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Piumini + lana + pelliccia. Oltre l’imbottitura c’è di più

26/11/2013 by Francesca

Leggero, veloce, caldissimo, ma mai troppo elegante. Ogni volta che si sta per acquistare il piumino dei sogni, regolarmente, il dubbio si insinua: sarà un capo adatto a tutte le occasioni? Adesso qualcosa è cambiato: le piume non sono solo nel ripieno, ma anche nella «farcitura». E lo trasformano. I nuovi piumini mostrano le spalle nude (e si completano con lunghi guanti in cachemire), bordano il collo di pelliccia, sorprendono con intarsi di seta o taffetà.

Partire da «Bibendum», l’omino della Michelin, per approdare alla Regina delle nevi: è questo il percorso fatto da Moncler, che da una semplice imbottitura ha imbastito un percorso di stile. Della vecchia divisa anni Ottanta, nella collezione Gamme Rouge pensata da Giambattista Valli, c’è solo la suggestione: per il resto è un trionfo di intarsi preziosi, lane pregiate che avvolgono polsi e girovita, pellicce che sconfinano persino nel guardaroba maschile. Nello sfondo non c’è più il fast food dei paninari, ma un Natale a Gstaad, preferibilmente in total white. Le contaminazioni sono tante: possono essere un paio di maniche in camoscio, inserti in velluto, applicazioni di pelliccia, colli in montone. «Happy hybrids» li ha definiti Suzy Menkez, che nelle sfilate milanesi dell’autunno inverno 2013 ha individuato il capo simbolo della sperimentazione: il «down jacket», il piumino appunto. Il nuovo imbottito, anche da uomo, è secondo il Wall Street Journal , «downsized and upgraded»: più striminzito, ma pure più lussuoso.

La linea sciancrata amata da ladies come la principessa Diana, nel tempo libero inseparabile dal suo piumino Puffa (www.puffa.com), ora è quasi sartoriale. Le proporzioni e le maniche sono al centro di questa rivisitazione: Brunello Cucinelli immagina un piumino corto in vita double-face con maniche corte (da indossare di nuovo con guanti lunghissimi), e anche Henry Cotton’s si ispira alla t-shirt per il suo bomber, impreziosito con inserti di pelliccia sul collo. Quasi a fare concorrenza al cappotto, il rivale per eccellenza, Liu-Jo e Pinko hanno pensato a dei piumini al ginocchio, con abbottonature composte, in alcuni casi doppiopetto. Per Falconeri il piumino maschile è una corazza di piume, addolcita da maniche in maglia avvolgente, Duvetica pensa a un giubbotto «a cipolla»: la pelliccia c’è, ma con uno strappo se ne va, così come il cappuccio, a scomparsa. E il piumino, contaminato, torna alle origini.


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