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TWEED & CO I TESSUTI (MASCHILI) AMATI DALLE DONNE

09/10/2013 by Francesca

Ah, quel cappotto di tweed, sciupato, di un indefinito marrone, eppure chic e forse simbolo di una femminilità tutta ancora segreta, pudica ma affettuosa…”. È così che Ginevra, matura zitella disoccupata degli anni Trenta, cammina in una Londra piovosa, non sapendo di stare per diventare la spumeggiante protagonista di “Un giorno di gloria per Miss Pettigrew”, delizioso romanzo di Winifred Watson appena ripubblicato da Neri Pozza.

Ginevra ce la fa alla grande, si trova catapultata nella vita mondana, stringe amicizie divertenti, fa impazzire d’amore un milionario perbene. Merito del suo cappotto di tweed (oltre che di una carnagione incantevole)? Forse. Fatto sta che la moda per quest’autunno-inverno si appropria dei tessuti maschili che sanno rendere interessanti le donne, le fanno più forti, più complesse, più meritevoli di amore e rispetto. A cominciare da Prada, di cui è impossibile non ammirare il doppio binario dei suoi tailleur grigi, da un lato la dolce ruvidezza del Felted Tweed, un materiale “biologico” e innovativo al tempo stesso, dall’altro le polsiere a bocciolo e le cinturine d’oro. E poi tutta una schiera di cultori delle stoffe nate nell’Ottocento tra Scozia, Inghilterra e Irlanda, divenute simbolo dell’immarcescibile eleganza londinese dei sarti di Savile Row, e poi tutto un glossario storico da imparare a memoria e da (finalmente) liberare dalla sua virilità esclusiva, vedi l’Houndstooth o pied-de-poule, il Checked o quadrettato, l’Overchacked o finestrato, l’Harris Tweed (lo spigato… gaelico), il Donegal, coi suoi scoppi di colore…

Ne sono esempi i cappottini a scatola, quadrettati e imbottiti, che Louis Vuitton fa indossare su sottovesti non del tutto british, il tweed bouclé che Chanel rende punk e accompagna a minigonne e stivali grondanti catene, gli abiti affusolati e sbracciati di Dolce & Gabbana, i soprabiti a clessidra, pinzati ai fianchi di N°21, i rigati grigi e beige, un po’ da giacca da camera, usati da Missoni, i revers ingannevolmente maschili che scolpiscono le scollature sensuali di Ermanno Scervino, la patina lussuosa con cui Gucci lucida i suoi pied-de-poule ultraglam.

Insomma, non solo il tweed è un materiale molto serio (regolato addirittura da un Parliament Act del 1993), ma è anche un potentissimo e duttile strumento del desiderio: se graziea Prada emana atmosfere noir, tra Hitchcock e le eroine complicate dei romanzi di Daphne Du Maurier, tra le mani di Saint Laurent diventa neogrunge e globale, mentre tra quelle di Armani ricorda in qualcosa delle mises di Lee Miller, la coraggiosissima fotografa. Sì, attenzione, qui non si tratta solo del ritorno al repertorio dello stile classico, sicuro, sportivo, nostalgico delle buone maniere e un po’ androgino, perfetto per i momenti di crisi: siamo in un pieno neoromanticismo, perdute nel mistero della nostra modernità.


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