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Soffia il vento anni ’70 E trionfa il made in Italy

10/03/2015 by Francesca

L’OCCHIO delle donne nella moda fa fare sempre dei passi avanti. Ieri, con le grandi creatrici alla Jeanne Lanvin, alla quale il Museo Galliera dedica una stupenda esposizione ideata dal direttore Olivier Saillard e da Alber Elbaz che racconta della sua bravura e della sua capacità di precorrere i tempi della moda. Oggi, con la passerella di Stella McCartney che ha raccolto un meritato successo con il suo esercito pacifico di cappotti infeltriti e avvolgenti, tailleur pantalone con le giacche over che finiscono a punta, gonne di lana cotta a taglio vivo con maglie buttate addosso come sciarponi a maglia inglese. Tanto verde miliare, maniche lunghe e teatrali che coprono completamente le mani, stivaletti di broccato su tailleur di tweed grigio e spinato con vita alta e scampanatura anni Settanta. Ad applaudire Stella i suoi quattro biondissimi bambini e il padre, Paul McCartney sempre affettuoso e presente ad ogni defilè. ARIA anni Settanta ma a tutta contemporaneità da Giambattista Valli con una collezione lieve eppure piena di preziosità che fa fare un salto in avanti al Made in Italy.

Il couturier romano, che vent’anni fa è venuto a Parigi per imparare i segreti della Moda, viene prodotto infatti dall’azienda bolognese BVM di Mario e Stefania Bandiera e in questa collezione per il prossimo inverno ha profuso tutto il suo know how e la sua maestria. Molto belli i completi di pizzo ricamato a fiori anche a rilievo composti e però anPaul McCartney assiste al defilé della figlia Stella con la moglie Nancy Shevel che scomponibili di pantaloni che finiscono con una zampa d’elefante molto aggraziata sotto l’abito corto (ma non cortissimo) che si può portare poi anche da solo con gli stivali stringati. Seducenti le camicie di organza a tralci di fiori e delicati volant sulle spalle, le pellicce di montone bianco o di visone color terracotta, i piccoli pull di cashmere color biscotto, i cappotti con bande di visone verde acqua, i fiori e le fantasie come le righe che si compongono e si inseguono in un gioco di eleganza assai sofisticata. A BORDO passerella tutti a parlare della bella sorpresa di Givenchy con Riccardo Tisci in stato di grazia per una collezione a tratti drammatica e solenne, ispirata alle atmosfere vittoriane, le stesse che lo hanno ispirato visitando la recente mostra sugli abiti da lutto realizzata dal Constume Institute di New York, mixate con l’enegia e il fascino intrigante e spiazzante delle ragazze da strada delle gang sudamericane, che si ciurmano capelli e trucco, tra riccioli tirabaci e piercing.

E questo ha ispirato il trucco delle modelle che da solo valeva il defilè. Anche Tisci festeggia 10 anni come direttore creativo della maison Givenchy che ha saputo rilanciare con forza e prepotenza stilistica. Ad applaudire Riccardo ecco Kim e Kanye West, Katy Perry, Jessica Chastain. Pubblico scelto, da intenditori, per Sacai, marchio giapponese disegnato dalla bravissima Chitose Abe che ha presentato il libro dei suoi concetti d’eleganza. Fortissimi i capi spalla, uno più bello dell’altro, cappotti blu o verdi scuri con trapuntature piumino, giacconi di pelle con inserti di pelliccia spesso rudi, sul collo, sull’orlo, sulle spalle, ampia presenza della maglia a lavorazione norvegese, abiti dalla forma a scatola di plissè di cotone. A salutare Sacai anche Remo Ruffini, patron di Moncler. È TUTTO made in France, orgogliosamente made in France, la produzione di borse di Longchamp che ha deciso di far vibrare l’inverno 2015 coi colori del movimento Memphis, tra cenni grafici decisi e nuance pastello, per un pieno di vitalità che contagia anche la collezione di capispalla e camicette dedicate ad una donna che viaggia molto.


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