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TECNO O ANIMALIER? LA BORSA È IN PIENA METAMORFOSI

18/03/2014 by Francesca

Qualunque bag sia stata sognata o pensata esiste, con tutti gli accessori annessi e connessi: portafogli, cinture, guanti, manicotti, portachiavi. La crisi ha aguzzato l’ingegno, come sostiene il direttore Mauro Muzzolon, e perciò tra i 400 stand, oltre alla declinazione delle tendenze moda – le frange, già nelle vetrine primaverili di Valentino, l’oro e l’argento, le stampe fiorite o animalier, il punk – è impossibile andar dietro alla varietà di materiali e idee. C’è tanto vero pitone (una strage), dorato, argentato, tinto, decorato con charms e chiusure di lapislazzuli, e tanto finto pitone, stampato su pelle, qualche volta inciso in modo da creare l’illusione di vere squame, e poi ci sono struzzi, lucertole, coccodrilli, anaconda e strani pesci brasiliani tipo il pescado e il pirarucù, trasformati in aggressive borsette con pinna dorsale a vista (dalla brasiliana Maria Luzia). C’è il persico gigante, o la razza, negli stilosi bracciali di Stamerra, un mix di tutto: zebrati e maculati, colori accesi e opachi, offerti in scatole preziose. L’artigianato italiano combatte la sua battaglia con le pennellate artistiche sul feltro (Bonfanti), le bellissime frange annodate una ad una in una spettacolare handbag rossa (Barbara), la borsa-tigre siberiana di Braccialini che ti guarda dritto negli occhi e ti obbliga a essere grintosa, la pochette in pelle intrecciata a rombi senza una cucitura (Clemsa) e con l’orgogliosa dichiarazione di «Grande Bellezza» delle sue città.

Fontana di Trevi, Ponte Vecchio a Firenze, Rialto a Venezia, Duomo di Milano sono serigrafati, dipinti, stampati su secchielli, borsoni, sacche e valigie (Manie). Materiali poverissimi come le linguette delle lattine di Coca Cola diventano clutch firmate Dalaleo, mentre il pvc Coprisol, usato per i pavimenti, dà forma a snobissime tracolle low cost da Too Italy. E, se è affascinante il misticismo zen che aleggia dal giapponese Kiami, con le sue venerabili borsette in cipresso di Yakushima, albero sacro, piallato in fogli sottilissimi, e intrecciato come un tessuto, la tecnologia avanza implacabile. Orobianco espone il prototipo di una valigetta bondiana antieffrazione-antiproiettile con cerniere ottenute da una stampante 3D: la vedremo da Harrod’s. Invece sono disponibili subito i trolley in fibra di carbonio, adatti a inviati di guerra o a frequentatori di posti altamente pericolosi, per qualunque ragione lo facciano. Sopra trovate scritto a quali proiettili e pistole resistono: dalla 357 magnum alla 9 millimetri.

L’opzione anti-kalashnikov è (ovviamente) su richiesta. Senza rinunciare alla civetteria: volete i manici in cocco? Basta ordinarli. Soffia il vento della personalizzazione: la tua borsetta può essere diversa da ogni altra. Pomikaki, brand emergente, ha creato Mia: il suo codice speciale, una volta entrati nel sito dell’azienda, dà diritto a ricevere a casa le iniziali, scegliete voi di chi, da appendere come ciondoli. Mentre The Dots vende con la bag un sacchetto di lettere per scrivere pensieri sulla parte traforata. Sarebbe fantastico poter compore tutti giorni la frase «I’am happy», ma va bene anche «Follow me». O «Sono arrabbiata». Così gli altri si possono regolare.


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