provocateur , il brand disegnato da figlio e nuora della stilista inglese Vivienne Westwood, per chi cerca una moda intima ultrasexy e raffinata. Il marchio, che dopo il successo nel corner de La Rinascente ha aperto una boutique in via Verri 1, gioca con ironia sul sottile confine della provocazione. Pochi colori sobri (l’immancabile nero, il rosa cipria, l’avorio); grande lavoro di ricerca sui materiali, con utilizzo di tessuti inusuali (inserti di lycra, dettagli in pelle, ricami leavers e perfino pizzi haute couture di Sophie Hallette) e design sapiente che celebra la femminilità. Ci sono capi audaci da femme fatale, playsuite di pizzo, corsetti con l’allacciatura a stringa posteriore, reggiseni tagliati a effetto nudelook, reggicalze che accompagnano i fianchi come una seconda pelle, ma anche completini con trasparenze meno forti, sottovesti fruscianti, elegantissimi kimoni.

    Più sobria, con la qualità garantita da case italiane e francesi di tradizione, come Christies, Naori, Barbarà, Chantelle Paris, è l’offerta di Solo calze e… , micro negozio in via Ponte Vetero angolo piazza del Carmine. Le misure esigue del locale, quindici metri quadri soltanto, impongono di tenere l’intimo nascosto, ma la magia si ripropone ogni volta che fa capolino dagli scatoloni. «Questo è il Natale del nero che vince perfino sul rosso dell’ultimo dell’anno», avverte Caterina Scanu mostrando balconcini, push up, noisette (la sottoveste corta di Kim Basinger nel film «Nove settimane e mezzo») in tulle e seta, decorati da pizzi macramè e chantilly.

    «La perfetta vestibilità e la cura incredibile nei dettagli sono l’arma vincente rispetto ai prodotti delle catene commerciali», rivela. Biancheria griffata Armani, Blumarine, Chantelle, Christies da Matisse , indirizzo noto che dopo quindici anni in corso Buenos Aires si è trasferito in via San Gregorio 4, laterale della grande arteria dello shopping. Per le feste propongono una linea di completini neri, rossi, grigi, resi accesi dall’applicazione di Swarovski. E poi accanto a capi eleganti e romantici, in delicate fantasie o con ricami tinta su tinta, anche una linea di baby doll, parigine e kimoni in pizzo.


  8. La tecnologia per leggere le parole scritte

    gennaio 3, 2014 by Francesca

    Dimentichiamoci per un attimo i saggi, i romanzi, la parola scritta, gli autori, lo storytelling e le narrazioni multimediali. Lasciamo perdere il contenuto dei libri per concentrarci sul «contenente». Gli ebook e i loro formati sono nati negli anni Novanta ma hanno incominciato a rappresentare una realtà significativa – non solo rispetto ai testi cartacei ma anche per gli editori – a partire dal duemila quando sono comparsi i primi e-reader: schermi non retroilluminati dotati di tecnologia e-ink, in tutto e per tutto simili a un pagina di carta stampata. L’inchiostro elettronico nero su sfondo grigino ha debuttato nel 2006 con Sony Libri ma ha trovato una più ampia diffusione solo con il successo del Kindle. Guardato all’inizio con diffidenza luddista dagli editori di carta e con speranza dagli autori emergenti è oggi a tutti gli effetti un oggetto mainstream, una commodity, una categoria di prodotto a sè.

    Sono diventati uno strumento affilato, perfetto per comprare libri digitali e progettato espressamente per la lettura della parola. Complice la luce del Sole, i riflessi e la stanchezza che provoca agli occhi uno schermo retroilluminato hanno sconfitto addirittura l’indiscusso e per alcuni indiscutibile re dei tablet.
    A sentire i responsi della stampa specializzata l’iPad Air anche con il display Retina non sembra reggere il confronto con l’inchiostro elettronico. Tanto che un produttore russo ha compiuto una scelta tanto salomonica quanto curiosa. Si è inventato uno smartphone a doppio schermo. Lo Yota Phone ha davanti un classico display Lcd da 4,3 pollici e dietro uno a tecnologia e-ink. Quando si passa in modalità grigio/nero si risparmia in autonomia della batteria. Tralasciando il senso della doppia opzione, lo Yota Phone dimostra anche che le due tecnologie sono ferme. Passando in rassegna i migliori e-reader presenti sul mercato l’unica innovazione rilevante lato hardware è stata la funzionalità touch e piccoli, alle volte impercettibili, miglioramenti incrementale nella luminosità del display.

