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Pensaci bene prima di tacere

02/04/2013 by Francesca

Il primo che incontriamo è Giacomo e siamo a Londra, settembre 1981. Al capitolo due, invece, c’è Viola, e ci trasferiamo a Milano, febbraio 2010. Padre e figlia. Sono loro a costruire, alternandosi, la trama di Ti volevo dire, romanzo d’esordio di Daniele Bresciani (Rizzoli, 378 pagine, € 17). Storia di famiglia (sfasciata e ricomposta allargata), di amicizia (tra ragazzine, tra adulti, tra adulti e adolescenti), di amore (che nasce, che muore, che torna anche perché forse non se n’è mai andato…). Con due colpi di scena clamorosi e forse qualcuno di più: contateli. Conditi da molta musica («la mia e quella che subisco») e da molte buone letture.

A cominciare da Bar Sport di Stefano Benni. «Un libro che ho amato molto». Quale libro consiglierebbe a Giacomo? «Qualcosa sul coraggio. Gli farei vedere un film di Clint Eastwood». E a Viola? «L’arte di vivere in difesa di Chad Harbach, un libro in cui ci sono molto amore e molta amicizia». Il personaggio che ha più amato scrivere? «Fulvio, la voce della verità, l’amico pulito, dice le cose scomode senza giudicare. Ma anche Leslie, una trascinatrice». Tutto ruota attorno al tema dell’avere voce. «L’incapacità di dire è la rovina dLtanti rapporti. E poi c’è sempre un modo per comunicare. Non serve urlare. Puoi tacere con tutti, ma non con te stesso. Se lo fai, la vita ti presenta il conto. Ecco perché vorrei che i miei figli mi facessero un sacco di domande».


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