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Unisex Stessi vestiti, anime diverse il gioco sottile di Armani

03/02/2015 by Francesca

MILANO LUI e lei avanzano in passerella, indossano gli stessi pantaloni e la stessa giacca.
Sono eleganti, perfetti e rappresentano il nuovo modo di concepire l’unisex secondo Giorgio Armani che chiude le quattro giornate della moda milanese mostrando completi che, anche se indossati da una donna, sono adatti anche a un uomo e non ridicolizzano mai la mascolinità. Merito del savoir faire di un grande maestro come Armani che sa quali limiti un uomo non deve mai oltrepassare. «Una donna può essere superfemminile anche con una giacca – spiega – ma un uomo non può vestirsi come una donna se non in piccole cose, come un foulard. Chi va oltre, diventa ridicolo». E per raccontare questo nuovo capitolo della sua storia dedicato all’unisex, Armani sceglie la sensuale morbidezza del jersey con il quale crea giacche doppiopetto da indossare con pantaloni dalla vita alta, il cavallo basso e stretti sulla gamba. Un modello ideale per maschi giovani e con un bel fisico scaldato da giacconi e cappotti in lana mohair.
Giorgio Armani mette al bando le maglie girocollo (che lui ha sempre amato) e al posto delle t-shirt consiglia di adottare “la camicia bianca, anche senza cravatta, che crea mistero”.

Armani dà un nuovo volto all’unisex, mentre Roberto Cavalli resta fedele al suo maschio playboy che, sotto grandi pellicce in marmotta e giacche chiodo in cavallino, sfoggia maglie con motivi barocchi e pantaloni attillati.
«Il mio è un playboy dai pensieri giusti» precisa lo stilista che, per non dimenticare la strage di Parigi, ha fatto cucire su alcuni capi una fascia nera, in segno di lutto, con la scritta “No bounds”, un invito a superare le barriere tra religioni e dire basta alle guerre. Da sempre pacifista è il dandy di Ermanno Scervino che usa camicie con micro cristalli bruniti e cappotti dai colli e revers ricamati con Swarovsky. In questo guardaroba dominano i grandi maglioni che sbucano dai cappotti e dai montgomery sartoriali. Inno alla bellezza degli scalatori per Bikkembergs. I modelli sfilano con gilet chiusi da imbragature, giubbini in pelle e pantaloni da jogging. Per la serai cappotti sono percorsi da cinghie nere. Ma ai veri gentleman lo stilista Brendan Mullane, per Brioni il marchio di alta sartoria del gruppo Kering, ha dedicato un guardaroba ispirato al mondo dell’equitazione, con silhouette molto asciutte. È esotica la moda di Stella Jean che rende omaggio a Gandhi e si rifà alle stampe dell’India per completi di taglio british. Per i biker più raffinati Matchless ha proposto nuovi giubbini in pelle cerata e giacche militari che riprendono dettagli delle uniformi della seconda guerra mondiale. Tra i giovani, Christian Pellizzari abbina completi formali con bomber da rock star, Au jour le jour rispolvera i simboli del Monopoli e Giampiero Colombo fa sue le cuciture degli abiti delle Madonne di Piero della Francesca.


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