RSS Feed

Un buon libro non finisce mai

20/02/2012 by Francesca

(1) IL QUADERNO DI MAYA Isabel Allende FELTRINELLI pp. 395, euro 20 Traduzione dì Elena Liverani Una nuova figura di donna per Isabel Allende. L’adolescente Maya, sconvolta dalla morte dell’amato patrigno, scivola in una spirale di droga e prostituzione a Las Vegas. Per fortuna, c’è chi le vuole bene e la risolleva, spedendola in una sperduta isola al largo del Cile. Romanzo di formazione ma anche una riflessione su quanto possa essere difficile crescere.

(2) SOTTO QUESTO CIELO INTATTO Shandi Mitchell FAZI pp. 192, euro 15 Traduzione di Carmen Giorgetti Cima pp. 384 euro 18,50 Traduzione di Velia Februari La letteratura canadese di oggi merita ogni attenzione. Lo dimostra anche questo romanzo, ambientato nel 1938, in cui l’autrice racconta, con accenti degni di John Steinbeck, la storia di Teodor Mykolayenko e della sua famiglia, emigrati dall’Ucraina per sfuggire alle purghe staliniste. Ma anche il nuovo mondo esìgerà il suo tributo di dolore e di morte.

(3) LE BIANCHE BRACCIA DELLA SIGNORA SORGEDAHL Lars Gustafsson IPERBOREA Un anziano professore di filosofia a Oxford evoca gli anni della sua giovinezza ridando volti e voci alle persone che l’hanno fatto uomo. Un viaggio denso, poetico e a tratti oscuro nella Svezia degli anni Cinquanta, che gli restituirà il senso di sé e dell’esistenza. Da uno dei maggiori autori della letteratura scandinava contemporanea.

(4) L’UNICO SCRITTORE BUONO È QUELLO MORTO Marco Rossari EDIZIONI E/O pp. 192, euro 16,50 Aforismi e brevi racconti sul mondo della letteratura e un incipit, «c’era uno scrittore», che si ripete. Fra situazioni improbabili (Tolstoj alla radio, Dante alle prese con l’editing) e nomi storpiati ma riconoscibilissimi, Rossari, scrittore e traduttore, mette a nudo miserie e nobiltà dei «colleghi» e compone un vademecumapologia della scrittura.

(5) VIVA MUSSOLINI! Aram Mattioli, GARZANTI pp. 272, euro 22 Traduzione di Sara Sullam Gli italiani tendono a essere piuttosto indulgenti con loro stessi. E, quindi, ci voleva lo sguardo di uno storico svizzero, Aram Mattioli, per rintracciare i fili della guerra revisionista della memoria scatenata dal berlusconismo e dalla Lega Nord. Con l’obiettivo, purtroppo riuscito, di sdoganare il repertorio razzista dell’estrema destra novecentesca.


Nessun commento »

No comments yet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tempo esaurito. Ricarica il codice!