RSS Feed

Piccolo è bello gli orologi riprendono dimensioni umane

18/07/2012 by Francesca

All’inizio degli anni ’90, quasi per caso, l’orologeria iniziò a mutare progressivamente aspetto. La rivoluzione consistette sostanzialmente in un progressivo aumento della dimensione delle casse, sia da uomo che da donna. La misura maschile, un tempo contenuta tra i 36 e i 38 mm, iniziò progressivamente a espandersi. Arrivarono i primi 40 mm, poi con Panerai si conquistarono i 44 mm e infine i 50 mm.

Ma da un anno a questa parte, quindi a un ventennio dall’inizio della rincorsa al «grande è bello», si avvertono i primi sentori di un trend completamente diverso, che cerca un ritorno alle origini. «Di sicuro oggi la più grande crisi culturale oltre che economica degli ultimi 50 anni – a parlare è Paolo Cappiello, brand manager di Zenith per l’Italia – è terreno fertile per le nuove tendenze. Nei prossimi anni si vedrà un ritorno degli orologi fatti di valori durevoli, sempre più lontani dalle mode e di quella che oggi si spaccia per alta orologeria con un consumo usa e getta».

I 38 mm di diametro, che ancora tanta diffidenza incontrano tra i mass consumers di orologi, sono invece ben accetti tra i puristi: e non è proprio lì che nascono le tendenze? La testimonianza è ben visibile anche nelle foto di questo servizio, dove appare evidente che nomi di altissimo livello del panorama orologiero, come Longines, Bell & Ross e anche Chanel, abbiano in catalogo anche dei pezzi interessanti e dal diametro normale. Tutto questo preservando con cura la qualità sia esterna che della meccanica. Certo, qualcuno ha anche detto che le misure ridotte sono la conseguenza delle esplicite richieste di un mercato, quello cinese, non solo ricco ma anche dotato di polsi di piccolo diametro: ma si tratta solo di illazioni.


Nessun commento »

No comments yet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tempo esaurito. Ricarica il codice!