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Una borsa per l’Africa

21/02/2013 by Francesca

Ho sempre avuto voglia di cambiare il mondo, di fare qualcosa di importante e socialmente utile. E, finalmente, credo di esserci riuscita». Racconta Marina Spadafora, creativa dallo spirito eco, scelta dal marchio italiano Pinko per ridare vita alla storica Pinko Bag, shopping bag icona che viene rilanciata a Milano il 21 febbraio in chiave nuova e totalmente sostenibile. E il cui ricavato di vendita andrà in parte al progetto Fashion for development per aiutare lo sviluppo nei Paesi del Terzo mondo.

Sono sei le borse che fanno parte della nuova collezione Pinko Bag for Etiopia, tante quante le tribù che vivono nella valle dell’Omo, nel Sud-Ovest del Paese, a cui si ispirano i disegni e le grafiche realizzate con coloranti naturali: «Sono popolazioni estremamente primitive e affascinanti che si dipingono il corpo, si decorano con fiori, piume e conchiglie», racconta Marina che ha seguito il progetto in tutte le sue fasi. «Ho lavorato ai disegni e alle stampe basandomi sulle fotografie del libro Elfi d’Africa di Hans Silvester, poi sono andata in Etiopia dove abbiamo trovato una realtà produttiva di sole donne che le ha realizzate». La reazione delle tribù quando hanno visto il prodotto finito?

«Volevano le borse, quasi se le litigavano. Alla fine le donne di tutto il mondo sono uguali di fronte a un bell’accessorio…». La sua preferita? «La Arborè, quella con i fiorellini rosa e bianchi, allegra e primaverile». Avrà lo stesso successo della prima versione di Pinko Bag che era stata lanciata alla fine degli Anni 90? «È quello che ci auguriamo anche perché qui c’è un valore aggiunto: chi la compra aiuterà i Paesi in via di sviluppo. Il prezzo sarà contenuto (58 euro), speriamo che sia un boom».


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