    Il grosso delle energia dei produttori di libri di plastica-e-ferro è concentrata sul software, sugli accordi con gli editori locali (Kobo) o sulle meccaniche del negozio e le tecnologie di connessione (Amazon). Display flessibili, inchiostro a colori e applicazioni di realtà aumentata o di sincronizzazione delle parole con lo sguardo o con l’audio sono tutte innovazioni che per ora restano nei laboratori. Troppo costose per debuttare su un prodotto che ha un mercato circoscritto agli amanti dei libri. E quindi tuttosommato limitato. Non a caso sulla palla ci sono solo una manciata di marche (Trekstor, Sony, Kobo e Amazon). Si va dai 40 euro del modello ebook Reader 3.0 della Trekstor ai 129 euro dei prodotti di Amazon e fino ai 149 euro del modello Aura dei canadesi della Kobo. Il nuovo Kindle Paperwhite è però un passo avanti. Jeff Bezos, passettino dopo passettino, ha rimpinzato la macchina tecnologica proprietaria. L’ultima novità è però legata alle nuove funzioni dell’interfaccia che rendono l’esperienza di lettura sempre più simile a quella di un libro vero e proprio: lo Scorri Pagina, praticamente offre la possibilità di visualizzare e passare a qualsiasi pagina del libro, rimanendo sulla tua pagina.

    Il concetto è molto semplice: utilizzare dei pop up che permettono di passare da una parte all’altra del libro come si fa con un libro vero. Il rivale diretto è Kobo Aura che nell’ultimo anno ha polverizzato la distanza. Forte delle partnership con Mondadori e Feltrinelli (4 milioni di titoli) l’e-reader canadese ha uno schermo con risoluzione a 212 dpi con tecnologia Pearl E Ink. Il touch, l’illuminazione e la definizione dei toni di grigio non competono ancora con la tavoletta di Bezos ma le distanze ormai sono davvero minime. In prospettiva resta da definire meglio il link tra parola scritta e social network. Connettere la comunità degli autori ai loro testi e al loro pubblico. Quello dei lettori è però un mondo con regole non scritte e abitudini sofisticate. Le parole hanno forme non modificabili. I supporti proprio per questo hanno ampi margini di miglioramento.


  9. Da Naomi a Patty Pravo solidarietà in un regalo

    gennaio 2, 2014 by Francesca

    Chissà se qualcuno ha conservato le lettere che scriveva a Babbo Natale. Liste di doni compilate con la mano inferma di chi ha ancora poca dimestichezza con la penna e promesse di fare meno capricci. Oggi si fa la conta di qualche guaio combinato e ci si autoassolve dichiarando che non si voleva ferire nessuno, che le relazioni umane sono complesse e le energie per potere aprire le braccia e stringere qualcuno, a volte, assenti ingiustificate. Sfogliando quelle lettere di carta e quelle che si vorrebbero scrivere ora, però, c’è un desiderio latente: il calore, non di un oggetto, ma di un’emozione. Quella di ritrovarsi uniti, con famiglia, amici, fidanzato e sereni, come quando si impastavano i biscotti di Natale con le nonne. Ma ciò che si chiede, a volte, bisogna iniziare a darlo. Così, una buona idea può essere scegliere doni che oltre a fare piacere al destinatario fanno anche del bene. Parliamo dei cosiddetti regali solidali, griffati, fantasiosi e per tutte le tasche, ma che destinano tutti o parte dei loro proventi a opere meritorie.

    Del resto, anche i coniugi Beckham e Patty Pravo hanno recentemente messo all’asta il guardaroba, per la Croce Rossa ed Emergency. Bulgari continua il suo sodalizio con Save the Children, con un anello in argento e ceramica nera che costa 390 euro e di cui 70 andranno all’organizzazione. In tema, Marni propone a 100 euro t-shirt disegnate da bambini di tutto il mondo il cui ricavato sarà devoluto per permettere ai piccoli di diventare grandi. Dolce & Gabbana doneranno i proventi del libro e delle t-shirt (150 e 180 euro) con foto scattate al campione Leo Messi da Domenico Dolce alla fondazione del calciatore per bambini e giovani. Uguale l’età dei beneficiari, ma diversa associazione, Children for Peace, per la canotta con cuore firmata Antonio Grimaldi, mentre per ogni letterina spedita a Babbo Natale dal sito Disney i bimbi meno fortunati riceveranno un peluche. Le gioiellerie Damiani effettuano sconti del 20% sui loro must e parte del ricavato andrà agli alluvionati della Sardegna. L’outlet Fidenza Village ha aperto una charity boutique con vendita di capi i cui proventi saranno devoluti a Oxfam Italia, come quelli di cinque felpe firmate da altrettante stiliste, da Coin. Contro la violenza sulle donne si schiera Opsobject col bracciale Ops!Lux Damier col suo intero prezzo (44 euro).

