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Più è piccola (la borsa) e più è sexy (la donna)

14/03/2014 by Francesca

PARIGI, febbraio 1955. Accanto allo stile immortale del tailleur di tweed profilato in passamaneria, dell’abitino nero, dei bottoni gioiello, dei fili di perle e delle scarpe bicolori, Chanel propone la 2.55 – dal mese e dall’anno del lancio – agile borsetta in nappa trapuntata con tracolla a catena che avrebbe contribuito al suo ingresso nel mito. «Se apriste oggi una storia della nostra letteratura, dovreste trovarvi il nome di un nuovo autore classico: Coco Chanel» scrisse poco dopo Roland Barthes, che continuava definendola «elegante come Racine, giansenista come Pascal, filosofa come La Rochefucauld, sensibile come madame de Sevigny».

Oggi, sull’esempio di Mademoiselle, le ultime borse si sono date una ridimensionata. E al posto delle maxi-shopping, salutano il revival di pochette e piccole tracolle a catena. Saranno pure poco pratiche, ma vuoi mettere? A parte scongiurare tendiniti e sedute dal fisioterapista, costringono a fare quel sano esercizio mentale di scegliere cos’è davvero importante avere con sé senza per forza dover ricorrere al borsone di Mary Poppins. E poi hanno un’aria molto più sexy. Ne è convinta anche Valerie Steele (direttrice del museo del Fashion Institute of Technology di New York), che dice: «Come la scarpetta di Cenerentola, una borsa piccola è simbolo di femminilità. Una donna che brandisce un’enorme shopping non ha certo la stessa sensualità di una signora che stringe a sé una minuscola pochette». Appunto. E le grife che propongono miniature dei loro classici diventano ogni giorno di più.

1 Pochette multicolor di Ferragamo.
2 Borsa dall’efetto sfumato in pitone e coccodrillo di Zagliani.
3 Pochette in raso e pelle laminata di Marni.
4 Pochette di raso con chiusura gioiello di Prada.


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