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Quando è l’abito che fa la festa guida al brindisi alla moda

07/01/2015 by Francesca

Quando è l’abito che fa la festa guida al brindisi alla moda DI raso “liquido” alla maniera di Carol Lombard, l’unica che, secondo il grande costumista Travis Banton “portava i vestiti come fossero profumo, se li metteva addosso e se li dimenticava”. O di chiffon nudo come l’abito (Armani Privé) di Cate Blanchett alla scorsa notte degli Oscar? Che i modelli di riferimento siano le regine degli anni d’oro di Hollywood o le protagoniste dell’ultimo tappeto rosso, non ha importanza. Ogni dicembre, puntuale, la fatua querelle si riaccende. Termini come strass e volants, risuonano in negozi chic e templi della fast fashion. La consueta storia del “come mi vesto a Capodanno” riempie riviste di gossip e siti Web che, accanto a mise scintillanti di lustrini, esalta una lingerie spesso importabile.

Di regole fisse non ce ne sono.
Quel che conta a Capodanno, è il glamour. Ma cosa significa? Al di là delle canoniche descrizioni dei vocabolari (Treccani: “In origine, incantesimo, magia, poi in genere incanto, fascino, malìa che attrae con forza irresistibile”), i pareri sono contrastanti.
Se, ad esempio, per Marlene Dietrich è “qualcosa di indefinito, di inaccessibile alle donne normali – un paradiso irreale, desiderabile ma, di fatto, impossibile da raggiungere”, al contrario, per l’attrice Hedy Lamarr “ogni ragazza può essere glamour. Tutto quel che deve fare è avere un’aria attonita e starsene in piedi impalata”. Glamour o no, a parte la tradizione, che suggerisce da sempre qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di rosso, quel che è importante, spiega Silvano Vangi, capo-buyer abbigliamento donna di Luisa via Roma, «è individuare uno stile adatto al proprio fisico. Chi ad esempio ha fianchi pesanti e gambe sottili potrà optare per un abito ad A, magari in pizzo nero lungo al ginocchio, da indossare con una giacchina corta anni 60. Per nascondere gambe “pesanti invece saranno perfetti i pantaloni palazzo accostati a una camicia importante di chiffon o di satin e impreziositi da una cintura-gioiello».

Un fisico ben proporzionato si può permettere quasi tutto ma questo, continua Vangi, «è l’anno delle gambe, quindi un bel vestito lungo, fatto di giochi di trasparenze e spacchi vertiginosi». Una volta scelto l’abito del cuore, il trucco è uno solo: “evitare”, come raccomandava Lucy in Pranzo alle Otto (1933) l’effetto decima Avenue , che si potrebbe tradurre con “strappona”. E, a meno di non essere Marilyn Monroe, seguire sempre il consiglio di Edith Head, la più grande costumista di Hollywood ( The Dress Doctor , 1959): “Non indossare mai vestiti troppo stretti. Un abito deve essere abbastanza aderente da mostrare che sei una donna e abbastanza morbido da provare che sei una signora». Tutto qua.


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