    Sempre per il gentil sesso, ma contro il tumore al seno, tornano le borse limited edition di Tommy Hilfigher al prezzo di 299 euro, di cui 100 devoluti alla Breast Health International. Stesso accessorio, ma firmato Tiziana Fausti, è a favore della comunità di San Patrignano e venduto nello spazio Sanpa a Milano. Cruciani C dona parte del costo (12 euro) della confezione con due stelle di Natale in macramè all’Ail, per la costruzione di alloggi per malati di leucemia, mentre alle case famiglia per donne e bambini vittime di abuso ci pensa la stellina in ceramica di Pangea (5 euro) in vendita alla Rinascente. Ai piccoli malati pensa CasaOz, sostenuta dal poncho venduto da Kristina Ti a 80 euro. Contro l’Aids Mac ha fondato il Mac Aids Found al quale la casa cosmetica devolve i 48 euro della pochette limited edition con rossetto e gloss cooordinato. Kiehl’s propone confezioni di creme firmate dall’artista Eric Haze e aiuta il programma del Cesvi Fermiamo l’Aids sul nascere. Eastpak ha fatto personalizzare il suo zaino da cinquantasei artisti, destinando i proventi delle aste al fondo Designers against Aids, mentre Morellato ha creato un bracciale a favore del Cuamm Medici per l’Africa. H&M, infine, ha deciso di regalare a tutti i suoi dipendenti un albero in carta riciclata da personalizzare. Il migliore verrà premiato con un viaggio in Senegal, dove saranno piantati vere piante. Inoltre, per ogni gift card del brand svedese verrà data un’offerta per l’accesso all’acqua potabile in Bangladesh.


  10. CUCÙ, IN SALOTTO ARRIVA LA RIVINCITA DEL KITSCH

    dicembre 31, 2013 by Francesca

    In una casa di giovani, ma non solo, succede sempre. Ci si trova per vedere la partita, per celebrare un compleanno, per fare una festicciola e oltre alle sedie, che non bastano mai, finiscono pure i bicchieri. C’è chi ci appiccica le etichette, ma non è il massimo. Il vero design è sempre una soluzione a problemi pratici. E così indubbiamente i «glass markers», i segna bicchieri di varie forme e colori, sono un’invenzione utile. Tra i più carini vanno segnalati quelli di Vacu Vin (8,50 euro) che sembrano un sigillo da lettera di ceralacca con la scritta sopra «Cool party people». E per diventare «festaioli fantastici» bisogna iniziare dall’ingresso. Com’è lo zerbino di casa? Il solito, vecchio, polveroso, dimenticato e calpestato da anni? Un regalo colorato allora può essere proprio lo zerbino. Anche per scherzare con un partner che vi trova troppo azzerbinati, cioè sottomessi. Lo zerbino Finish di Feet First (36 euro) rappresenta per esempio una linea di confine su prato verde tra il mondo esterno e la pace casalinga. Ma con questi oggetti ci si può sbizzarrire.

    Sempre per la casa, va di moda ultimamente, la Wake Up Light di Philips (120 euro), una sveglia che si illumina gradualmente emettendo suoni naturali. Ce ne sono di vari tipi, da 87 euro a 161, e i modelli più costosi producono anche una simulazione colorata dell’alba. Per chi si sveglia tardi, ma non vuole rinunciare alla luce dell’aurora: roba da «Pochi eccelsi privilegiati» di Emily Dickinson, ma del 2013. Altro accessorio ecofriendly è il Plicopà (24 euro), una custodia-supporto per tablet che completa ogni scrivania sia di grandi che di ragazzi. prodotta con cartone ondulato e ispirato alle tecniche di origami. Il nome viene dall’unione del latino (plico, piego) e del portoghese (opà, che nell’intercalare vale un «wow») e significa «piega incredibile». Dopo aver riscosso successo al London Design Festival di settembre, ora viene commercializzato anche in Italia.

    Tra tante novità non poteva mancare un richiamo al piccolo mondo antico con il Naked Glam di Hans&Greta, l’orologio a cucù che si veste da sera in oro e nero da 150 euro. Realizzato in collaborazione con Anton Schneider Sohne, storica casa produttrice di orologi a cucù dal 1848 tra cui gli iconici cucù di Stefan Strumbel con cui Karl Lagerfeld ha posato per la rivista Stern. Semplicità delle forme, dimensione ridotta e scelta del colore, rendono questo modello attuale seppure la fattura mantenga tutta la tradizione della Foresta Nera. Le dimensioni non eccessive la rendono versatile per arredamenti diversi.